Casa gratis, bollette pagate e buste chiuse: quei continui rapporti tra il vescovo e don Euro

Luca Morini quando ancora era don Luca; infine il vescovo di Massa, monsignor Giovanni Santucci

Massa, l’addetto alla segreteria della Curia svela il supporto della Chiesa a Morini, ex sacerdote accusato di estorsione 

MASSA. «Venne fuori che c’era da trovare un tetto per questa persona. La Curia acquistò una casa. Il contratto lo firmò il vescovo, monsignor Giovanni Santucci». La persona in questione, quella di cui parla ieri in tribunale a Massa Davide Finelli (impiegato dal 2003 in Curia, come addetto alla segreteria del vescovo) è Luca Morini. Un tempo don Luca Morini. Da tempo, e per tutti don Euro. La casa, invece, è una porzione di villetta bifamiliare a Marina di Massa dove tuttora vive il sacerdote di origine pisana (Pontasserchio) che per anni ha servito messa ad Avenza, Fossone, Massa, Caniparola. E che è stato protagonista di uno scandalo a luci rosse fatto di serate con escort gay pagati con i soldi dei parrocchiani. L’ex don Euro è finito sotto accusa per estorsione, autoriciclaggio, sostituzione di persona e cessione di stupefacenti. È decaduta invece l’ipotesi accusatoria di truffa perché nessuno dei parrocchiani a cui chiese soldi ha sporto querela.

Il testimone chiave


Questa è la cornice su cui si è incardinato il processo. Martedì, davanti al collegio presieduto dal giudice Ermanno De Mattia, a ricostruire i fatti è stato il segretario della Curia. E quindi, per la prima volta, in tribunale, si è parlato dei rapporti fra l’ex sacerdote e il vescovo Giovanni Santucci che, lo ricordiamo, è uscito dal processo a carico di Luca Morini dopo che il tribunale ha dichiarato «improcedibili» per difetto di querela le accuse a suo carico di tentata truffa e appropriazione indebita.

La casa per don Euro

I rapporti fra il vescovo e Morini non sarebbero mai cessati. La conferma è arrivata proprio dal segretario della Curia. «Che tipo di decisioni ha preso il vescovo nei confronti di don Morini? » chiede diretta la pubblica accusa, rappresentata dalla pm Alessandra Conforti. Il riferimento è tutto concentrato, a livello temporale, nel 2015. È l’anno in cui il vescovo uscì con una presa di posizione netta nei confronti del sacerdote sotto indagine. «Morini venne allontanato dalla parrocchia di Caniparola nel 2015 – risponde Finelli – La Curia acquistò una casa dove lui si è sistemato».

Una casa, con un contratto firmato dallo stesso vescovo, con utenze pagate dalla Curia. Questo riferisce il segretario che però non ha saputo rispondere alle questioni relative al pagamento della porzione della bifamiliare e sul fatto che fosse stato o meno acceso un mutuo per l’acquisto. «È capitato prima (di questa circostanza), che la Curia abbia comprato la casa a parroci sospesi dal loro ruolo? » domanda ancora la pm: «Mai, da quando lavoro nella segretaria» la risposta dal banco dei testimoni.

Le spese

Un tetto per don Euro. E non solo. Luce, gas, e pure la donna che fa le faccende sono a carico della Curia anche perché dal maggio del 2015, come scrisse proprio monsignor Santucci in una lettera, Luca Morini è stato messa a quiescenza. Sospeso a divinis e, mesi fa, per la vicenda giudiziaria che lo riguarda, tutti i suoi beni posti sotto sequestro. «Morini paga l’affitto per la casa in cui vive? » chiede la pm. «Non lo so, non ho accesso a queste cose» risponde il segretario del vescovo che precisa: «non sono un segretario particolare, faccio orario di ufficio e curo il sito internet della Curia».
 

Le buste sigillate

Un segretario, non particolare, che non ha accesso ai conti della Curia. Ma che, comunque, il tempo per una mansione speciale, dettata direttamente da monsignor Santucci, dal 2015 a oggi lo ha sempre trovato. Ogni dieci giorni «massimo due settimane» Davide Finelli parte da via Zoppi (sede della Curia e della segreteria nel cuore di Massa) e arriva in via Taffaria, la strada più vicina al mare, piena di verde, dove vive l’ex sacerdote ora sotto processo. «Su disposizione del vescovo consegno a Morini alcune buste. Sono buste formato A4 o A3. Non so cosa ci sia dentro, monsignor Santucci me le da già chiuse. Le ultime le ho portate a Morini una decina di giorni fa». «Si tratta solo di consegna o Morini le dà qualcosa indietro?» cerca di fare chiarezza la dottoressa Conforti. «Solo consegna» la risposta secca del segretario della Curia.

Le telefonate

Ci sono le buste, quelle che dalla Curia, dal vescovo in persona, partono per Luca Morini. E ci sono le telefonate, parecchie, quelle che lo stesso Morini fa a monsignor Santucci. Proprio sul finire della udienza è stato evidenziato dal segretario del vescovo un altro passaggio che definisce i rapporti fra vescovo e don Euro. «Quelli telefonici sono strettissimi. Morini lo chiama spesso» .

La pubblica accusa indaga anche se Morini abbia mai salito le scale della C uria per andare a trovare di persona il vescovo, in tempi recenti. «Nel mio orario, quello di ufficio, mai», replica secco il segretario.