I rimborsi dei consiglieri regionali e la corrente dei Riluttanti

Tra 48 giorni voteremo per le elezioni regionali: ho deciso di rendermi simpatico agli aspiranti consiglieri e a quelli uscenti, parlando di nuovo dei loro compensi. Scrivo “di nuovo”, perché Il Tirreno e tutti i media toscani lo fanno intensivamente da giorni. I politici forse pensano che sia abbastanza. Pazienza.

Ora riapparecchio tutto, per chi si fosse perso l’avvincente vicenda. Ricordate i mesi di lockdown, quando i commercianti non commerciavano, i calciatori non calciavano, i fabbricanti non fabbricavano e gli studenti non andavano a scuola? Lì i consiglieri hanno svolto la loro funzione a distanza, giustamente, usando i software della socialità. Però si è scoperto che molti hanno percepito i rimborsi chilometrici di trasferimenti non fatti. Perché il rimborso chilometrico è una certezza della vita: come il traffico in tangenziale o il Festival di Sanremo. Qui si parla della “quota variabile di mansione dell’esercizio di mandato”. Variabile perché calcolata sulla distanza tra il comune di residenza e Firenze.


Questa incongruenza, tecnicamente legittima, ma certamente insopportabile, è stata fatta notare. La situazione si è evoluta con un dibattito, nel quale si è appreso che consiglieri 5S e Lega avevano riversato da subito le somme in donazioni sanitarie. Poi la Corte dei conti ha aperto un’indagine e infine è stata varata una legge che trasferirà al Consiglio i soldi percepiti in lockdown.

Un consigliere toscano percepisce fino a 13mila euro lordi al mese. Servono anche a fare cose importanti e non voglio lanciarmi in furie populiste. Però, per me, sono troppi. Alle elezioni sarà interessante vedere chi proporrà un po’ di risparmio nei compensi: un risparmio non estemporaneo, bensì strutturale.

Alcuni consiglieri hanno mostrato sensibilità; ne rendo onore. Altri, di solito iperattivi, capaci di pubblicare video e testi con frequenze vicine allo stalking comunicativo, sono stati zitti, al riparo. Per loro è pronta una corrente politica, tanto ce n’è sempre una nuova: i Riluttanti.