Il governo vota il regolamento contro le chiamate che ci molestano

Parte l’iter per salvare anche cellulari e numeri fissi riservati dai call center che ci contattano senza avere il permesso

ROMA. Qualcosa si muove contro le telefonate moleste. Il consiglio dei ministri approva, in via preliminare, il regolamento per bloccare il telemarketing selvaggio. Per impedire ai call center di chiamare chi ha detto no alle telefonate commerciali. Ci sono voluti due anni, invece, che tre mesi per arrivare a questo punto. E i risultati (se ci saranno) si vedranno fra un anno. Solo dal 1° dicembre, infatti, tutte le numerazioni - compresi 100 milioni di cellulari - potranno iscriversi gratuitamente al Registro delle Opposizioni e bloccare le telefonate commerciali, in base a quanto prevede la legge (5/2018) contro il telemarketing selvaggio, approvata grazie alla campagna de Il Tirreno.

L’approvazione preliminare del consiglio dei ministri, dunque, non segna il traguardo di una battaglia iniziata da Il Tirreno a settembre 2016. Segna piuttosto la ripresa di un cammino istituzionale che ha subito diverse interruzioni. La legge (che aveva faticato anche ad essere approvata) non ha mai protetto gli italiani dal telemarketing selvaggio per due ragioni. La prima è perché non è mai stato adottato il regolamento di attuazione che doveva essere emanato entro 90 giorni dall’entrata in vigore della normativa. Il travagliato regolamento atteso a maggio 2018 arriva in consiglio dei ministri solo ora, su «proposta del Presidente Giuseppe Conte e del Ministro dello sviluppo economico Stefano Patuanelli». Ora, però, deve essere vagliato dal Consiglio di Stato e, soprattutto deve essere analizzato dalle commissioni parlamentari - Trasporti, Poste e Telecomunicazioni alla Camera; Lavori pubblici e Comunicazione al Senato - che hanno votato (in sede deliberante, senza passare dall’aula) nel 2017 la legge di riforma del Registro delle Opposizioni.

Quindi l’iter è ancora lungo. Non a caso, in via prudenziale nel testo licenziato dal consiglio dei ministri si legge che solo da 1° dicembre 2020 tutte le numerazioni assegnate in Italia potranno iscriversi al Registro delle Opposizioni, oggi aperto solo ai numeri pubblicati negli elenchi telefonici (circa 15 milioni).

La seconda ragione per cui la legge contro il telemarketing non ha mai funzionato da scudo è stata l’inerzia dell’Autorità di Garanzia delle Comunicazioni: da ottobre 2018 è in vigore l’obbligo per tutti gli operatori di telemarketing di rendere riconoscibili le chiamate commerciali. In due modi: facendo precedere i numeri utilizzati dal prefisso 0844 o utilizzando numeri richiamabili. Nessuno finora ha rispettato queste regole. E sanzioni non sono state applicate.

Ma con il nuovo regolamento, da dicembre (se non ci saranno intoppi o imboscate) 115 milioni di numeri potranno opporsi alle chiamate commerciali; con l’iscrizione al Registro delle opposizioni potranno azzerare tutti i consensi rilasciati in precedenza per l’utilizzo dei numeri (e dei dati) per scopi commerciali; i committenti delle campagne promozionali dovranno rispondere in solido dell’uso illegittimo dei dati da parte dei call center. Non solo pagando multe, ma anche con la sospensione o la cessazione dell’attività di telemarketing in caso di violazioni reiterate. Inoltre le chiamate commerciali dovranno essere identificabili. Senza deroghe. Le stesse regole (e gli stessi divieti) previste per «le comunicazioni telefoniche, saranno estese alle comunicazioni via posta cartacea»: infatti al Registro delle Opposizioni si potranno iscrivere anche gli indirizzi postali.
«Era ora che il governo approvasse questo atto - commenta Massimo Dona, presidente dell’Unione nazionale consumatori - ma quando il regolamento sarà operativo? È incredibile che il Governo abbia impiegato oltre due anni dall'approvazione della legge per varare, solo in via preliminare, il nuovo regolamento. Quando i consumatori potranno realmente iscrivere il loro cellulare (o anche i numeri fissi riservati, ndr)? Quando potranno revocare tutti i consensi precedentemente espressi? Gli italiani sono stufi di telefonate indesiderate e attivazioni di servizi non richiesti». —

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