Coronavirus, in Toscana sono due i pazienti positivi al tampone. Rossi: "Le scuole restano aperte"

Un caso a Pescia e uno a Firenze: lo comunica la Regione. Ora si attende la conferma dell'Istituto superiore di Sanità. Il presidente Enrico Rossi: "Situazione sotto controllo, non ci sono condizioni per provvedimenti d'emergenza"

FIRENZE. Sono ancora in attesa di conferma i due casi sospetti positivi riscontrati in Toscana che devono essere validati dall'Istituto superiore di sanità. Si tratta di 49enne di Pescia e di un 63enne di Firenze, ricoverati a malattie infettive, in isolamento, il primo a Pistoia, il secondo nell'ospedale fiorentino di Ponte a Niccheri.

Le condizioni cliniche dei due pazienti sono "stazionarie e discrete".

La Regione puntualizza che i test per il Covid-19 non sono uno screening da effettuare a tappeto: i tamponi faringei vengono effettuati solo in presenza di sintomi che definiscano un quadro sospetto o a coloro che hanno avuto contatti stretti con un caso confermato o sospetto.

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"IN TOSCANA NON C'È FOCOLAIO"

Il presidente della Regione Enrico Rossi spiega che "ad ora tutti i casi sospetti che si sono manifestati in Toscana, anche quelli che poi si sono rivelati negativi, sono stati isolati e valutati. La situazione al momento appare sotto controllo e non ci sono le condizioni per giustificare provvedimenti d'emergenza come la chiusura delle scuole o la sospensione dei concorsi".

In Toscana, ha proseguito il governatore, "ci sono solo due casi di tamponi positivi per i quali manca ancora la conferma definitiva dal ministero. Per il momento la situazione è sotto controllo. Non c'è un focolaio, né è stata definita una zona con la più elevata possibilità di contagio". "La situazione si evolve di giorno in giorno - ha aggiunto -, quindi se le condizioni cambieranno, anche le misure di controllo cambieranno".

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Rossi ha ribadito che:
 
- Solo chi rientra in Toscana da una delle aree di contagio (Cina, Veneto e Lombardia), oppure è stato a stretto contatto con qualcuno proveniente da queste aree e presenta sintomi di una malattia acuta alle vie respiratorie deve contattare i numeri messi a disposizione dalle Aziende sanitarie.
 
- Chi presenta sintomi generici o non ha avuto rapporti con le aree di contagio deve anzitutto rivolgersi al proprio medico curante o al pediatra. Medici di base e pediatri devono necessariamente essere raggiungibili al telefono tra le ore 8 e le 20, in modo da fornire una consulenza personalizzata. La reperibilità in questa fascia oraria è obbligatoria in base ad un'ordinanza del presidente della Regione e in caso di violazioni verificate scatteranno provvedimenti disciplinari e la revoca della convenzione con la Regione Toscana.
 
- Non saranno fatti tamponi a tappeto, né a tutte le persone in isolamento controllato. I tamponi verranno fatti solo a chi presenta sintomi sospetti ed ha avuto contatti con le aree di contagio.
 
- È obbligatorio per chi proviene dalle zone rosse di Cina, Lombardia o Veneto manifestarsi, chi non lo fa commette una violazione penale, così come chi esce dalle zone di focolaio.

IL CASO DI PESCIA

Il primo caso, a Pescia, riguarda un informatico di 49 anni rientrato giovedì sera da Codogno (Lombardia) dove ha soggiornato tre giorni per lavoro. Fin da venerdì si è messo in autoisolamento volontario su indicazione del medico di famiglia e sotto sorveglianza della Asl. Lunedì mattina, a seguito di un picco febbrile, ha contattato le strutture sanitarie che gli hanno mandato un’ambulanza del 118 a casa per portarlo, in isolamento, in ospedale a Pistoia per tutti gli accertamenti. L’uomo al momento è in buone condizioni di salute, in isolamento nel reparto di malattie infettive, fa sapere la Regione.

Sarebbero tra 30 e 40 le persone venute a contatto con lui. Tra questi i familiari e i colleghi dell'azienda di Massa e Cozzile dove lavora. Proprio in azienda il 49enne è andato lo scorso 21 febbraio dopo che per tre giorni - e fino al giorno prima - era stato a Codogno, in Lombardia per motivi professionali. Tutto questo è stato ricostruito nella conferenza dei sindaci della Valdinievole del pomeriggio, i quali hanno deciso "per il momento - spiega il presidente della conferenza, Riccardo Franchi - di non prendere decisioni drastiche in questo momento in quanto non sono state ravvisate situazioni di emergenza". Le scuole restano aperte in tutta l'area tranne che a Pescia, ma solo perché la cittadina festeggia il santo patrono.

Secondo quanto riferiscono il sindaco di Pescia Oreste Giurlani e conoscenti, l'informatico avrebbe avuto difficoltà sia a contattare il numero della Asl per le linee intasate sia la protezione civile. Solo tramite relazioni personali il 49enne ha potuto contattare le autorità sanitarie e farsi ricoverare.

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IL CASO DI FIRENZE

È un imprenditore fiorentino di 63 anni che vive a Firenze l'uomo ricoverato all'ospedale di Ponte a Niccheri. Anche il suo tampone dovrà essere validato dall'Istituto superiore di sanità. L'uomo, da quanto appreso, è stato a Singapore ma si fa presente che è rientrato il 6 gennaio scorso, quindi il suo viaggio in Oriente non risulterebbe aver influenza ai fini degli accertamenti su come possa aver eventualmente contratto il virus se dovesse essere confermata la sua positività al Covid-19.

L'uomo, spiega la Regione, "ieri mattina alle 7.30, è giunto in ambulanza al pronto soccorso di Santa Maria Nuova con sintomi influenzali e difficolt respiratorie ed è stato poi trasferito al Santa Maria Annunziata a Ponte a Niccheri in isolamento, nel reparto di malattie infettive. È stabile e non intubato".

In via preventiva sono comunque in corso sui due casi sospetti positivi indagini epidemiologiche relative ai contatti. Questi ultimi sono stati preventivamente sottoposti a isolamento domiciliare con sorveglianza attiva.

I CASI NEGATIVI

Per quanto riguarda invece la donna prelevata ieri sera dalla stazione di Santa Maria Novella in isolamento, come prescritto dal protocollo sanitario del Covid19 da subito applicato in Toscana, è stata condotta all’ospedale di Careggi e sottoposta a tampone che ha dato esito negativo.

Sono tutti negativi anche i test effettuati sulle quattro persone di Castell'Ottieri (Grosseto) che nei giorni scorsi avevano avuto contatti con l'infermiera dell'ospedale di Piacenza, che a metà febbraio era tornata a casa e che poi è risultata positiva al virus.  A scopo precauzionale comunque i familiari restano in isolamento.