Visite ed esami: blindate le prenotazioni a Firenze

L’Asl centro (anche Pistoia, Prato, Empoli) non si è unita al Cup regionale per fissare gli esami: così 2,1 milioni di utenti sono tagliati fuori dalla sua offerta

FIRENZE. Anche in farmacia puoi prenotare una visita proprio come al Cup, ha annunciato la Regione nel luglio di due anni fa. “Puntosì”, li hanno chiamati. Perché le farmacie diventavano luoghi del sì; tu chiedevi se oltre ad acquistare farmaci potessi avere accesso anche agli altri servizi forniti dalle Asl e la risposta sarebbe stata affermativa: esami, ticket, tessera sanitaria.

Così Franco, 68 anni, di Montespertoli, ha pensato di recarsi in quella più vicina a casa per prenotare una visita dal cardiologo. «Mi hanno risposto che la data più vicina sarebbe stata a maggio 2020, perché le farmacie dell’empolese avevano accesso solo alle agende della vecchia Asl locale, non a quelle di area vasta». 

Franco alla fine ha ottenuto un appuntamento in tempi più stretti, ma grazie alla segnalazione al Tirreno, che ne ha chiesto conto all’Asl. Peccato che il suo caso non sia un’eccezione ma la regola. Almeno nella Asl centro, che copre Firenze, Empoli, Prato e Pistoia. Non solo. La “falla” nella mappa delle farmacie Puntosì è solo spia di una crepa più ampia nel sistema di prenotazione del Cup unico regionale.

Motivo? Sebbene ad aprile scorso la Regione abbia unificato le agende delle liste d’attesa nel Cup 2.0 (prenota.sanita.toscana.it) - un unico grande cervellone che consente ai cittadini di prenotare visiti ed esami online accedendo alla stessa interfaccia disponibile per gli operatori allo sportello o nelle farmacie - l’Asl Toscana centro per ora non vi fa parte. Anzi, ha da poco istituito un portale concorrente, Prenotafacile.

Un portale che per ora i farmacisti conoscono poco e diverso dal software installato loro due anni fa. Ma anche se lo utilizzassero, non potrebbero sconfinare oltre i confini dell’aslona con le prenotazioni. E così neppure i farmacisti di altre aree vaste. Non una cosa da poco. Perché il sistema “chiuso” della Toscana centro rischia di creare una sorta di gabbia dorata per i cittadini di quell’area e una frontiera invalicabile per quelli delle altre due Asl, la nord ovest e la sud-est. L’Asl centro infatti ha i tassi di rispetto dei tempi d’attesa più buoni in regione, ma chi oggi accede al proprio Cup da Massa, da Viareggio, da Grosseto o dalla provincia di Siena non potrà sperare che - oltre a quelle di provenienza - il sistema scandagli anche le agende degli ospedali di quell’aslona per offrirgli un appuntamento magari lontano ma nel più breve tempo possibile.

L’alternativa? Contattare direttamente il Cup fiorentino o pratese o pistoiese. Virtualmente oggi sono connessi al Cup 2.0 della Toscana 2,1 milioni di persone, cioè gli abitanti dell’area vasta Nord ovest e quelli della Sud est (Arezzo e Cisanello a Pisa hanno avviato il processo di migrazione delle agende l’11 ottobre). La Toscana centro - stimano in Regione - invece resterà sganciata almeno per altri 7 mesi.

Colpa di un ricorso al Tar del luglio 2018 promosso da una delle aziende che avevano partecipato alla gara d’appalto per il Cup unico in quell’area vasta. Fra sospensiva e appello al Consiglio di Stato, l’aggiudicazione è appena arrivata. Nel frattempo, nel giro di una settimana, il Prenotafacile sparirà dal sito dell’Asl centro per confluire nel Cup 2.0. Ma per ora resta un’operazione di “camuffamento”. Perché le liste d’attesa di Firenze, Prato, Empoli e Pistoia resteranno un’enclave inaccessibile.