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Sierologici a pagamento dal primo di luglio: i prezzi

A offrire a pagamento i test ai lavoratori delle categorie protette potranno essere solo i centri analisi privati convenzionati che avranno però esaurito i kit forniti dalla Regione

FIRENZE. Niente sierologici a pagamento anche alle categorie protette dal primo giugno. I laboratori privati dovranno continuare a svolgere gratis i test rapidi del sangue ai lavoratori dei 21 settori esposti (si va dalle forze dell’ordine ai sanitari, dal personale della scuola ai dipendenti supermercati alimentari ecc) individuati dalle ordinanze della Regione.

Dopo giorni di braccio di ferro, la Regione ha esteso fino a fine giugno la convenzione con i centri analisi privati coinvolti nello screening di massa. Finora la scadenza dei contratti firmati con Estar era fissata al 31 maggio e da lì in poi i laboratori avrebbero potuto proseguire la campagna facendo pagare i test anche a chi ne avrebbe avuto diritto gratis. La proposta avanzata da Assosanità era di applicare a tutti i cittadini le solite tariffe calmierate: 30 euro per i test rapidi qualitativi, cioè quelli che rilevavano solo la presenza o meno degli anticorpi IgM e IgG sviluppati contro il coronavirus, e 50 i test quantitativi che rintracciano entrambi gli anticorpi e anche il loro dosaggio, fornendo un’idea (ma non la certezza) sulla fase dell’infezione. Niente. A offrire a pagamento i test ai lavoratori delle categorie protette potranno essere solo i centri analisi privati convenzionati che avranno però esaurito i kit forniti dalla Regione, e potranno farli pagare comunque a tutti 26 euro utilizzando i propri kit, più 16 euro se è necessario il prelievo in sede o 23 se eseguito a domicilio.

Ma è una opportunità di cui per ora potranno usufruire in pochi. Sono 180mila i test sierologici eseguiti finora in Toscana, di cui 90mila dai 41 laboratori privati, che però hanno ricevuto 219.920 kit. Molti sono avanti con le prenotazioni, alcuni (pochi) ne hanno prese a sufficienza per esaurire le scorte, ma in pochissimi le hanno davvero finite. Basti pensare che due giorni fa, di circa 220mila kit consegnati da Estar a inizio mese erano 137mila quelli prenotati, ma solo 58.677 quelli eseguiti. E ieri eravamo a circa 90mila test fatti. Insomma, i laboratori almeno fino ai primi dieci giorni di giugno - stimano in Regione - saranno impegnati nell’esecuzione di test da fare gratis. A meno che non si tratti di esami da svolgere su cittadini non appartenenti alle categorie protette, e cioè a tutti quelli di aziende con lavoratori non a rischio che sono rimaste sempre aperte o via via hanno riaperto dopo il lockdown. A loro può essere applicata dall’inizio dello screening la tariffa calmierata non superiore ai 26 euro. L’estensione del contratto alla fine di giugno è stata voluta dall’assessorato guidato da Stefania Saccardi proprio per evitare alcune storture e fermare i “furbetti”. «Certo - si chiedono da Assosanità Confesercenti - non si capisce perché in questa storia venga concesso a un ospedale pubblico come Careggi di svolgere, a 36 euro ciascuno, 2500 test ogni 15 giorni per una azienda privata come Prada». —

M.N.