La Toscana rossa palpita ancora: nei Comuni il centrosinistra resiste - Mappe a confronto

Il voto è differenziato: Matteo Salvini vincitore indiscusso alle Europee viene polverizzato alle amministrative. Su 189 Comuni al voto, 130 sono i sindaci già eletti in quota o di area centrosinistra. Firenze compresa

Non è estinta. La Toscana rossa palpita ancora. Nei Comuni e in Europa. Nella notte fra domenica e lunedì, con un colpo di coda, il Pd rovescia lo scrutinio - unica regione in Italia - il primato della Lega. Cancella il primato di Matteo Salvini che viene polverizzato alle amministrative: su 189 Comuni al voto, 130 sono i sindaci già eletti in quota o di area centrosinistra. Firenze compresa, dove Dario Nardella stacca di 25 punti l’avversario leghista Ubaldo Bocci.

LISTA CIVICA È MEGLIO

Il centrosinistra attribuisce questi risultati al buon governo. I detrattori al fatto che l’ex premier Matteo Renzi si sia tenuto lontano dalla campagna elettorale. Evitando di attirare le antipatie sui candidati del Pd (o di area) che, non in pochi casi, hanno preferito presentarsi sotto il cappello di una lista civica piuttosto che sotto il simbolo del partito. Effetto, in realtà, che ha contagiato - specialmente nei comuni piccoli - pure il centrodestra. Espediente per raccogliere consensi in un tessuto più ampio della popolazione. Obiettivo fallito, invece, al M5S, vero sconfitto di questa tornata elettorale.

DISFATTA A CINQUE STELLE

Da qualunque parte si guardi, anche in Toscana il voto per M5S è una disfatta. Alle amministrative di Livorno, spreca i 5 anni di governo: non va oltre il 16,5% di consensi e non riesce neppure a mandare la sua candidata, la vicesindaca Stella Sorgente al ballottaggio. E con il 16,4% ottenuto alle Europee nella circoscrizione Italia Centro (meno della metà del Pd, 9% in meno della Lega) il sindaco uscente Filippo Nogarin non andrà a Bruxelles, come anticipato già ieri da Il Tirreno. l risultato di Livorno conferma che M5S convince (convinceva) come forza di governo nazionale, ma non locale.

MALUMORI A DESTRA

Un dualismo, in realtà, che in Toscana, in questa tornata elettorale contagia anche la Lega. Molto più che le altre forze del centrodestra che, se perdono voti, qualche sindaco - qua e là, però, riescono a piazzarlo. Ad esempio, FI in Versilia, conquista Massarosa con Alberto Coluccini al primo turno. O FdI mettono a segno due colpi importanti, sulla costa operaia: vanno al ballottaggio a Livorno e a Piombino. A Piombino con Francesco Ferrari in vantaggio di 18 punti sull’avversaria di centrosinistra, Anna Tempestini.

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VOTO DIFFERENZIATO

Eppure, per restare a Piombino, la Lega alle Europee, ha sfiorato il 30% (29,8% per la precisione): questa percentuale, però, crolla al 16,2% alle comunali. Dove anche il Pd prende meno che alle Europee (il 24% contro il 32% circa) ma intanto vince. Che cosa porta, allora, un elettore o un’elettrice a entrare nella cabina elettorale con due schede e a esprimere, nello stesso momento, un voto tanto diverso per Europee e comunali? La risposta di Stefano Mugnai, deputato di FI è semplice: la scelta sbagliata dei candidati alle amministrative.

BANDIERINE E CANDIDATI

«Negli ultimi 4 anni, abbiamo sempre vinto alle comunali in Toscana. Fino a questa tornata, quando il centrodestra ha proposto candidati sulla base dell’appartenza del partito più forte (la Lega, ndr), non di quanto fosse stimata e radicata sul territorio la persona. Non abbiamo scelto candidati per vincere, ma solo per mettere le bandierine». Il modo peggiore, insomma, per avvicinarsi alle Regionali 2020. Per le quali Salvini nutre grandi ambizioni. E anche la sua delfina Susanna Ceccardi, sindaca di Cascina, commissaria regionale della Lega che, appena eletta all’Europarlamento, annuncia la sua corsa a governatrice della Toscana.

Una corsa che oggi appare più in salita di 48 ore fa. A meno che il centrosinistra non riesca a consegnare la Regione al centrodestra proseguendo sulla via delle lotte intestine. Che hanno caratterizzato pure la scelta dei candidati in queste ultime amministrative. Nelle quali, gli elettori sembrano aver speso l’ultimo credito se in zone come Vinci hanno rieletto il sindaco “del Pd” con percentuali superiori al 70%. O se hanno battuto un colpo in Comuni come Volterra rieleggendo, dopo 10 anni, un sindaco del Pd. O a Capannori: Luca Menesini riconfermato senza ballottaggio, quasi con il 60% dei consensi.

CENTROSINISTRA DA COSTRUIRE

L’apertura di credito, però, non deve essere sprecata. Anche perché - osserva il governatore della Regione, Enrico Rossi (il figliol prodigo del Pd) - il partito «tiene, è radicato ancora, ma il centrosinistra è tutto da costruire non solo tenendo insieme i soggetti politici dai moderati ambientalisti alla sinistra radicale, ma anche aprendo ai professionisti, alle liste civiche, al mondo del lavoro e dell’impresa. Dare l’idea di una forza di correnti e di apparato sarebbe muoversi con il piede sbagliato».

MAPPE: LA TOSCANA PRIMA DEL VOTO

LA TOSCANA DOPO IL VOTO