Precipita elicottero davanti alla Gorgona, una morta e un disperso in mare

Recuperato il corpo della donna, non ancora trovato il proprietario del velivolo: sarebbe un russo facoltoso di 37 anni

Alla torre di controllo di Pisa non avrebbe lanciato alcun “mayday”. Tanto che ad accorgersi dell’incidente aereo sarebbero stati i colleghi dell’aeroporto di Malpensa. Tragedia a sei miglia da Gorgona, dove ieri pomeriggio un elicottero Robinson R66 è precipitato in mare. A bordo due persone, entrambe russe: una giovane donna, trovata cadavere fra le lamiere, e un uomo che risulta ancora disperso. Se dovesse trattarsi del proprietario del velivolo – l’ipotesi più accreditata dagli inquirenti, anche perché un amico avrebbe detto loro che in questi giorni era in volo in Italia col suo mezzo – sarebbe un facoltoso imprenditore russo di 37 anni, con la moglie che però non era a bordo con lui, ma in patria. Tuttavia, non essendoci ancora l’assoluta certezza della sua presenza ai comandi, le generalità non sono state diffuse dall’autorità giudiziaria, mentre la passeggera è senza nome. Sicuramente non è la moglie del trentasettenne.

L’allarme è scattato attorno alle 18, con la prima telefonata dei controllori del traffico aereo di Milano Malpensa al comando generale della capitaneria di porto, a Roma. I militari della guardia costiera di Livorno – insieme ai sommozzatori dei vigili del fuoco labronici – sono arrivati sul posto appena possibile, riuscendo a non far inabissare il mezzo aereo con i palloni aerostatici. Quattro motovedette e un gommone veloce hanno iniziato a pattugliare lo specchio acqua. Senza mai fermarsi. Solo una volta stabilizzato l’elicottero a turbina è stato possibile recuperare il cadavere della passeggera. A estrarlo un militare “rescue swimmer” partito dalla base di Sarzana. La salma è stata poi presa in consegna dai sommozzatori, che a tarda sera l’hanno riportata al porto di Livorno e poi trasferita all’istituto di medicina legale dell’Università di Pisa, a disposizione della magistratura. Gli inquirenti non sanno chi sia: si sa solo che apparentemente è giovane, forse sulla trentina d’anni. Dell’uomo, invece, nessuna traccia. Anche se le speranze di trovarlo vivo sono appese a un filo.


Secondo quanto ricostruito l’elicottero era partito ieri, attorno alle 16, dal piccolo aeroporto di Como, per fare solo scalo (per rifornirsi di carburante) allo scalo di Cinquale, nel comune massese di Montignoso. Poi il decollo verso l’aeroporto sardo di Olbia Costa-Smeralda, dove l’atterraggio era previsto per le 19 di ieri. Ma la coppia russa, purtroppo, lì non è mai arrivata. Forse entrambi stavano andando in vacanza insieme.

Secondo quanto è stato possibile ricostruire il personale della torre di controllo del Cinquale è riuscito a tenersi in contatto radio con il pilota russo normalmente fino a quando lo spazio aereo era di propria competenza, poi le comunicazioni sotto passate sotto i colleghi del Galileo Galilei di Pisa A loro, il pilota, non avrebbe lanciato alcun “mayday”. Sarà comunque l’autorità giudiziaria a stabilire se c’è stata un’avaria o altro all’origine del disastro, avvenuto a 22 miglia da Livorno, alle coordinate 43° 19’ e 160 nord di latitudine e 9° 52’ 360’’ est di longitudine. Nella tarda serata l’elicottero è stato trainato a Gorgona. —

IL GIALLO DELL'IDENTITA'

GORGONA. È giallo su chi viaggiasse a bordo dell’elicottero precipitato a sei miglia da Gorgona. Militari della guardia costiera e sommozzatori – all’interno del velivolo – hanno trovato solamente una giovane donna. Non vi è certezza sulla sua identità, visto che – secondo fonti vicine alla capitaneria di porto – non sarebbe la moglie del proprietario del mezzo aereo, un imprenditore russo di 37 anni di cui la magistratura non ha fornito le generalità, in attesa di capire con certezza se fosse lui a bordo. Quest’ultima resta comunque l’ipotesi largamente più accreditata.

Per tutta la giornata di oggi continueranno le ricerche del trentasettenne, il cui corpo purtroppo non è stato trovato. Le speranze di salvarlo sono appese a un filo. La salma della passeggera è stata invece trasportata al porto di Livorno dal nucleo sommozzatori dei vigili del fuoco labronici.

La procura ha aperto un fascicolo e nelle prossime ore verrà anche disposta l’autopsia dell’unica vittima accertata, della quale gli inquirenti non conoscono l’identità. Fino a ieri notte sono andati avanti gli accertamenti attraverso la Farnesina e l’ambasciata russa di Roma, la quale avrebbe confermato che la moglie dell’imprenditore e proprietario del velivolo non sarebbe stata con lui in volo, ma in patria.
È per questo motivo che per gli inquirenti non è stato possibile stabilire chi fosse. Un cadavere – l’unico recuperato – che ancora non ha un nome. —