Gran caldo: attenti al sale, insaccati e panini. Rischi per diabetici e non solo anziani

Il dottor Roberto Andreini

I miti da sfatare e le precauzioni da osservare per difendere noi stessi e gli altri spiegati dal dottor Roberto Andreini, responsabile dell'area di medicina interna dell'Asl Toscana Nord Ovest

Bere molta acqua, mangiare tanta frutta e verdura, ed evitare di uscire nelle ore più calde. I consigli per affrontare la calura estiva sono sempre gli stessi, ma con il Covid-19 tutt'altro che sparito è quanto mai necessario prestare ancora più attenzione ai nostri comportamenti. Ecco allora quali sono i miti da sfatare e le precauzioni da osservare per difendere noi stessi e gli altri spiegati dal dottor Roberto Andreini, responsabile dell'area di medicina interna dell'Asl Toscana Nord Ovest.

1 - Perché dobbiamo bere di più? E quanto di più?


«Dobbiamo idratarci costantemente perché con il calore la nostra pelle si dilata e perde più liquidi, e questo vale per qualsiasi fascia di età. Quello che cambia sono i danni prodotti dalla disidratazione sul nostro organismo e gli effetti a lungo termine: più si è giovani e meglio si reagisce, ma con l'aumentare degli anni il rischio aumenta. In generale bisogna bere almeno due litri d'acqua fra un pasto e l'altro, specialmente se svolgiamo un lavoro non sedentario».

2 - Come dobbiamo cambiare la nostra alimentazione?

«È sconsigliato mangiare cibi molto sapidi o salati, in particolare insaccati e panini. Il sale, usato come conservante, rappresenta il vero problema. È consigliato invece aumentare il consumo di frutta e verdura, perché apportano liquidi al nostro organismo».

3 - Quali sono le categorie di persone più a rischio?

«Chi svolge un lavoro di fatica, o comunque in cui suda, è certamente più esposto alla disidratazione, come chi fa jogging o va in palestra. Anche la pigmentazione dell'epidermide influisce: la pelle più chiara si dilata maggiormente rispetto a quella scura, anche se si parla di differenze minimali. Massima attenzione poi tra le persone con patologie che predispongono a danni maggiori, come i diabetici: oltre al diabete di tipo 1 negli anziani esiste il diabete di tipo 2 fra i giovani, che li espone ancora di più alla disidratazione».

4 - Anziani e bambini?

«I bambini molto piccoli non hanno le ghiandole sudoripare ma devono essere comunque messi al riparo dal caldo, per quelli più grandicelli è opportuno che i genitori li facciano bere spesso.

Per gli anziani invece è un altro discorso, specie per quelli che hanno difetti cognitivi e/o assumono diuretici salvavita; abbiamo già avuto dei ricoveri per disidratazione. Chi se ne prende cura deve fare molta attenzione perché si rischia il coma nel giro di 24 ore dal manifestarsi dei sintomi».

5 - Quali sono i sintomi della disidratazione?

«Si va dalla cefalea ed alla confusione mentale, non eclatanti ma fastidiose, poi ci sono gli effetti collaterali sul sistema venoso alle gambe delle donne: si manifestano edemi e ingrossamento dei capillari, è il danno fisico che porta a un danno estetico. In particolare negli anziani bisogna fare attenzione alla cute più secca, alla diminuzione della diuresi e al peggioramento dello stato cognitivo».

6- Covid-19 e caldo: c'è una correlazione scientifica?

«Una connessione netta non c'è, anzi forse il caldo contrasta il Covid-19 perché con il caldo le goccioline che emettiamo dalla bocca evaporano più rapidamente. Per il resto i portatori sani rischiano come tutti gli altri; chi invece ha un'infezione in atto ha febbre e diarrea e quindi un'esposizione ancora maggiore alla disidratazione».