La guida al 730: slitta la scadenza ma per avere i rimborsi è meglio far presto. Le novità e i consigli

Il termine ultimo è ora il 30 settembre. Il conguaglio a credito arriverà uno-due mesi dopo aver fatto la dichiarazione. In fondo all'articolo le spese che si possono detrarre per alleggerire l’Irpef

Il coronavirus ha effetti anche sulla dichiarazione dei redditi. Il decreto legge 9/2020 – pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il 2 marzo e dedicato alle misure di sostegno per famiglie e imprenditori messi in difficoltà dalla pandemia – ha spostato in avanti il termine ultimo per la presentazione del 730, che è fissato al 30 settembre. E, va da sé, slitta anche lo scadenzario per i rimborsi a vantaggio del contribuente che “va a credito”. Come orientarsi? La regola è: prima si presenta il 730, prima si riceve “il rimborso” (se spetta): e l’attesa è di uno/due mesi.

Il conguaglio a credito


La scadenza ultima è ancora lontana ma è bene sapere che l’arrivo delle somme a credito dipende da quando il 730 viene presentato. L’Agenzia delle Entrate ha inviato ai Centri di assistenza fiscale (Caf) e ai professionisti abilitati un’agenda da seguire per gli invii delle dichiarazioni: il primo invio è fissato al 15 giugno, per i 730 presentati dal contribuente entro il 1° giugno; il secondo invio è al 29 giugno per i 730 giunti tra il 2 giugno e il 22 giugno; il 23 luglio è la scadenza per inviare le dichiarazioni presentate tra il 23 giugno e il 15 luglio; il 15 settembre per i 730 presentati dal 16 luglio al 31 agosto; il 30 settembre per le dichiarazioni tra il 1° e il 30 settembre. Le somme che risulteranno a credito saranno rimborsate nella prima retribuzione utile o in quella del mese successivo a quando il sostituto d’imposta (cioè il soggetto che trattiene le imposte che vengono pagate dal contribuente e si impegna a versarle a suo nome) riceve il prospetto di liquidazione dall’Agenzia delle Entrate; mentre gli enti che erogano pensioni faranno le operazioni di conguaglio a partire dal secondo mese successivo a quello del ricevimento del prospetto di liquidazione dal Fisco.

Il conguaglio a debito

Nel caso in cui invece si debba pagare, la somma del debito viene trattenuta sulla prima retribuzione utile o su quella del mese successivo a quando il sostituto d’imposta ha ricevuto il prospetto di liquidazione dalle Entrate. Può accadere che l’importo del debito sia superiore rispetto al quantum della retribuzione: in tal caso il sostituto d’imposta tratterrà la quota residua dalle retribuzioni successive, applicando gli interessi stabiliti per il differimento di pagamento delle imposte sui redditi.

Il consiglio dell’esperto

I Caf e i professionisti abilitati – per i quali questo è il primo anno in cui si confrontano con la fattura elettronica che avrà però, stimano, un impatto relativo – sono già pronti per offrire assistenza (su appuntamento). Il modello 730 precompilato è invece disponibile dal 5 maggio sul sito web dell’Agenzia delle Entrate. Che fare? Si tenta il fai-da-te? «È bene che ricorra alla dichiarazione precompilata chi ha un minimo di conoscenza della materia tributaria – nota Saverio Corsetti del Caaf Cgil di Carrara – La dichiarazione precompilata è un contenitore di tante informazioni: è utile per chi è in grado di decodificarle, eventualmente correggerle e integrarle; chi non è in grado di farlo, è bene si rivolga a chi lo fa di mestiere: i Caf e i professionisti che possono anche individuare eventuali situazioni da sanare. La dichiarazione dei redditi non è un’operazione a cuore aperto ma si possono commettere errori: i Caf e i professionisti appongono il visto di conformità e sollevano il contribuente dal rischio di sanzioni, salvo il caso in cui la discrepanza sia frutto di un comportamento scorretto del contribuente».

Minivocabolario

Il modello 730 è la dichiarazione dei redditi per lavoratori dipendenti e pensionati. È una dichiarazione semplificata che offre vantaggi: il contribuente ottiene il rimborso direttamente in busta paga o nell’assegno della pensione; se invece deve versare imposte, gli importi gli vengono trattenuti in busta paga o nella pensione. Anche se ci si affida a un Caf o a un professionista – e non si opta per la dichiarazione in modalità self ricorrendo al 730 precompilato – è utile per esempio sapere come funziona il meccanismo-base dei vantaggi fiscali che alleggeriscono il peso delle imposte che, eventualmente, si devono pagare. Alcune spese, come quelle sostenute per motivi di salute, possono essere utilizzate per diminuire l’imposta da pagare: in questo caso si parla di detrazioni. Una serie di spese, come per esempio i contributi previdenziali, possono invece ridurre il reddito complessivo su cui calcolare l’imposta dovuta: in questo caso si parla di deduzioni.