In Toscana mascherine obbligatorie fra 7 giorni: ma non si devono indossare ovunque

I volontari della Protezione civile di Lucca imbustano le mascherine che saranno consegnate alle famiglie

Coronavirus, l’avviso del governatore Rossi: non sono un lasciapassare per uscire senza limiti. Sono esentati i bimbi fino a 6 anni 

FIRENZE. Mascherine obbligatorie ma non da subito. O meglio, obbligatorie di qui a sette giorni, per dare ai sindaci il tempo di consegnarle porta a porta a tutti i toscani, quando dovrebbe essere chiusa la prima fase di distribuzione degli 8,5 milioni di pezzi. Mascherine monouso Ffp1, assimilate alle chirurgiche a stare ai test dell’università di Firenze ma non certificate con marchio Ce. E no, non 10 milioni come annunciato due giorni fa, perché in Regione ci si è accorti che 2,2 milioni dei dispositivi erano Ffp2 ordinate da Estar, la centrale degli acquisti della sanità, e servivano a rifornire comunque gli ospedali.

Ma soprattutto mascherina obbligatoria ma non all’aria aperta né in tutti i luoghi chiusi come sembrava all’inizio. Con l’ultima ordinanza Enrico Rossi fissa meglio il perimetro entro cui imporre a 3,7 milioni di persone l’utilizzo di un dispositivo di protezione individuale finora quasi introvabile se non a prezzi due, tre e anche quattro volte superiori a quelli del mercato pre-Covid. Guai a non averla sui mezzi pubblici, nei negozi, alle poste, in banca e in tutti gli spazi privati aperti al pubblico, insomma laddove non sempre sia possibile garantire il distanziamento sociale. Una volta entrata in vigore, chi viola la norma rischia la multa da 400 a 3000 euro.



L’obbligo vale dunque all’aperto ma solo dove si concentrino molte persone, in fila per entrare al supermercato o in farmacia, e poi sui taxi, su mezzi Ncc, nei negozi, negli uffici pubblici ma non mentre si passeggia e dove in strada si può stare a un metro e 80 di distanza. E non sarà obbligatoria per i bambini con meno di 6 anni e per persone che non sopportino l’uso della mascherina per motivi certificati dal medico. «Abbiamo pensato che indossare le mascherine chirurgiche sia un primo elemento di prevenzione primaria, che può aggiungersi alle tante disposizioni assunte sui comportamenti da tenere», dice Rossi.

Il governatore ricorda di aver optato per l’obbligo anche tenendo conto del dibattito in corso sulle mascherine e soprattutto in base a nuove ricerche che potrebbero spingere l’Oms a rivedere le linee guida sul loro uso. In particolare le ricerche descritte sul New England Journal of Medicine e dal Journal of the American Medical Association sulla permanenza del virus nell’aria e sulle superfici di vari materiali, fra cui rame, acciaio inox e cartone. Quelle ricerche rivedono alcune delle conoscenze iniziali sul Sars-Cov-2. Ad esempio, per questi studi sperimentali il virus potrebbe essere trasmesso non solo attraverso l’effetto droplet, cioè le goccioline emesse con starnuti, tosse o semplicemente parlando, ma anche con un effetto aerosol, tramite sfere più piccole in grado di galleggiare in aria fino a 3 ore. «Ma sia ben chiaro – ammonisce Rossi - avere la mascherina non autorizza ad uscire».

Non è un piomba liberi tutti per Pasqua e Pasquetta. «Il primo compito di ciascun toscano è quello rimanere a casa, salvo motivi di necessità». E «siccome a fare la spesa o dal medico uno non va tutti i giorni, il numero limitato di mascherine di questo primo stock è già sufficiente a garantire autosufficienza per un certo periodo». Almeno 5-6 giorni. Ma la Regione ne ha già ordinate altre 20 milioni. E se le forniture non dovessero arrivare? Ieri il governatore ha fatto capire quale potrebbe essere la strategia. In un’intervista a Radio Popolare ha suggerito al governatore lombardo Attilio Fontana di «acquistarle dalle farmacie e rimborsare la quota relativa al prezzo medio di mercato».

Resta il nodo delle consegne. L’ordinanza dà tempo 7 giorni ai sindaci per consegnarle. I Comuni ieri hanno ritirato le prime scorte alle sedi delle Province. Distribuiranno a domicilio tre mascherine «monouso» a ogni componente della famiglia.

Ma già ieri si è verificato un mezzo pasticcio. A Firenze e in altre città la consegna è cominciata non benissimo. Le mascherine infatti sono all’interno di confezioni da 50 pezzi, ma non sono protette da buste di plastica e alcuni volontari della Protezione civile, seppur muniti di guanti, non solo le consegnavano toccando il tessuto protettivo (tutti gli esperti raccomandano di non farlo per non rischiare di contaminarle), ma addirittura molti le troveranno nella cassetta delle lettere. Ecco, nella ricerca pubblicata dal New England Journal of Medicine si dice anche che il virus può resistere sul cartone fino a 24 ore.