Sfera, l'azienda agri-tech dà lavoro: 10 assunzioni

L’azienda coltiva senza pesticidi: ecco nuovi posti di lavoro nella sede di Gavorrano. Al termine dell'articolo altre offerte in Toscana

GROSSETO. Zero pesticidi e assenza di nichel. Con questo biglietto da visita – che annovera anche la prelibatezza del gusto e il requisito (documentato) del lavoro etico – i pomodorini e le insalate di Sfera hanno conquistato i mercati: quello del Belpaese e quello internazionale. Ecco perché, spinta dalle richiese dei clienti della Grande Distribuzione Organizzata, la società agricola di Gavorrano che ha in seno la serra high tech più grande d’Italia – 13 ettari di coltivazione idroponica in acqua e su substrato – ha deciso di ingrandirsi: nel 2020 aprirà i cantieri nel Senese per sei ettari di serra e nell’Alto Lazio – tra Montalto di Castro, Tarquinia e Canino – per 20 ettari che produrranno – stima Luigi Galimberti, fondatore e amministratore delegato di Sfera – 500 posti di lavoro; l’estensione dei terreni coltivati coinciderà anche con un arricchimento della gamma dei prodotti: ai pomodorini e alle insalate si aggiungeranno peperoni e melanzane.

Intanto, Sfera assume anche nel cuore produttivo toscano – nelle campagne gavorranesi della Castellaccia – dove già dà lavoro a 230 dipendenti: dieci sono i posti vacanti. Era la primavera 2018 quando spuntarono i primi frutti di un maxiprogetto d’impresa che in Maremma ha portato un investimento da 20 milioni di euro e 4 milioni di euro lordi di stipendi pagati nel 2018: «Finalmente a regime», come dice il patron Galimberti, Sfera chiuderà il 2019 con un fatturato da 10 milioni di euro e due milioni e mezzo di chili di pomodori prodotti. Sfera Agricola oggi è alla ricerca di responsabili e di operatori della logistica e del confezionamento. Può candidarsi sia chi ha maturato esperienza come responsabile della logistica o del confezionamento su linee di produzione di aziende conserviere, sia giovani che stanno muovendo i primi passi nel mondo del lavoro. Ed ecco il messaggio per questi ultimi: «Cerchiamo giovani con diploma di scuola superiore che abbiano un buon contatto con macchinari e pc – spiega Galimberti – e una certa managerialità; attitudine a risolvere i problemi, flessibilità e capacità di adattamento, propensione a imparare ad imparare, capacità di fare squadra. E soprattutto, giovani che non siano semplicemente alla ricerca di un lavoro ma che vedano la chance di questo impiego come il loro futuro».

Il futuro, appunto: nei prossimi anni l’agricoltura – quella ad alto tasso di innovazione tecnologica – è destinata a giocare un ruolo di primo piano. Nell’ultimo quinquennio, tutti i settori, dal petrolifero alle performance in Borsa dei titoli bancari, sono in picchiata: tutti, tranne l’agricoltura che sarà il driver dell’economia mondiale dei prossimi quindici-venti anni; è ciò che ha detto Mario Deaglio, docente emerito di economia internazionale all’università di Torino, a gennaio, sul palcoscenico che ha ospitato la presentazione del XXIII Rapporto sull’economia globale e l’Italia a cura del Centro di Ricerca Luigi Einaudi, Assolombarda e Ubi Banca, e dove in rappresentanza del sistema economia italiano c’erano i patron i due società: Vincenzo Cremonini, ad del Gruppo Cremonini, multinazionale del settore alimentare, e – il cerchio si chiude – Luigi Galimberti, ad di Sfera.

Chi volesse candidarsi ad entrare nel mondo di Sfera Agricola può inviare il proprio curriculum a selezione@sferaagricola.it.