Niente colonscopia, va a farla in India. Le segnalazioni dei lettori e le risposte dell'Asl

Tanti i casi in cui i dipendenti del servizio sanitario mancano di umanità nei confronti di persone in difficoltà

LIVORNO. Ci sono domande senza risposta nella sanità toscana. Una su tutte è come la burocrazia possa prevalere sull’interesse del paziente. La prima storia di cui ci occupiamo in questa inchiesta della settimana è esemplare: c’è un ragazzino di 14 anni che si frattura un braccio, di sera tardi. L’ambulanza interviene in fretta, ma prima che il ragazzo possa essere assistito in modo “completo” passano 6 ore: tutti sanno che l’unico ospedale della costa, fra Piombino e Carrara che di notte ha un ortopedico e un gessista in turno insieme è Pisa: ma prima di farcelo arrivare lo fanno girare per tre ospedali. A Piombino dove gli fanno le lastre, ma senza l’ortopedico; poi a Livorno dove c’è l’ortopedico ma senza il gessista. Infine a Pisa dove, per stemperare la situazione, al ragazzino fanno pure uno scherzo: «Ci dispiace abbiamo finito il gesso». Il gesso non era finito. La pazienza della famiglia, invece, sì. A questo caso si danno risposte appellandosi a procedure e protocolli. Ma al paziente chi ha badato? La stessa domanda dovrebbe essere posta alla centralinista del Cup di Empoli che ha ignorato il codice di priorità per un esame di una donna con sospetto cancro al seno. Oltre al comportamento che viola i diritti dei cittadini, la dipendente manca di umanità nei confronti di una paziente. E per questa mancanza non esiste censura o sanzione . Neanche il fatto che sia stata rimossa dal suo ruolo.

VERSILIA

Chiede la colonscopia sedata a gennaio... a farla in India

«A gennaio 2019 - scrive una paziente - a Viareggio - chiedo un appuntamento per la colonscopia in sedazione. Me lo danno a novembre. Perciò effettua l’esame in India». A febbraio chiede una colonscopia virtuale fissata l’11 luglio poi spostata ad agosto. E annullata

La risposta dell’Asl

L’esame endoscopico in sedazione segue un percorso diverso dall’endoscopia tradizionale: serve la pre-ospedalizzazione ed è indispensabile l’anestesista. Questi esami - dice l’Asl Toscana Nord ovest - sono soggetti a programmazione, in generale le prenotazioni sono gestite dai singoli ambulatori di endoscopia digestiva e per questi test non sono previste le priorità garantite dalla Regione. Se l’utente avesse richiesto una normale colonscopia, sarebbe stata prenotata nei tempi previsti, potendo usufruire di “sedazione cosciente”. Idem per la “colonscopia virtuale” metodica radiologica mininvasiva: non sono previste priorità, perché per il rischio legato all’utilizzo di alte dosi di radiazioni ionizzanti, l’accesso è autorizzato in casi selezionati dallo specialista.

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EMPOLI

Ha un nodulo, il Cup ignora il codice di priorità breve per la visita senologica

A fine agosto 2018, Barbara Chini di Fucecchio deve prenotare una visita senologica perché ha un nodulo al seno di dubbia origine. Chiama il Cup di Empoli: ha una ricetta elettronica con priorità “breve” (attesa massima 10 giorni). L’operatrice risponde: «L'appuntamento lo può avere a luglio 2019. Io la priorità non la vedo: se le va bene è così, altrimenti vada da un'altra parte!».
La paziente contattata il Cup di Firenze e ottiene l’appuntamento entro 6 giorni dalla richiesta all’ ospedale di Firenze sud. «Fortunatamente hanno rispettato il codice di priorità: il nodulo era un carcinoma invasivo che ha comportato 6 mesi di chemioterapia e mastectomia totale».

La risposta dell’Asl

Da quanto riscontrato nei nostri sistemi - risponde l’Asl Toscana Centro - risulta che la signora Chini si sia messa in contatto con il call center 840003003 (Firenze) il 28 agosto 2018 con impegnativa con codice priorità B (breve) e abbia avuto appuntamento per il 6 settembre all’ospedale di Santa Maria Annunziata a Firenze. Il percorso è in linea con la normativa.

La prima chiamata è stata presa da un’ operatrice non più in forza al call center di Empoli: all’epoca la prenotazione di visita senologica con priorità rientrava in un percorso di presa in carico attivabile direttamente dagli studi medici o dal servizio Helpdesk di Empoli. Per implementare in maniera omogenea su tutto il territorio dell’Asl Toscana Centro l’utilizzo dei codici priorità, i sistemi di prenotazione attualmente in uso sono oggetto di modulazione costante dell’offerta per garantire le prestazioni nei tempi indicati dal medico prescrittore.

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LIVORNO

Andata dai privati per la Tac perché l’Asl non garantiva la prestazione prima del 2020

Ho dovuto effettuare una Tac semplice senza mezzo di contrasto privatamente - scrive Roberta Coppola - poiché l'Asl Toscana Nord mi rimandava a gennaio- febbraio 2020, ma il chirurgo di Cisanello la voleva a maggio 2019 per problemi in seguito a un intervento eseguito a febbraio 2018.

La risposta dell’Asl

In merito alla richiesta di una Tac senza mezzo di contrasto a Livorno, l’Asl Toscana nord ovest conferma di aver messo in atto azioni che hanno portato a un notevole miglioramento dei tempi di attesa. Riguardo in particolare la Tac nel territorio di Livorno l’Asl garantisce il soddisfacimento entro il limite dei 10 giorni delle prescrizioni in classe breve (B) mentre per le prescrizioni in classe differibile – D (a differenza di quando avvenuto per le risonanze magnetiche, già migliorate in modo significativo) è da completare il percorso per garantire tempi adeguati in un ambito in cui si registra una criticità strutturale. L’Asl ha adottato un piano d’intervento con due linee d’azione: rendere più efficiente l’utilizzo delle macchine e potenziare l’offerta.

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CISANELLO

Appuntamento a marzo per una colonscopia «Controllo non urgente»

Martina si è rivolta a Cisanello per il fratello di 19 anni che ha il morbo di Crohn. Non aveva mai prenotato gli esami da sola perché finora aveva sempre fatto tutto internamente il fratello: il ragazzo, infatti, è seguito dal reparto di gastroenterologia dove è stato operato a Pisa e, in precedenza, all’ospedale pediatrico Meyer di Firenze. A fine maggio a Cisanello, durante una visita di controllo, chiedono di sottoporre il paziente a una colonscopia. Martina chiama il numero indicato dai medici del reparto e le danno l’appuntamento per il 20 marzo 2020, in assenza di una impegnativa “urgente”.

La risposta dell’Asl

Riguardo ai tempi di attesa per la colonscopia segnalati al Tirreno, dalle verifiche dell’Azienda ospedaliero universitaria pisana emerge che il paziente non necessita in questo momento di un esame urgente. La sua situazione è nota ed è in carico all’ospedale dove è seguito a cadenze regolari per cui l’intervallo di attesa per l’esame è congruo con le condizioni cliniche stabili in cui attualmente si trova.