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Passeggiate o in bici, Menichetti sull'ordinanza della Regione: "Chi non convive deve mantenere la distanza di sicurezza"

Il primario di Cisanello conferma che solo chi condivide spazi quotidianamente anche all’aria aperta non ha l’obbligo fare una camminata “separata” 

PISA. Chiariamo un fatto. Non tutti possono andare a fare le passeggiate senza rispettare le distanze di sicurezza. In Toscana dal 1 maggio si può andare in bici, si può andare a correre. Ma per stare vicini vicini - precisa il professor Francesco Menichetti, primario del dipartimento di Malattie Infettive a Cisanello, bisogna essere come minimo familiari e (o) conviventi. Altrimenti scatta l’obbligo del distanziamento sociale. Oltre a quello della mascherina, ovvio. E dell’autocertificazione. Che non deve mai mancare.

Del resto lo dice anche il presidente della Regione, Enrico Rossi, quando annuncia il provvedimento che liberalizza le passeggiate per il ponte del 1° maggio: «La misura che avevo annunciato ha un obiettivo importante: aiutare tutti noi a preparare, per gradi e con cautela, una nuova normalità. Dovremo convivere a lungo con il virus, bisogna farlo non solo nella massima sicurezza possibile ma anche nel segno della responsabilità: ce ne vorrà di più, nell’immediato futuro. Non di meno e quindi sarà fondamentale rispettare le norme generali su autocertificazione, distanziamento sociale uso delle mascherine».


Però non sempre sembrano collimare le norme nazionali con quelle regionali, soprattutto a livello di distanziamento sociale. Infatti, nel decreto del 26 aprile, il governo indica di mantenere almeno un metro di distanza dal 4 maggio quando sarà di nuovo possibile andare a camminare (quasi) liberi. «In realtà - osserva il professor Menichetti - l’ordinanza della Regione non fa altro che articolare il decreto del governo. Infatti consente (senza specificare misure di distanziamento) a persone conviventi di poter passeggiare insieme. Ora il concetto è elementare e ha una sua logica anche sanitaria: se due o più persone condividono gli spazi di un’abitazione, di una stanza, possono anche andare fuori a passeggio. Anzi stare fuori all’aria aperta insieme non può fare che bene a tutti».

Ovviamente questo deve avvenire sempre nel rispetto «del buon senso e degli altri. Non stiamo parlando - riprende il professor Menichetti - di far trasferire le persone nelle seconde case, ma solo di far passeggiare insieme persone che vivono insieme tutti i giorni. In questo non ci sono rischi per la loro salute. Personalmente non li vedo neppure nella possibilità che le stesse persone si trasferissero insieme nella seconda casa, almeno all’interno della stessa regione».