Fai i lavori a casa gratis: cosa si può fare e a quali condizioni. Ecco la guida al superbonus

Guida al superbonus sulla casa annunciato dal governo: per molti interventi “green” la detrazione sale al 110 per cento. Le aziende edili verrebbero retribuite con il credito d’imposta che il committente vanta nei confronti dello Stato  

Ristrutturare casa gratis in Italia si può. Si potrà. Se si trasforma in decreto legge la proposta di Riccardo Fraccaro, sottosegretario pentastellato alla Presidenza del Consiglio dei ministri. La proposta in sé è facile da riassumere: l’impresa esegue i lavori; lo Stato garantisce al cittadino un credito di imposta pari al 110% di quanto speso: il 10% in più della fattura emessa per l’intervento. Non si è mai visto niente del genere in Italia: ti rifai la facciata, metti in sicurezza la casa, sostituisci la caldaia e non tiri fuori un soldo. Anzi sei a credito di imposta. Tutto vero a tre condizioni:

1. che la bozza del decreto maggio venga confermata nel testo attuale;

2. che le imprese che svolgono i lavori accettino di essere pagate in “natura”: con la cessione del credito di imposta (e non con i soldi);

3. che i lavori da eseguire rientrino in quelli che hanno diritto a uno dei bonus indicati dal governo: eco-bonus (lavori per rendere gli edifici più efficienti dal punto di vista del risparmio energetico); sisma-bonus: lavori per la messa a norma degli edifici dal punto di vista della normativa sui terremoti; bonus facciate.



CHE COS'È LA NORMA SUL CREDITO DI IMPOSTA AL 100%?

È una norma inserita nella bozza del “decreto maggio” del governo che modificherà le aliquote di detrazione fiscale per i cosiddetti “ecobonus” e “sisma-bonus”, aumentando la percentuale di tasse in meno da pagare nelle dichiarazioni dei redditi degli anni successivi (ai lavori) calcolata sulla base della fattura emessa per gli interventi eseguiti.

Finora per interventi strutturali di efficientamento energetico (ecobonus) veniva riconosciuta una detrazione del 65% sull’importo fatturato per i lavori nei condomini e del 75% per i lavori nelle abitazioni singole. Per il sisma-bonus, finora la detrazione riconosciuta era del 50% per i lavori nelle case singole e dell’85% nei condomini. Invece con il nuovo decreto le percentuali passeranno tutte al 110%.

SCADENZA DEL BENIFICIO

Novità anche sulla scadenza del beneficio, che dovrebbe essere fissata al 31 dicembre 2021 (anche de Italia Viva spinge per il dicembre 2022) e per i tempi di rimborso, che saranno uniformati entrambi a 5 anni (e quindi su 5 diverse dichiarazioni dei redditi).

Il nuovo “superbonus” sarà infine valido anche per interventi minori come quelli incentivati dal bonus facciate, l'installazione del fotovoltaico e la sostituzione di finestre (gli infissi). A condizione, che questi lavori vengano realizzati contestualmente a quelli strutturali.

CHI HA DIRITTO ALLA DETRAZIONE?

Hanno diritto alla detrazione ecobonus i condomini, le persone fisiche (per gli immobili che non ricadono nell'esercizio di attività di impresa, arti e professioni), e infine gli Iacp (cioè gli Istituti autonomi case popolari). Idem per il sismabonus che aggiunge, però, fra gli aventi diritto anche le società ma solo per gli interventi antisismici realizzati sulle abitazioni (comprese le seconde case) o per gli interventi di adeguamento anti-sismico realizzati su immobili utilizzati per le attività produttive, situati nelle zone sismiche 1, 2 e 3 (le più pericolose: il livello di rischio più alto è la zona 1; poi si va a scendere, ndr).

QUALI INTERVENTI RIENTRANO NELL'ECOBONUS?

L'ecobonus si applica a interventi strutturali di efficientamento energetico. Prima del Covid-19 erano previste per il 2020 tre fasce di interventi con detrazioni del 50, 65 e 70% (che arrivava all'85% per i condomini). Il nuovo decreto cancella queste distinzioni, utilizzate comunque nell'elenco che segue per praticità di esposizione.

Gli interventi di livello base sono quelli relativi alla sostituzione di finestre comprensive di infissi, schermature solari, caldaie a biomassa e, infine, caldaie a condensazione.

Gli interventi di livello medio comprendono la coibentazione dell'involucro opaco, le pompe di calore, i sistemi di building automation (controllo centralizzato automatico del riscaldamento, ventilazione e condizionamento dell'aria di un edificio, illuminazione e altri sistemi attraverso un sistema di gestione dell'edificio ), i collettori solari per produzione di acqua calda, gli scaldacqua a pompa di calore, e infine i generatori ibridi. Gli interventi di livello alto sono infine quelli di tipo condominiale per le spese sostenute dal 1 gennaio 2017.

QUALI INTERVENTi RIENTRANO NEL SISMABONUS?

Il miglioramento antisismico si calcola sulla base delle linee guida per la classificazione sismica degli edifici (specificate nell'allegato A decreto ministeriale 58 del 28 febbraio 2017) che spiegano come attribuire a un edificio una delle otto classi di rischio sismico (da A+, la meno rischiosa, ad A, B, C, D, E, F e infine G, la più rischiosa), attraverso un singolo parametro che tiene conto sia della sicurezza sia degli aspetti economici.

Sono interventi di miglioramento tutti quelli che determinano la promozione a una classe di rischio meno rischiosa, come attestato dai professionisti incaricati della progettazione strutturale, direzione dei lavori delle strutture e collaudo statico. Vi rientrano l'aggiunta di dispositivi antisismici, isolatori, dissipatori, giunti strutturali, materiali compositi per il rinforzo strutturale, il consolidamento delle murature come quello di solai e strutture in legno, l'aggiunta di connettori per solai, di supporti ed ancoraggi per strutture in cemento armato, e infine il consolidamento di terreni e fondazioni, con detrazione valida fino al 31 dicembre 2021.

CI SONO DEI LIMITI DI SPESA?

I limiti di spesa ci sono e restano invariati rispetto alla normativa vigente (anche se dal 2017 è prevista l'emanazione di un nuovo decreto sui tetti massimi).

In base alla bozza del decreto maggio per l'ecobonus rimangono i limiti della detrazione (moltiplicati per i numeri di unità immobiliari) pari a 60mila euro per l'isolamento termico, 30mila per gli impianti di climatizzazione e 10mila per le pompe di calore.

Il sismabonus ha un limite di 96mila euro per ciascuna unità immobiliare, il fotovoltaico di 48mila euro. L'unico bonus che non ha un limite di spesa è quello per le facciate, fermi restando la legge del mercato e i prezzi di listino.

CI SONO ALTRI BONUS?

Sul tavolo ci sono altri provvedimenti, rimasti fuori dalla bozza del decreto maggio, che potrebbero essere inseriti nel testo definitivo. Fra questi ci sono le agevolazioni pari al 90% per le polizze anticalamità stipulate in concomitanza a un intervento valido per il sismabonus. Sembra invece definitivamente sfumata l'ipotesi di incremento dell'aliquota delle detrazioni al 120% annunciata dal ministro dell'Economia Roberto Gualtieri e dal ministro dello Sviluppo economico Stefano Patuanelli in un'audizione alla Camera del 4 maggio.

C’È UN'ALTERNATIVA ALLA DETRAZIONE?

Nel caso in cui, per esempio, non si abbiano i soldi necessari ma si vogliano ugualmente installare sulla propria abitazione dei collettori solari per produzione di acqua calda (intervento valido per l'ecobonus al 65 %), si può scegliere lo sconto in fattura. In questo modo la ditta fornitrice anticipa, sotto forma di sconto, il 100% del costo dei lavori, per ricevere a propria volta un credito di imposta pari al 110% in 5 anni.

LA CESSIONE DEL CREDITO

L’altra opzione è, appunto la cessione del credito. Chi detiene il credito può cederlo a chiunque, comprese le banche o ad altri intermediari finanziari. Per esempio la ditta può cederlo a una compagnia assicurativa per beneficiare della riduzione sulla polizza su rischi di calamità. Il credito non può essere mai ceduto a una cifra di importo inferiore a quello dei lavori fatturati.

RISTRUTTURAZIONE

La bozza prevede novità anche per chi, per esempio, vuole solo rifare il bagno di casa. Ferma restando la detrazione del 50 % (per le persone fisiche) che rimane invariata, viene introdotta la possibilità di rinunciare alla detrazione in favore della cessione del credito.

COME SI APPLICANO I BONUS?

Tutto il ragionamento si sviluppa su una bozza, che per quanto articolata non è ancora legge. Si dovrà vedere come si comporterà la norma nei confronti del regolamento edilizio regionale toscano (leggi 65 del 2014 e 39 del 2019), e delle interpretazioni in mano ai singoli funzionari locali a livello provinciale o addirittura comunale, in special modo nella distinzione fra manutenzione straordinaria e ristrutturazione. All'atto pratico infine l'ultima parola spetterà alle imprese: il ragionamento fila se il committente si rivolge a un esecutore unico, come suggerito dalla bozza, ma è più probabile che per un insieme di lavori ci si debba rivolgere a più soggetti. E in caso di errore cade tutto il castello di carte, con tanti saluti alle detrazioni. Si prenda ad esempio lo stesso intervento anti-sismico da eseguire su due palazzine identiche, una a Livorno e l'altra a Pisa: in un caso il genio sismico può obbligare anche all'esecuzione di lavori aggiuntivi alle fondamenta, dall'altro invece può essere il genio civile a richiedere solo degli aggiustamenti minori. E chi non ha soldi ma vuole approfittare del superbonus per farsi la caldaia nuova, finestre isolanti anti-rumore e una ritoccatina all'intonaco, riuscirà a trovare una cordata di imprese disposte a lavorare gratis dato che non esiste una legge che le obbliga ad applicare lo sconto in fattura o ad accettare la cessione del credito? 

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