Riconsegnano lo scooter a fine turno: 6 rider multati a Pisa

I carabinieri sanzionano i 6 giovani fattorini di Easy Food per "assembramento": erano troppo vicini davanti al garage. La multa è metà dello stipendio

PISA. Sta pensando che la mascherina non se l'è abbassata a fine turno nemmeno per fumare una sigaretta. Pensa e firma, due volte in fondo al foglio. Ecco: se pagherà entro 30 giorni la multa per “assembramento” gli sarà costata 280 euro. Dopo saranno 400. Firma e ripensa ancora alla sequenza: una pattuglia dei carabinieri che lo ferma a fine turno fuori dal deposito dell'azienda, la Easy Food, mentre aspetta di posteggiare lo scooter con cui fa consegne a domicilio. Insieme a lui altri 5 rider (fattorini), tutti a concludere il lavoro secondo le nuove regole post coronavirus: nel deposito si entra uno alla volta, che gli spazi sono piccoli e si rischia il contagio.

Finiscono tutti multati, su ogni verbale la stessa burocratica dicitura: «Lo stesso si assembrava insieme ad altri soggetti». Lo stupore del rider è affidato a quattro parole nelle note concesse a fine verbale: «Stavamo finendo di lavorare». E risale la voglia di quella sigaretta che si accenderà soltanto arrivato a casa.


Racconta uno dei lavoratori (che ha chiesto di restare anonimo, ndr): «Abbiamo risposto ai carabinieri che quello era il punto di ritrovo e che stavamo finendo di lavorare. Avremmo posato gli scooter e sarebbe finita lì, il tempo di completare le operazioni. Eravamo a distanza di sicurezza. Anche le operazioni di cambio abiti, che prima facevamo in deposito sfruttando gli armadietti, ora le facciamo a casa. Ma gli scooter dobbiamo lasciarli dentro».

La multa corrisponde a metà dello stipendio dei ragazzi: il virus ha ridotto le consegne, decimato i locali e rarefatto gli ordini. «Questo mese avrò fatto 500 euro, qualcosa in più», racconta il fattorino multato. E la sanzione deve essere sottratta. Il Tirreno ha chiesto come mai al datore di lavoro, cioè Easy Food, non pagasse la multa per i fattorini: «Funziona così in tutte le imprese, non solo da noi: se la responsabilità della sanzione è del lavoratore la paga lui. Facendo un esempio: se un rider viene fermato per strada con la revisione scaduta allora la multa la paghiamo noi. Non è che ogni ragazzo può avere la responsabilità di controllare. Ma se prende una multa per eccesso di velocità allora la responsabilità è sua».

Stavolta siamo in presenza di un caso particolare, possibile solo in virtù dei decreti della presidenza del consiglio sugli assembramenti di persone in tempi di coronavirus. Sei rider fermati a fine turno di fronte al deposito dell'azienda multati per “assembramento” nonostante avessero spiegato ai carabinieri di stare aspettando di entrare uno alla volta per posare gli scooter in sicurezza. Lo riconosce anche Easy Food: «È quantomeno inconsueto fermare persone che stanno lavorando, peraltro con i dispositivi di sicurezza: tutti avevano guanti e mascherine». Riconosce anche che le raccomandazioni di restare fuori vengono dall’azienda stessa: «Spingiamo perché entrino uno alla volta. A cose normali entravano anche tutti insieme, posavano gli scooter e facevano due chiacchiere. Ora si cerca di rispettare le distanze, si evitano presenze in contemporanea».
I lavoratori dicono che non avrebbero potuto fare diversamente: non c’era altro modo per riportare gli scooter. Eppure sono stati multati. Per i carabinieri, evidentemente non è così. O comunque le distanze non erano rispettate. Tanto che anche un sesto rider è stato multato, sempre per assembramento anche se è arrivato dopo gli altri. Tutti faranno ricorso adesso, perché «stavamo rispettando le distanze e non eravamo lì a chiacchierare per i fatti nostri ma a finire di lavorare».