Il 2020 in Toscana, scenari apocalittici: calo del Pil da 8,4 a 12%, fino a 100mila posti di lavoro persi

Lo studio di Ires per la Cgil: la perdita di prodotto interno lordo sarebbe di poco superiore alla media nazionale. Occupazione: previsto un calo da 70 a 100mila unità. Cinque i settori più a rischio

FIRENZE. La Toscana perderà nel 2020 una quota di Pil compresa fra l'8,4% e il 12%, calo di poco superiore a quello stimato per l'Italia (8%-11,6%) e fino a 100.000 posti di lavoro, nella peggiore delle ipotesi. E' quanto stima Ires Toscana nel suo report periodico realizzato per la Cgil Toscana, che vede in flessione del -5,3% l'andamento previsto dei consumi nella regione per i dodici mesi dell'anno in corso, e del -12% l'andamento degli investimenti fissi lordi.

"E' uno scenario - ha affermato Gianfranco Francese, presidente di Ires Toscana - che pone al decisore politico della nostra regione riflessioni sul modello di sviluppo della regione, e sulle politiche che dovranno supportare la ripresa del ciclo economico e la tenuta dei livelli occupazionali". Per Dalida Angelini, segretaria generale Cgil Toscana, "il settembre che si avvicina, e la ripresa molto lenta, porteranno ulteriori preoccupazioni. I numeri del sistema economico della nostra regione sono in sofferenza, portandosi dietro una situazione di grande difficoltà che ci viene dalla crisi del 2008, che non abbiamo mai pienamente recuperato".

Per quanto riguarda l'occupazione, lo studio dell'Ires parla di "scenari apocalittici". La perdita occupazionale in Toscana nel 2020 sarà compresa fra le 70mila e le 100mila unità di lavoro, con una forbice fra 40mila e 57mila posti in meno nei cinque settori più colpiti dagli effetti della crisi innescata dal Coronavirus. I settori più a rischio, per Ires, sono commercio al dettaglio, trasporti, ricettività, manifatturiero e intrattenimento.

Le ore di cassa integrazione autorizzate ad aprile in Toscana sono aumentate del 1656,5% rispetto alla media dei mesi di aprile 2009-14, il periodo della precedente crisi. I settori più colpiti sono stati il sistema moda (+2277%), i trasporti (+2166%), e la metalmeccanica (+1945%); le province maggiormente toccate Pisa (+2251%) e Firenze (+2224%). Tale dato, peraltro, non comprende gli interventi del Fis, dei fondi bilaterali e della Cig straordinaria.