Sette borghi da scoprire e... gustare: torna la rassegna "Un’altra estate"

Dal 18 luglio al 5 settembre, da un’isola a un’altra isola, un viaggio nei borghi più belli della Toscana

Il granito dell’Isola del Giglio, l’acqua di Casciana Terme, i merletti d’Irlanda di Lajatico. E ancora la segatura di Camaiore, l’oggetto etrusco di Bibbona, gli attrezzi per i brigidini di Porciano, per finire con la palamita di Marina di Campo. Sono sette oggetti identitari di sette borghi, perle della nostra Toscana turistica, gioielli da scoprire insieme al Tirreno in un viaggio in altrettante tappe. Da isola a isola, dal Giglio all’Elba, ogni giovedì, a partire dal 18 luglio e fino al 5 settembre, Il Tirreno, insieme a Regione Toscana, Toscana Promozione Turistica, Fondazione Sistema Toscana, Vetrina Toscana e Feisct vi porta a scoprire angoli incantevoli di una regione che attira milioni di turisti e che accanto alle città d’arte "nasconde" un tesoro di piccole realtà, al mare, in campagna, in collina, che offrono itinerari suggestivi, storie da raccontare, prodotti tipici, colori e profumi.

Bentornata a "Un'altra estate": le 7 tappe dell'edizione 2019

E i sette Comuni protagonisti dell’edizione 2019 di "Un’altra estate" si sono presentati, nella sala Pegaso di palazzo Strozzi Sacrati a Firenze, portando con sé un oggetto che li caratterizza. Il Giglio, prima tappa il 18 luglio, ha scelto il granito. Del resto la costa est dell’isola attorno a Giglio Porto, è tappezzata di cave di granito. In esse generazioni di scalpellini hanno lavorato duramente, perché l’isola esportava soprattutto colonne di granito. Camaiore (25 luglio) ha portato la segatura colorata: ogni anno si tiene la processione del Corpus Domini e per questa occasione, si rinnova la creazione dei tappeti di segatura , che vengono realizzati nella notte tra sabato e domenica. E con una figurante rappresentante Matilde di Canossa Casciana Terme (1° agosto) ha scelto l’acqua: la storia delle terme inizia in epoca antichissima e fu proprio la contessa a promuovere lo sviluppo termalistico. E ancora Porciano (8 agosto) che ha scelto il brigidino, tipico dolce della zona, il cui nome deriva forse dalle monache devote a Santa Brigida. Lajatico invece (22 agosto) ha portato il merletto d’Irlanda. Nel paese la tradizione esclusiva risale agli anni ’20 del Novecento quando per la prima volta una nobildonna, la signora Enrichetta Gotti Lega, tornata da un viaggio in Irlanda, decise di aprire una scuola dove insegnare a realizzare il merletto. Bibbona (29 agosto), le cui origini sono etrusche, ha portato invece la statuetta bronzea di un capro, diventata simbolo del paese, ed oggi conservata nel Museo Archeologico di Firenze. Infine Marina di Campo (5 settembre) ha scelto la palamita, pesce "povero" della famiglia dei tonni: le sue carni possono essere cucinate in svariati modi, ma il modo migliore per gustare la palamita è sott’olio, con l’immancabile "zenzero". A Marina di Campo ci saranno anche i gelatieri del Gelato Festival, per una chiusura a alto... gusto.

«Lo scopo - ha detto il direttore del Tirreno, Fabrizio Brancoli, che ha consegnato a Francesca, vedova del compianto Alberto Peruzzini una targa del giornale - è difendere i nostri borghi, valorizzarli, metterli al centro di un sistema virtuoso che può avere ricadute positive». «Questo è un modo per animare l’estate coinvolgendo le tante realtà del territorio e per raccontare la Toscana autentica» ha detto l’assessore regionale al turismo, Stefano Ciuoffo. Alla presentazione sono intervenuti anche Francesco Palumbo, direttore di Toscana Promozione Turistica, Paolo Chiappini, direttore di Fondazione Sistema Toscana e Giovanni Bastianelli, direttore esecutivo di Enit.

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