Frase choc sulle donne, il consigliere leghista: "Perché scusarsi? Usano lo strumento che hanno"

Durante un commissione ha affermato che il turismo termale si potrebbe rilanciare con le "donne in vetrina". Dure le accuse nei suoi confronti, ma lui difende quelle parole e dice: "Sì, sono maschilista"

FIRENZE. In un'aula della commissione sviluppo a Firenze, il consigliere regionale leghista Roberto Salvini ha sostenuto che per rilanciare il turismo termale in Toscana servirebbe utilizzare anche "le donne in vetrina". Parole che hanno scatenato polemiche e indignazione, soprattutto quando la consigliera Dem Monia Monni ha postato su Facebook il video con quelle frasi choc.

Rilancio del turismo termale, la proposta choc del Salvini toscano: "Mettiamo le donne in vetrina"



Roberto Salvini, ma non le pare troppo?

«Io ho detto che in Europa, per portare avanti le loro iniziative, utilizzano anche le donne in vetrina. Le terme usano giochi e divertimenti. Non si può pensare più di rilanciare le terme con il libretto della mutua. Serve un turismo di élite».

Le prostitute?

«Ho parlato di ristoranti, sfilate moda, spettacoli»

No, guardi, lei ha parlato di donne in vetrina.

«Era a mo’ di esempio per dire come si stanno muovendo i nostri alleati».

Ma a cosa si riferiva quando diceva che è inutile “fare così e là ci va un sacco di gente”?

«È inutile fare i moralisti e poi vai in quei posti e ci trovi tanti italiani. È come con la caccia; poi i cacciatori italiani spendono un sacco di soldi per andare in Portogallo».

Paragona la caccia all’animale ad una “caccia alla donna”. Ma è medievale?

«Non travisare. Qui il concetto è come si riesce a sviluppare il turismo. A Montecatini hanno un sacco di debiti».

Salvini, quello vero, aveva detto, testuale, «più lavoro, meno mignotte».

«Ha detto bene, ma ha anche detto togliamole dalle strade e che paghino le tasse».

Ma non si sente di dover chiedere scusa a tutte le donne?

«Ma che scusa, non era il concetto sulle donne. Ho detto: copiamo altri modelli. Comunque perché la gente va a Ibiza, dai?»

Lei ha provato?

«Io in ferie vado con la moglie. Ma quando facevo l’agente di commercio ho accompagnato gli imprenditori».

Eh?

«Certo, è normale. Noi italiani non ci si crede perché siamo abituati a trovare le mignotte sotto i lampioni, dietro i cespugli, per strada. E invece gli fai vedere che da altre parti esiste questa cosa. Chi va in Olanda che ci va a fare, dai?»

Non per questo, scusi.

«Ma non caschiamo dal pero, ci sono anche a Milano».

A Milano?

«E certo, ma dove vivi?»

Ma lei è un esperto.

«Ma che esperto, sono un uomo che vive e vede ciò che gira intorno. Non sono mica come i preti che vedono dappertutto diavolo e peccati».

Ma non c’entra la Chiesa. Per lei le donne sono oggetti da mettere sul mercato?

«E allora perché si utilizzano gli extracomunitari».

Che c’entrano?

«Ma insomma, io non ho fatto nessun accostamento».

Ma non è una bella cosa che le donne si prostituiscano, sono vittime.

«Ma lei è sicuro di quel che dice? Lo sa che succede in Ucraina, all’Est? Le donne escono in strada, le mamme le mandano fuori di casa a 12 anni».

Ma lo fanno perché vivono nella povertà.

«Lo fanno come le donne toscane che da Pontedera in tempo di guerra andavano a Camp Darby e poi nasceva un moretto. Lo facevano come lo fanno tutte».

Tutte?

«Utilizzano lo strumento che hanno. E certo, sennò che facevano».

Vabbè è un incorreggibile...

«Maschilista..»

Eh..

«Certo non sono gay, no». —