Turismo, che estate sarà in Toscana. Da Capalbio a Forte, come si organizzano le località di mare. Arriva l'app per controllare le spiagge

La spiaggia di Marina di Campo, all'Isola d'Elba, dopo il ripascimento

La promozione della Regione. Si spera negli arrivi "di prossimità", molte le richieste di appartamenti, anche per periodi lunghi. Ma i numeri non bastano. Federalberghi: "Il settore perderà otto miliardi di euro". E c'è il dramma degli stagionali, ne saranno assunti meno della metà. Ecco i progetti e le idee di dirigenti, sindaci e operatori del settore

Il turismo è sull’orlo di un baratro. E la Toscana, che è fra le regioni italiane che deve al settore la percentuale maggiore del proprio Pil, rischia di pagare un prezzo altissimo. Ci vorranno anni, forse un decennio, per tornare alla situazione pre-covid. Nella nostra regione sono quasi 3000 le aziende a rischio fallimento, con oltre 14mila addetti. Otto miliardi di euro la stima delle perdite, secondo Federalberghi.

E per gli stagionali la situazione è ancora peggiore: uno su due non sarà assunto per questa estate e, non percependo reddito, non avrà diritto neppure all’indennità di disoccupazione con la quale quasi tutti riescono a superare l’inverno. In sostanza dovrà aspettare la Pasqua 2021 per tornare ad avere uno stipendio. Si tratta, in molti casi, di famiglie il cui unico reddito proviene da questa attività.

In questi giorni Demoskopika, istituto con esperienza ventennale nel campo della ricerca economica e sociale, delle indagini di mercato e dei sondaggi di opinione per conto di enti pubblici, imprese, organizzazioni private, associazioni di categoria, ha pubblicato due studi sulla profonda crisi del settore. Nel primo, una fotografia del disastro, si stima che in Italia siano a rischio 184mila posti di lavoro. Il secondo traccia una strada per cercare di salvare qualcosa, attraverso il turismo “di prossimità”, all’interno della propria regione o comunque restando in Italia. Ma i numeri dicono che servirà solo in minima parte a dare ossigeno alle aziende.

Il settore è stato il primo, quando la pandemia ha iniziato a manifestarsi, a sentire gli effetti della crisi, con il crollo delle prenotazioni. Poi, con tutta l’Italia ferma, è uscito un po’ dai radar dell’emergenza. Ma rischia di essere anche l’ultimo ad uscirne, peraltro trascinando con sé tutta l’economia che vive di riflesso al turismo stesso.

Intanto, però, qualcosa si muove e la clientela affezionata alla Toscana ha iniziato a telefonare e ad informarsi. Chi può non vuole rinunciare al nostro mare. In particolare si cercano case in affitto, soprattutto per periodi lunghi, come avveniva trent'anni fa. In molti casi anche per più di un mese, come se le famiglie volessero esportare al mare la propria sicurezza domestica.

LA PROMOZIONE

Francesco Palumbo è il direttore di Toscana Promozione, l’agenzia della Regione che, insieme ai territori, costruisce e promuove l’offerta turistica.

Francesco Palumbo, direttore di Toscana Promozione

Lo studio di Demoskopika dice che i toscani, dopo i sardi e i siciliani, sono i turisti che più restano nella propria regione per le vacanze.

“Io non sono così convinto che il mercato del turismo quest’anno si limiti solo a toscani e italiani. Perché alcuni mercati danno segnali di ripresa, compreso quello tedesco, che si sta muovendo non solo sulle prenotazioni, ma anche sulle ricerche online sulle destinazioni della nostra regione. Ci sono, al momento, cinque trend diversi. La prima è proprio quella del “vicino a casa”, la più facile, ma sui siti il movimento fa sperare in una ripresa delle prenotazioni. Ovviamente per nicchie di mercato, per i cinque stelle di Firenze che vendevano ad americani e mercato asiatico la vedo più difficile”.

Sulla costa toscana, e non solo, queste nicchie di mercato non mancano.

“Non solo sulla costa, ma anche all’interno, legate allo sport, alla bicicletta, al trekking, le richieste si stanno vedendo. Una vacanza un po’ più intimistica. Inoltre sta emergendo un trend nuovo che è quello del “long stay”, le permanenze lunghe. Le persone hanno più voglia di stare dentro una casa, con la famiglia. Abbiamo segnali di ripresa anche in luoghi, ad esempio il monte Amiata dove, in alcune località, considerando che sarà un’estate molto calda, si stanno cercando sistemazioni per periodi lunghi, peraltro a costi minori rispetto alla costa”.

Chi arriverà al mare, però, avrà bisogno di informazioni e di servizi. I bagni potrebbero essere lo strumento ideale.

“Certo, magari dando loro la possibilità di dare servizi a pagamento. Abbiamo nei prossimi giorni vari tavoli per la promozione e nuovi prodotti, con la massima apertura alle proposte dei territori. Sono cinque le tendenze attuali. Il primo è il “remote travel”, viaggiamo da lontano, quello che abbiamo fatto in questo periodo con “Toscana da casa”, offrendo un’esperienza delle nostre meraviglie da vivere dal divano di casa. La seconda è la “iperlocal”, la ricerca delle piccole località da vivere in serenità. Poi c’è “stay caution”, cioè spostati con attenzione nelle zone limitrofe, penso alle mete raggiungibili in macchina. La quarta è “travel close to home”, muoviti vicino a casa, dove casa è una dimensione relativa, significa muoviti negli spazi che conosci. Un esempio? Molti inglesi hanno casa in Toscana, per loro significa muoversi attorno a quell’abitazione. L’ultima è “new normal”, cioè torniamo alla normalità consapevoli che è successo un disastro, quindi sarà una normalità un po’ diversa. Su queste cinque tendenze si muove e il viaggio e su queste si muove la nostra promozione”.

IL MARE

E’ chiaro, però, che è il mare la prima attrazione per il turismo estivo in Toscana. Ma la gestione della spiaggia è ancora da definire nei dettagli. E le prime indicazioni che filtrano da Roma non sembrano essere facili da mettere in atto per i gestori degli stabilimenti. Si va dall’ingresso contingentato con prenotazione, con “indice di affollamento” per ciascuna spiaggia, a uno spazio di 7-9 mq per persona, con un metro fra la proiezione dei sistemi di ombreggio e almeno 2 metri fra i lettini, oltre a percorsi dedicati per gli spostamenti sull’arenile.

Fabrizio Lotti, piombinese, titolare di uno stabilimento in Costa Est, nel golfo di Follonica, è il vicepresidente nazionale dei balneari di Fiba Confesercenti.

Fabrizio Lotti, vicepresidente nazionale balneari Fiba Confesercenti

Quali sono i vostri progetti per dare un senso alla stagione?

“Intanto vorremmo sapere quando si apre e come. L’ombrellone non è un previlegio, è una fortuna venderlo, è un po’ il cavallo di Troia del turismo di prossimità. Se una famiglia parte dall’interno, prima di farlo chiama per prenotare i posti all’ombra. Per questo noi stiamo chiedendo di offrire più posti ombra possibile, allargandoci ai lati della concessione. Con la certezza del posto è più facile che partano per venire, altrimenti molti staranno a casa. Questo vale soprattutto per tutta la Toscana del sud, dove le spiagge libere sono una risorsa e che devono essere organizzate e sicure dal punto di vista sanitario”.

La spiaggia di Baratti in un'immagine del 2019

Certo le prime indicazioni che arrivano da Roma non vi facilitano.

“La bozza è molto restrittiva, troppo. Se le cose stanno così molti di noi non avranno convenienza ad aprire, lo dico con chiarezza. Noi abbiamo una grande professionalità e siamo sicuri di poter aprire in sicurezza. Ma è chiaro che ci deve essere anche sostenibilità. Quest’anno ci basta andare in pari, sia chiaro, ma aprire per rimetterci non è il caso”.

Stefano Ciuoffo è l’assessore regionale al turismo. In questi giorni passa da un tavolo (in videocall) all’altro, cercando di trovare soluzioni. Ma è il primo a rendersi conto che il turismo di prossimità, che sia almeno nazionale, non dà comunque numeri, in molti casi, per sostenere i costi di gestione.

Stefano Ciuoffo, assessore regionale al turismo

I balneari qualche idea, però, ce l’hanno. Anche se sono preoccupati dai protocolli.

“La loro offerta è importante per attrarre il turista al mare. Può dare sicurezza a chi ha qualche timore a muoversi. Stiamo lavorando con i balneari per vedere di concedere loro quello che chiedono, cioè l’allargamento nelle spiagge libere. Sia perché l’offerta sia, non dico in linea, ma almeno vicina a quella degli altri anni, sia per la custodia di queste aree. Qualche controllo ci vorrà per tenerle aperte”.

Certo per la Toscana sarà una mazzata pazzesca, sia per le aziende che per i dipendenti, in particolare gli stagionali.

“I numeri sono molto preoccupanti. Penso anche a settori collaterali al turismo, come quello delle fiere e degli eventi, sono veramente messi male. Sono decine di migliaia di persone in Toscana. Noi ci stiamo rimboccando le maniche per dare una mano in qualche modo, cercando una soluzione dove possibile, e mettendoci a un tavolo per vedere come “condividere” i casi in cui non c’è via d’uscita”.

GLI ALBERGHI

In questo contesto il settore alberghiero è quello che rischia di pagare il prezzo maggiore. Perché aprire una struttura ha costi fissi, quanti che siano i clienti.

Il presidente di Federalberghi Toscana è Daniele Barbetti, proprietario di una catena di strutture a Chianciano Terme.

Daniele Barbetti, presidente regionale Federalberghi

Il turismo di prossimità, per voi, è una goccia nel mare.

“Se per questo si intende il turismo interno della Toscana è largamente insufficiente. Basti pensare che la popolazione della regione è di 3,8 milioni di persone, l’anno scorso le presenze ufficiali nel ricettivo sono state 50 milioni a fronte di 14 milioni di arrivi, quelle non ufficiali arrivavano a 90 milioni. Poi ci sarà una vacanza giornaliera, che magari porterà qualche beneficio a qualcuno, ma non certo agli alberghi. Sono escursionisti, non turisti. Se per turismo di prossimità si intende quello che proviene da tutto il territorio italiano, già è diverso, il bacino è più grande. Penso agli arrivi dalle regioni limitrofe, dal Lazio per il sud della Toscana, per esempio. Più complicato al nord, che ha come bacino di utenza l’Emilia e la Lombardia, lo stesso l’Elba. Ancora, peraltro, non si sa quando sarà riaperto il transito fra regioni. La Toscana è in una posizione di cuscinetto fra nord e sud, i movimenti sono decisivi”.

E certo non avrete lo stesso tasso di occupazione.

“C’è una forte contrazione del reddito disponibile, è evidente. Le famiglie hanno meno soldi. Ci sono categorie che non hanno avuto impatto, come tutta la pubblica amministrazione, i pensionati, coloro che non hanno mai smesso di lavorare, ma una larga fetta della popolazione ha avuto contraccolpi importanti. E poi c’è questa paura generalizzata dello stare con gli altri che ormai si è imposta. Io non sono neppure tanto appassionato di questa tendenza di puntare, nella comunicazione, sulla sicurezza. Lo stanno facendo tutti, vale per tutti. Certo questa sicurezza non può trasformare i nostri servizi turistici in ospedali, perché se una persona viene e non si gode la vacanza, che ricordo avrà dell’esperienza? E se non sta bene non ha propensione alla spesa”.

Quindi sarà una stagione con perdite importanti, purtroppo.

“Noi abbiamo fatto una stima che il comparto turistico in Toscana perderà intorno agli otto miliardi di fatturato. Per ricreare i flussi ci vorranno anni, per ritrovare i prezzi pre-covid credo un decennio. Penso a Firenze, o all’Elba. La competizione sarà su livelli più bassi, perché la possibilità di spesa media di un italiano è più bassa di quella di un tedesco o un giapponese”.

In questo contesto avete una strategia?

“Puntare alla sopravvivenza dell’impresa, non certo accaparrarsi dei flussi. Ci sono due binari molto netti: il primo è consentire alle imprese che vogliono aprire di farlo, in un perimetro di sicurezza per le aziende e per gli ospiti. Ma in secondo luogo bisogna pensare che sia chi aprirà che chi non aprirà dovrà trovare le risorse per arrivare all’anno prossimo, perché poi l’inverno al mare arriva. E in inverno stai chiuso. Con due mesi e mezzo di lavoro se va bene la vedo dura portare le aziende a Pasqua 2021. Su questo stiamo lavorando”.

E i dipendenti?

“Sono una bomba sociale che sta per esplodere. Quest’anno ci sarà meno della metà della forza lavoro dell’anno scorso e per un periodo non superiore a tre mesi. Peraltro ancora non sappiamo quando le persone potranno spostarsi. E il governo non può dircelo da un giorno all’altro, perché un albergo non è una lampadina, che lo apri girando un interruttore. Non si tira su una saracinesca, non è complicato come la spiaggia per i balneari, ma siamo lì. Dobbiamo saperlo con almeno quindici giorni di anticipo. In sostanza, la questione del turismo è gigantesca, la drammaticità verrà a galla con tutta la sua forza quando gli altri settori saranno ripartiti e si scoprirà che quel servizio che tutti pensavano di avere non ci sarà più. Il turismo è il 13% del Pil nazionale il 16% toscano, ma si scoprirà che tanti settori complementari avranno un danno collaterale. Quindi la percentuale del Pil sale. Lo scopriremo fra un mese, purtroppo. E concludo con un altro pericolo: dietro l’angolo ci sono il rischio dell’infiltrazione mafiosa e della svendita ai fondi esteri”.

I TERRITORI

E i territori? Come si stanno muovendo? Da Capalbio a Forte dei Marmi i Comuni stanno lavorando per trovare idee e nuove soluzioni per l’estate in arrivo. Fra mille difficoltà.

Settimio Bianciardi è il sindaco di Capalbio, il Comune più a sud nella costa toscana, meta di turismo d’élite, ma non solo, buen retiro di molti romani, attori, scrittori, politici. Anche l’ex presidente Giorgio Napolitano è spesso in vacanza nella zona. Qui la spiaggia libera è tanta, ma si pensa anche a un’app per controllare gli accessi. E sono allo studio anche soluzioni per dare un’offerta extra-mare, a partire da Capalbio Libri. Perché Capalbio non è Capalbio senza cultura.

Settimio Bianciardi, sindaco di Capalbio, sul palco di Capalbio Libri

“Stiamo lavorando su un progetto per il mare per creare i presupposti per mandare tutti sulla spiaggia in un contesto stabilito dal Comune. Nella spiaggia libera abbiamo individuato 2000 posti, altri 1000 ci sono negli stabilimenti. Il tutto gestito da un’app che abbina anche i parcheggi, per non creare mai affollamenti, avere sempre in tempo reale il quadro delle presenze e offrire spazi anche ai pendolari, con una sorta di prenotazione. Abbiamo individuato tre chilometri di spiaggia, con 275 posti ogni 500 metri in tre file. Abbiamo mandato una lettera ai cittadini e ai proprietari di seconde case per chiedere dove intendono andare al mare e dove: Chiarone, Macchiatonda, Torba o al passetto pedonale. Abbiamo programmato di andare oltre agli stabilimenti di 500 metri a Torba, 500 per parte a Macchiatonda, al passetto e al Chiarone, oltre agli spazi fra stabilimenti. Stiamo parlando con alcune cooperative per farci assistere, che abbiano il controllo degli spazi con bagnini, magari anche con moto d’acqua”.

La spiaggia di Macchiatonda a Capalbio, in un'immagine del 2019

Ma gli eventi simbolo di Capalbio? Tutto cancellato?

“Non certo in piazza Magenta. Ma a Borgo Carige abbiamo una bella piazza che potrebbe ospitare Capalbio Libri. Abbiamo l’anfiteatro dopo il frantoio che si presta. Alla peggio andremo al campo sportivo che, peraltro, è in una zona splendida. E poi stiamo pensando di consentire alle attività di avere più spazio possibile all’aperto, anche mettendo Ztl e togliendo qualche parcheggio. Non è facile negli spazi di Capalbio, ma ci stiamo lavorando”.

Giancarlo Farnetani è il sindaco di Castiglione della Pescaia, perla della Maremma, un territorio meraviglioso con tanta spiaggia libera. Che non sarà facile gestire.

Giancarlo Farnetani, sindaco di Castiglione della Pescaia

“Dispiace che questa stagione vada così. Noi avevamo organizzato un programma di eventi eccezionale, con le giornate europee dello sport, 178 iniziative in 72 giorni. Ed è saltato tutto. Avevamo anche la coppa del mondo di ciclismo paralimpico, con le nazionali che arrivavano venti giorni prima, per la preparazione. Molte avevano già prenotato”.

Come vi state organizzando per il mare?

“Ci sono modalità diverse per la zona fronte paese, dove ci sono gli stabilimenti, e quelle a sud e a nord dove prevale la spiaggia libera. A sud, la spiaggia che va verso Marina, abbiamo una sola area di sosta con due accessi al mare. Qui abbiamo più possibilità di controllo, prenderemo più personale per dare indicazioni e fare controlli. E il parcheggio giornaliero costerà solo tre euro. Qualcosa di simile faremo anche nella zona delle Rocchette e a Pian d’Alma. Gli spazi liberi davanti al paese fra stabilimenti li daremo, solo per quest’anno, in concessione ai bagni stessi, chiedendo in cambio un aiuto nella gestione. Per il distanziamento abbiamo idee e criticità: pensiamo a dei semplici picchetti che dividano la spiaggia in quadrati, ma ancora non sappiamo le dimensioni. Il problema sarà per la pulizia notturna, che noi abbiamo sempre fatto con le macchine. Così non sarà possibile, anche in questo caso dovremo prendere altro personale. Sarà un costo importante, ma non vedo altra via d’uscita”.

La spiaggia delle Rocchette, a Castiglione della Pescaia

Dalle strutture che segnali arrivano? Ci sono richieste?

“Devo dire che qualcosa si sta muovendo, in particolare per gli appartamenti. L’impressione è che, quest’anno, le famiglie scelgano di affittare per periodi più lunghi, per avere una casa propria senza dover condividere spazi comuni. E anche i campeggi iniziano ad avere molte telefonate: so che offrono pacchetti senza caparra, per stimolare la clientela”.

Più complicato organizzare controlli e “picchetti” all’Isola d'Elba, dove le spiagge sono piccole e tante, distribuite lungo tutto il perimetro. Qui, in un’isola che dal virus è stata soltanto sfiorata, ci sarà soprattutto da rimettersi al buon senso della gente. Lo spiega con chiarezza il sindaco di Campo nell’Elba, Davide Montauti, che nel suo territorio ha la spiaggia più grande, quella di Marina.

Davide Montauti, sindaco di Campo nell'Elba

“Qui da noi la situazione è molto tranquilla, a Campo non ci sono stati neppure contagiati. Purtroppo un Comune come il nostro non ha gli organici per organizzare un controllo capillare delle tante nostre spiagge. Ci mancano gli uomini e i soldi. Però abbiamo fatto un grande lavoro di ripascimento, sia a Marina, che a Cavoli e Secchetto. Le spiagge sono molto più ampie, ci sono gli spazi per viverle con il giusto distanziamento. E’ chiaro che i nostri ospiti dovranno avere il buon senso necessario”. “Poi – aggiunge – nei prossimi giorni avremo un tavolo con la Regione nel quale ci verranno date ulteriori indicazioni, ma il nostro Comune deve comunque fare i conti con le proprie risorse”.

Rosignano ha una situazione variegata nei 20 km di spiaggia del territorio. A nord le piccole calette fra gli scogli non sono mai state affollate e non saranno un problema. Le spiagge di Castiglioncello sono in gran parte in concessione, ma gli stabilimenti dovranno fare i conti con spazi ridotti. Più difficile a sud, alla Mazzanta, ma soprattutto alle Spiagge bianche. Lo spiega il sindaco, Daniele Donati.

Daniele Donati, sindaco di Rosignano Marittimo

“Da Castiglioncello al confine con Livorno c’è scogliera e non siamo preoccupati, non c’è mai stato affollamento. Castiglioncello sarà gestita in gran parte dagli stabilimenti, stiamo aspettando di conoscere le linee guida, magari per dar loro qualche spazio in più. A sud la Mazzanta ha stabilimenti balneari e accessi dalla pineta, pensiamo di organizzare con loro un controllo sulla parte non in concessione”.

E le Spiagge Bianche?

Le spiagge bianche a Rosignano Marittimo

“E’ la parte più complicata. Dalla foce del Fine al Pennello, è un bel tratto di spiaggia. Stiamo ragionando anche con i concessionari dei servizi, a partire dal punto azzurro comunale, per fare una sorta di accesso regolamentato attraverso il parcheggio. Poi daremo una grande informazione, perché certo non potremo fare controlli capillari. Con gli altri Comuni della Costa degli Etruschi stiamo pensando a un’app che possa dare un’informazione chiara su afflussi e presenze. Aspettiamo di avere le linee chiare dalla Regione, perché già molti proprietari di seconde case stanno chiamando per venire. Del resto il nostro è un turismo molto locale, i nostri ospiti vengono da Firenze, Pistoia, Lucca, entroterra pisano”.

Diversa la situazione a Forte dei Marmi, dove la maggior parte della spiaggia è in concessione agli stabilimenti e la spiaggia libera si limita a 400 metri. Ma, anche qui, stanno arrivando le prime telefonate dei turisti che, in particolare, cercano case da affittare, anche per lunghi periodi, come spiega il sindaco Bruno Murzi.

Bruno Murzi, sindaco di Forte dei Marmi

“Noi abbiamo solo 400 metri di spiaggia libera, per il resto il litorale è tutto in concessione ai bagni. Per questo vorremmo che restasse libera, senza dare anche questo piccolo spazio in gestione, ma la situazione è complessa, perché non sarà facile contingentare gli ingressi. Avevamo pensato di chiuderla e contare chi entra, ma dovremmo avere personale per i controlli. Avevamo dei bagnini, che però sono chiamati a verificare cosa accade in mare. Metteremo dei cartelli, speriamo che dalla Regione arrivino indicazioni chiare. Fra l’altro ci sono dei bagni pubblici, che non so come faremo a tenere aperti”.

La spiaggia di Forte dei Marmi, l'estate scorsa

I turisti affezionati iniziano a informarsi?

“Sì telefonate ne arrivano molte. Abbiamo movimenti sulle case, le chiamate sono moltissime. Soprattutto quelle con piscina, quasi che la gente volesse proseguire al mare il proprio isolamento. Gli alberghi meno, credo che per loro sarà una stagione molto difficile. Temo che fra un paio di mesi capiremo meglio la drammaticità della crisi del turismo di quest'anno”.

***

I documenti

Qui i link alle due analisi di Demoskopika

Coronavirus. Turismo, in Italia a rischio 184 mila posti di lavoro

Ripresa. Dal turismo “nazionalista” benefici per 21 miliardi di euro