L’Asl rifà i turni, sulla costa si accorciano le liste d’attesa: le prestazioni migliorate e i punti deboli

Nelle strutture dell'Asl Nord-Ovest i dati migliori per oncologia, dermatologia, cardiologia e neurologia. La direttrice: «Anche merito dell’inchiesta del Tirreno» 

LIVORNO. I dati sono buoni, ma c’è ancora qualcosa da migliorare. In linea di massima si può dire che nell’area dell’Asl Nord-Ovest, che va da Massa alla bassa Val di Cecina, interessando la costa e l’immediato entroterra, compresa l’Isola d’Elba, negli ultimi otto mesi le liste di attesa per visite e controlli hanno subito un accorciamento dei tempi.

SPECIALE LISTE DI ATTESA: L'INCHIESTA DEI LETTORI

E il merito è anche dell’inchiesta de Il Tirreno, che da mesi racconta la situazione di migliaia di pazienti costretti – in alcuni casi – ad aspettare addirittura mesi prima di potersi sottoporre a esami specialistici. «Il lavoro svolto dal Tirreno ha giocato un ruolo importante, ma è comunque nostra intenzione da sempre quella di migliorare i servizi. E il percorso che abbiamo intrapreso sta dando buoni risultati, anche se la strada da fare è ancora molta». A parlare è Maria Letizia Casani, da marzo scorso direttrice generale dell’Asl Toscana Nord-Ovest. «Abbiamo adottato un sistema diverso di gestione delle richieste da parte dei pazienti, e i numeri dicono che la nostra scelta sta fornendo buoni riscontri».



ONCOLOGIA: LA PRIORITA'

Visite e interventi oncologici devono essere effettuati nel minor tempo possibile rispetto alla richiesta del paziente. La linea di Casani è chiara: «Questo per me è un tema molto importante. Mi metto da sempre nei panni del paziente – dice la dg dell’Asl – e in alcuni casi lo sono anche stata. Quando c’è un problema oncologico bisogna intervenire subito».

Aggiornati a novembre, i dati dicono che il 98,9% delle visite oncologiche viene effettuato nell’arco di 30 giorni dalla richiesta. Un dato che di suo è già positivo, ma che lo è addirittura di più se si considera la crescita del +0.7% rispetto al marzo 2019.

«Anche la chirurgia oncologica sta migliorando in termini di efficienza. E questo perché – spiega ancora Casani - con le direzioni mediche di presidio abbiamo riorganizzato l’offerta delle sale operatorie, dando priorità a malati oncologici e calibrando i numeri di giornate di sala operatoria in base alle esigenze degli utenti, con maggiore flessibilità. In alcuni territori abbiamo spostato interventi di minore gravità su strutture private accreditate, proprio per snellire gli interventi oncologici».

I MIGLIORAMENTI

Solo il 69,1% dei pazienti che necessitavano di una visita dermatologica, a marzo, riusciva a ottenerla prima di un mese. A novembre, lo stesso dato è cresciuto fino a toccare il 94%. Miglioramento sensibile anche per le visite cardiologiche: a marzo appena il 59.5% dei richiedenti riusciva ad avere un appuntamento nei tempi fissati dalla legge, a novembre si è passati all’86,5%. Insomma adesso per una visita serve meno tempo. Almeno nella stragrande maggioranza dei casi. Anche per la neurologia: i tempi di attesa per un controllo si riducono notevolmente. A marzo il 71,6% dei pazienti veniva visitato nei tempi, a novembre il 92,5%. «Merito dei medici e di tutto il personale. Effettuiamo monitoraggi settimanali – prosegue Casani - per capire come poterci migliorare e per avere un quadro dettagliato delle esigenze dei vari territori». Dai dati dell’Asl emerge un aumento dei tempi di attesa per la mammografia, ma la direzione precisa: «I numeri risentono dello screening obbligatorio a cui la Toscana sottopone tutte le donne dai 45 ai 75 anni. Nei casi in cui c’è una richiesta urgente da parte di un medico, garantiamo l’esame alla paziente entro 72 ore».

OMBRE E OBIETTIVI

Ma ci sono anche dati meno confortanti. Si allungano i tempi di attesa – stando ai dati dell’Asl relativi agli ultimi otto mesi - per l’ecografia ginecologica, l’ecografia ostetrica, la colonscopia e la spirometria semplice. In generale, però, la Asl spiega che «il numero dei pazienti costretti ad aspettare oltre un mese per una visita aumenta sensibilmente solo in quelle visite cosiddette residuali, che non vengono richieste spesso. Sono per lo più prestazioni rare, che non si possono neppure svolgere nelle strutture accreditate». Per ciò che riguarda gli obiettivi, Casani annuncia: «Vorrei portare avanti l’operazione dell’ospedale di Livorno, e quella sul monoblocco di Carrara, poi tra un anno mi piacerebbe raccontare cosa è stato fatto nell'ambito della gestione del malato cronico. Se riuscissimo a sistematizzare i percorsi della cronicità, i pronti soccorso, e altri reparti degli ospedali, si alleggerirebbero in maniera significativa». 

I PUNTI DEBOLI

Quali sono i nei, i punti deboli ancora aperti? Eccoli. Ecografia ginecologica, ecografia ostetrica, colonscopia e spirometria semplice. Queste sono alcune tipologie di controlli, visite ed esami, per cui – stando ai dati forniti dall’Asl – negli ultimi otto mesi i pazienti devono aspettare oltre trenta giorni dalla richiesta. L’Asl garantisce il massimo impegno per migliorare anche questi servizi.  

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