Ragazza morta in discoteca, indagato anche un amico di Erika

Sono lo spacciatore (introvabile), un amico della giovane e la rappresentante della coop che organizza le serate nel locale

EMPOLI. Quattro giorni di indagini hanno prodotto tre indagati per la morte di Erika Lucchesi, la diciannovenne livornese uccisa sabato notte da un malore forse dovuto a un mix di alcol e droga all’interno della discoteca Mind, l’ex Jaiss di Sovigliana. Si tratta del presunto spacciatore, che non si trova, un tunisino di 27 anni con un paio di alias già conosciuto dalle forze dell’ordine di Livorno (non ne facciamo il nome perché lo stanno ancora cercando); di uno degli amici di Erika, il ventenne Matteo Nerbi; della legale rappresentante della Sovigliana Cooperativa srl che organizza le serate al Jaiss (ora Mind) Antonietta Abbruzzese.

Tutti e tre sono accusati di morte in conseguenza di un altro reato (lo spaccio di droga), ma le loro posizioni sono molto diverse. Più grave ovviamente quella del nordafricano, più sfumate quelle degli altri due.

Secondo la ricostruzione offerta dai carabinieri del Reparto operativo di Firenze e della Compagnia di Empoli, Erika sarebbe partita in treno da Livorno sabato sera in compagnia di tre amiche e un amico, quello che ora è indagato. Ma prima di partire i ragazzi si sarebbero riforniti dal tunisino. O meglio, l’amico avrebbe preso delle pasticche di ecstasy e poi ne avrebbe cedute alcune a Erika.

I carabinieri sono arrivati al nome dello spacciatore, che risulta senza fissa dimora e ha almeno un paio di alias, grazie alle indagini tecniche e alla dichiarazioni dei testimoni. Per quanto riguarda invece la legale rappresentante del locale, difesa da Andrea Marchesi e Gianni Assirelli, le contestano di non aver impedito quello che doveva impedire, cioè il presunto episodio di spaccio dentro il locale. Ma gli avvisi di garanzia in questa fase sono anche un atto dovuto per consentire agli indagati di nominare un proprio consulente nell’autopsia.

L’incarico è stato dato mercoledì pomeriggio e la legale rappresentante della discoteca ha nominato il dottor Roberto Chiarugi di Empoli e il tossicologo pisano Mario Giusiani, mentre Matteo Nerbi non si è presentato e la famiglia di Erika, rappresentata dagli avvocati Campo e Ruggiero di Livorno, ha nominato il professor Pierotti di Lucca. L’autopsia sarà eseguita stamattina a Firenze e poi il perito si prenderà almeno 90 giorni di tempo per i risultati tossicologici, quelli più importanti per stabilire le cause della morte.



Secondo le testimoianze raccolte dai carabinieri, nel corso della notte la diciannovenne livornese avrebbe consumato molti alcolici e poi assunto dalle due alle quattro pasticche di ecstasy, un mix rivelatosi letale.

Intanto l’Asl ha voluto chiarire i tempi dei soccorsi, spiegando che la prima chiamata al 118 è arrivata alle 3,13 e la prima ambulanza è arrivata dopo 12 minuti e il medico dopo 19 minuti. Domenica mattina il report del 118 e gli stessi carabinieri avevano indicato le 4,13 ma ieri il responsabile della centrale operativa di Pistoia ha detto che l’errore era dovuto a un blocco informatico. Le immagini delle telecamere di sorveglianza, ora nelle mani dei carabinieri, serviranno a chiarire anche questo punto.