Coronavirus, contagi raddoppiati in Toscana: stravolta l’attività negli ospedali per liberare posti

Firenze, l’obiettivo è di avere 100 letti in più in terapia intensiva da destinare ai casi più gravi di contagiati dal virus

FIRENZE. Raddoppia in un giorno il numero dei contagiati in Toscana, da 19 a 38, e la Regione si prepara ad affrontare un possibile salto di livello dell’emergenza rivoluzionando la gestione dell’attività degli ospedali. L’obiettivo principale è quello di trovare 100 posti letto di terapia intensiva da destinare ai casi più gravi di pazienti contagiati da coronavirus. L’attività programmata degli ospedali sarà poi drasticamente ridotta, anche del 75%, per dedicare gran parte delle energie all’emergenza del momento. E siccome c’è anche bisogno di non "stressare" ulteriormente le strutture sanitarie già duramente sotto pressione, si cercherà di limitare gli accessi al pronto soccorso e agli ospedali facendo riferimento al filtro dei pre-triage, dei medici di famiglia e del buon senso. Sono queste le linee guida illustrate ieri a Palazzo Strozzi Sacrati dal presidente della Regione, Enrico Rossi e dall’assessora alla salute Stefania Saccardi, nel fare il punto sul coronavirus in Toscana.

I numeri del contagio. Il bollettino delle ultime ore parla di 19 nuovi casi da martedì sera che portano il totale a 39. In particolare ci sono stati 7 nuovi casi nel territorio della Asl Sud Est (Arezzo, Siena, Grosseto), tra cui un undicenne, secondo bambino in Toscana risultato positivo, 6 in quella della Asl Nord Ovest (Lucca-Pisa-Livorno-Massa Carrara), con una persona ricoverata in rianimazione a Livorno, 6 in quella centro (Firenze, Prato, Pistoia). Sempre ieri sono stati dimessi tre pazienti ricoverati, due a Firenze e uno a Prato: sono tutti andati in isolamento domiciliare. Dal monitoraggio giornaliero risultano, a ieri, in Toscana 1027 persone in isolamento domiciliare di cui 488 prese in carico attraverso i numeri dedicati, attivati da ciascuna Asl.

Per quanto riguarda i sei casi dell’ Asl Nord Ovest sono in corso gli approfondimenti epidemiologici sui loro possibili contatti, tra cui quello del 76enne, ora ricoverato all’ospedale Apuane di Massa, passato prima dal pronto soccorso di Pontremoli (ne parliamo nella pagina accanto ndr). Verifiche anche nella Casa della salute di Pontremoli dove il 76enne è stato prima di arrivare in ospedale. Il più grave è il il paziente 55enne ricoverato in isolamento in rianimazione all’ospedale di Livorno. Due coppie, una di coniugi sessantenni residenti in Valdera (Pisa) e una di settantenni della Val di Cornia (Livorno), risultano entrambe aver soggiornato in un albergo di Ferrara dal 21 al 23 febbraio ed essere entrate in contatto con spagnoli risultati positivi al test per il Covid-19, in occasione di una manifestazione internazionale di tango. Le due coppie stanno bene.

Tra i sei nuovi casi, tutti di Firenze o provincia registrati ieri nel territorio della Asl Toscana centro ci sono tre persone ricoverate in terapia intensiva al policlinico di Careggi. Si tratta di una donna di 65 anni e di un 61enne dell’area fiorentina, e di un fiorentino di 68 anni diabetico e cardiopatico: per tutti e tre le condizioni sono critiche. Con il 55enne ricoverato a Livorno sono quattro in Toscana i pazienti in rianimazione.

Nell’Asl Sud Est i nuovi casi sono cinque familiari e un vicino di casa del paziente già ricoverato di Chiusi. Un nuovo caso è stato registrato a Poppi in Casentino. E’ ricoverato ad Arezzo.

I provvedimenti della Regione. Prima mossa, ridurre al minimo gli ingressi. Spiega Rossi: «All’ingresso degli ospedali c’è un infermiere che verifica lo stato di salute, misura la febbre e, se la persona ha un po’ di influenza, non entra. Così si evita il contagio del personale ospedaliero». Il ricovero avviene solo «in situazioni che esigono il ricovero altrimenti niente». Seconda mossa, la Regione libera oltre 100 posti letto in terapia intensiva per affrontare l’emergenza coronavirus tagliando le operazioni chirurgiche non necessarie (escluse le oncologiche e le urgenze vitali) e con l’aiuto della sanità privata. «Ora - dice Rossi - abbiamo disponibili circa il 10% dei letti di terapia intensiva su 322». Con l’interruzione delle operazioni chirurgiche programmate «riduciamo a circa un quarto le attività dei nostri ospedali così si libera un altro 15-20% di posti letto. Se a questi si aggiunge l’intesa con la sanità privata si arriva a oltre 100 posti letto». Oggi la Regione passerà in rassegna i posti letto in terapia sub intensiva, che sono 308: «possono essere potenziati e trasformati in posti di terapia intensiva con l’aggiunta di ventilatori artificiali».

I tre consigli anti coronavirus. Il governatore riassume poi i tre consigli essenziali che saranno al centro di una campagna informativa della Regione: «Il primo: se hai febbre, raffreddore o altri sintomi influenzali, stai a casa e chiama il tuo medico curante o il pediatra di famiglia; sono reperibili 7 giorni su 7, dalle 8 alle 20. Il secondo: evita luoghi affollati, se possibile, e mantieni almeno un metro di distanza dalle altre persone. Terzo: lavati più volte al giorno le mani, per almeno 60 secondi».