Vampate, disturbi dell’umore: è menopausa

Immagine simbolo sulla menopausa

La fine del ciclo mestruale si può accompagnare anche a calo del desiderio e dolori nei rapporti sessuali che si possono contrastare. Contro le caldane c’è la terapia ormonale a basso dosaggio o (per chi non può seguirla) prodotti fitoterapici

Cambiamenti d’umore, vampate -o sudori freddi-, chili in più soprattutto nel giro vita, stanchezza immotivata, osteoporosi. La menopausa preoccupa ogni donna, che si pone spesso tante domande, non riuscendo sempre a trovare le risposte. Proprio per informare sulla gestione di una “tappa obbligatoria” l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha istituito la giornata mondiale della menopausa, che ogni anno cade in ottobre e che serve anche a riportare l’attenzione su un problema spesso sottovalutato. Così ecco una guida, preparata con l'aiuto del professor Marco Gambacciani, specialista in ginecologia e ostetricia – endocrinologia ginecologica, responsabile del Centro Menopausa al Dipartimento di ostetricia e ginecologia del Santa Chiara di Pisa e uno degli autori delle linee guida dell'International Menopause Society.

Che cos’è esattamente la menopausa?


È l’ultima mestruazione, dovuta all’esaurimento dei follicoli presenti nelle ovaie, per cui non si producono più gli estrogeni, cioè i principali ormoni femminili. Cessa quindi la fertilità in quanto non essendoci più follicoli non vi è più produzione di ovociti che possono essere fertilizzati.

Il venir meno degli estrogeni cosa comporta?

Una serie di ripercussioni sull'organismo femminile, che possono manifestarsi con sintomi che caratterizzano la cosiddetta sindrome climaterica (vampate, sudorazioni, turbe del sonno, modificazione dell’umore).

Qual è l'età giusta per una menopausa nella norma?

In generale intorno ai 50 anni.

Esistono test che determinano se si è in menopausa?

Non c'è bisogno di effettuare test: una donna che presenta assenza di mestruazioni, con sintomi tipici (vampate, sudorazioni, alterazioni del tono dell’umore etc) non deve effettuare esami, ma parlare con il proprio medico. In casi particolari si può ricorrere al dosaggio dell’ormone follicolo-stimolante (FSH), come si fa nelle donne di età inferiore ai 45 anni con sintomi menopausali (inclusi i cambiamenti del ciclo mestruale).

La menopausa precoce cosa comporta e a quanti anni si può definire tale?

Si parla di menopausa precoce quando l’esaurimento della funzione ovarica compare prima dei 40 anni. A volte, tutto avviene spontaneamente: in questo caso si tratta di menopausa precoce spontanea. In alcune donne invece compare la menopausa iatrogena, conseguenza di interventi chirurgici di asportazione bilaterale delle ovaie, di chemioterapia o di radioterapia pelvica. I sintomi clinici possono essere anche più gravi ma soprattutto la menopausa precoce è un fattore di rischio per osteoporosi, malattie cardiovascolari e demenza senile.

Quali sono gli esami da fare per prevenire i rischi?

La menopausa rappresenta un acceleratore per le malattie cronico-degenerative correlate al nostro invecchiamento. Quindi anche osteoporosi e malattie cardiovascolari sono facilitate da questo evento. I medici devono indirizzare le donne in base alla loro storia personale e familiare. Per l’osteoporosi rimane fondamentale la densitometria ossea, che purtroppo presenta limitazioni all’accesso nel nostro Sistema Sanitario Nazionale. Utili anche il controllo dei valori della pressione e della glicemia, con una particolare attenzione al peso corporeo, che purtroppo tende ad aumentare.

In generale, cosa si può fare per vivere bene la menopausa, sia fisicamente che psicologicamente?

Lo stile di vita è fondamentale per la prevenzione cardiovascolare e l’osteoporosi e l’esercizio fisico migliora tutto, anche il tono dell’umore e la sintomatologia clinica, come le vampate. Per quanto riguarda i sintomi, una terapia ormonale personalizzata è un valido aiuto di cui purtroppo però troppe donne hanno paura.

In questa fase spesso non si ha più voglia di fare sesso. Perché?

Il calo del desiderio sessuale è molto frequente ed è legato sicuramente alla carenza degli ormoni, incluso il testosterone che si riduce. Tuttavia, sulla sessualità influiscono moltissimi fattori psicologici, familiari, sociali, culturali e le esperienze personali. Una donna con una sessualità viva e soddisfacente in età premenopausale affronterà meglio gli effetti del calo ormonale postmenopausale.

È normale provare dolore durante i rapporti quando la menopausa è vicina?

No. La donna è stata costretta da sempre ad accettare il dolore: quello mestruale, il parto, le fatiche dei campi e della casa, per non parlare delle violenze domestiche. Oggi credo sia tempo di rifiutare ciò che possiamo evitare e il dolore durante i rapporti deve essere non solo combattuto ma prevenuto.

Quante donne hanno questo disturbo?

Dopo la menopausa circa l’80%. Per questo è importante prevenire.

Anche le caldane e sudamine creano tanti problemi. Cosa si può fare per alleviarne i fastidi?

La terapia ormonale, a basso dosaggio, è la più efficace e razionale. Per chi non può farla ci sono prodotti fitoterapici sicuri ed efficaci, che non hanno azioni estrogeniche, ma riescono a ridurre i disturbi.