Coronavirus, ecco la simulazione aggiornata della "curva" dei contagi in Toscana

Rallenta l'epidemia anche nella nostra regione, ma per un centro di studi di Londra i positivi reali non sono 2.699 ma almeno 9.300

FIRENZE. Frena, rallenta, come un’onda sta scivolando sulla riva dell’epidemia. Fra poco potrebbe cominciare perfino a ritirarsi fra i granelli del contagio, i positivi venir assorbiti dal muro di sabbia tirato su dalle misure di contenimento. «Piano piano il numero di casi dovrebbe scendere per esaurirsi con i primi dieci giorni di aprile, quando dovremmo cominciare a contare pochi casi al giorno», dice Fabio Voller, epidemiologo dell’Ars, l’Agenzia regionale per la sanità.

LA SIMULAZIONE

Voller è lo studioso che per la task force regionale ha elaborato la simulazione delle curva del contagio che ora rassicura 3 milioni e 700mila persone, perché le curve disegnate nelle proiezioni sono più o meno quelle seguite dai casi registrati giorno dopo giorno. 

Ieri, per la quarta volta consecutiva, il bollettino regionale ha segnato un balzo favorevole: 238 nuovi casi, i positivi totali a quota 2.699, con un aumento del 9% rispetto al giorno precedente, più o meno in linea con i rialzi degli ultimi quattro giorni, tutti compresi fra il 13 e l’8%. E l’andamento sta confermando le previsioni di Voller. «Quelle calcolate ricalcando la linea epidemica della zona del Guandong in Cina».

In quell’area la curva del contagio ha seguito un andamento simile a quello toscano, a basso impatto, molto diverso da quello della Lombardia, simile se non ormai superiore a quello dell’Hubei, la regione di Whuan.

Ecco, secondo i modelli matematici adottati dall’Ars la scia delle infezioni in Toscana dovrebbe esaurirsi fra il 7 e il 10 aprile con circa 3800 positivi, per poi scivolare fino al 21 luglio a quota 3.845. «Ma attenzione - avverte l’epidemiologo - aspettiamo ancora uno o due giorni per capire se la frenata si consolida». Anche perché, avverte Voller, se il picco dei contagi sembra essere già passato il 21 marzo, non lo è quello dei ricoveri, previsto fra il 28 marzo e il primo di aprile. Oggi sono 1.162 di cui 244 in terapia intensiva. E aumentano ancora le vittime: 129, 21 quellei registrati ieri.

LO STUDIO INGLESE

Ma per quanto gli scenari suggeriscano ottimismo, ormai quasi tutti gli studiosi leggono il caso italiano come attraversato da una anomalia. Seppure la Regione ieri abbia toccato il record di tamponi (1800), i medici di famiglia continuano a segnalare ritardi e mancanze nell’esecuzione dei test. «Ci sono molti malati con sintomi che aspettano a casa anche una settimana». Perfino il capo della Protezione civile Borrelli crede che «per ogni contagiato ne esistano dieci non censiti». Il Centro per i modelli matematici delle malattie infettive della London School of Hygiene & Tropical Medicine ha eseguito da poco uno studio sui casi sommersi o “fantasma”.

Seguendo equazioni e analisi dell’istituto, in Italia, con un tasso di mortalità al 9,8%, i casi censiti sarebbero solo il 4% di quelli reali, dunque i veri positivi sarebbero 1,7 milioni contro i 69mila identificati. In Toscana, applicando il tasso medio di mortalità italiano, si arriverebbe a 67mila. Ma da noi il tasso di mortalità è più basso, al 4,7%, così i casi censiti sarebbero il 29% di quelli reali: quindi non 2.699 ma 9.300.