Primo giorno di saldi, Confartigianato: "Un vero disastro"

Non usa mezzi termini Alessandro Sorani, presidente di Confartigianato Firenze: "Il dato più inquietante che emerge è che che per molti esercenti questo sabato è stato, in termini di incasso, addirittura peggiore rispetto a sabato scorso con una ulteriore flessione del 20% - 25%"

 "Il bilancio del primo giorno di saldi a Firenze è stato letteralmente un disastro" Non usa mezzi termini Alessandro Sorani, presidente di Confartigianato Firenze, commentando l'esito del primo giorno di saldi, la cui data di inizio è stata straordinariamente posticipata quest'anno all'1 agosto. "Il dato più inquietante che emerge - spiega Sorani -  che per molti esercenti, commercianti e artigiani, questo sabato è stato, in termini di incasso, addirittura peggiore rispetto a sabato scorso con una ulteriore flessione del 20% - 25%".
   I motivi per Confartigianato possono essere certamente ricondotti alla data: "Il 1 agosto è il giorno del primo esodo per molte famiglie italiane e fiorentine, il bollino rosso che anticipa il bollino nero del weekend della prossima settimana. I centri urbani sono praticamente vuoti con code verso le località balneari. Anche i grandi centri commerciali, che solitamente sono comunque attrattivi, nonostante abbiano registrato un numero interessante di clienti, hanno fatto registrare dati sulle vendite estremamente bassi. Si tratta di un calo del 75% rispetto alle vendite del 2019".
   L'unico settore che sembra aver tenuto leggermente è quello dell'abbigliamento, al contrario tutti gli altri settori confermano la fortissima crisi. "Questo fa emergere ancora una volta la necessità di modificare le regole con cui i saldi vengono pensati - conclude Sorani - "Come Confartigianato inizialmente avevamo fatto un plauso alla Regione che con questa scelta aveva tentato di riequilibrare le sorti del mercato dopo i mesi di lockdown. Questo non si è verificato anche perché i commercianti, in particolare quelli più piccoli, si trovano soli di fronte alla concorrenza non solo dei grandi centri commerciali ma soprattutto del web. Occorrono davvero nuove regole e soprattutto chiare in grado di rendere il commercio uguale per tutti: piccoli, grandi e imprese digitali".

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