Europee: l'onda verde sulla Toscana, ma il Pd tiene. Dem (33,3%) primo partito, la Lega al 31,5%

Salvini durante la conferenza stampa dopo la vittoria nel voto europeo

I Democratici restano al comando nelle province di Firenze, Livorno e Siena, ma in tutte le altre il Carroccio fa il sorpasso. Crollano ovunque i Cinque Stelle 

FIRENZE. Per ore in via Forlanini, quartier generale del Pd toscano, non è volata una mosca. Nottata fosca, silenzio di tomba, perché sì, la Lega sembrava aver sepolto la ditta pure qui. Insomma, altro che ex regione rossa. C’era già chi avrebbe voluto chiamare Enrico Rossi e chiedergli un gesto ad effetto. Datele la Regione, a Susanna Ceccardi – c’è chi ha sbottato uscendo in mezzo di strada – chiudiamola qui, la Toscana chiavi in mano, se la prenda e cominci a governare lei, se la veda lei con la sanità, le beghe e le bigie faccende amministrative. Inutile prolungare l’agonia. Un anno di liti, faide fra correnti, lì a rodersi ed erodersi. E per cosa? Perché per ore è stato così a casa dem, tutti incollati alle percentuali aggiornate minuto per minuto dal portale del Viminale ma sempre più o meno uguali, sempre con lo stesso messaggio implicito: i sovranos di Matteo Salvini e della sindaca multitasking di Cascina, sua pupilla, commissaria regionale del Carroccio, ormai già eurodeputata e pure promessa governatrice, in Toscana schizzati lassù, in cima alla lista, la Lega primo partito. Dove nessuno fino a cinque anni fa li avrebbe immaginati: 33%, davanti ai dem fermi al 31 e qualcosa.

Poi piano piano sono arrivati i dati da Firenze, l’ultima vera riserva, l’ultima vera trincea, la grande area metropolitana progredita e piena di élite che ancora votano il partito delle Ztl. E il motore economico e culturale, dove il tessuto sociale è quello con il più alto livello di istruzione, le industrie hanno il tasso più alto di innovazione - una specie di grande quartiere Parioli impiantato nel cuore della regione, vi direbbero i detrattori - ha risollevato i dem. Il primo partito sono ancora loro: 33,3% Pd, 31,5% la Lega. E allora in via Forlanini qualcuno ha deglutito, qualcun altro ha ripreso a respirare, alcuni perfino a parlare. Perché, insomma, sarebbe stata una specie di dramma, roba da sedute di autocoscienza, da lettino freudiano collettivo.

Proprio ora che il Pd in Italia ha avuto un sussulto, che per recuperare terreno nel frastuono gialloverde è bastato il dolce e muto far niente zingarettiano a riportare un po’ di sereno, a far riapparire la luce in fondo al tunnel in cui aveva cacciato il partito Matteo Renzi. In fondo, persino in Toscana c’è stato un recupero, pezzi di popolo tornati alla base: dal 29% delle Politiche, i dem crescono di oltre 4 punti. Eppure, hai voglia a guardare il bicchiere mezzo pieno, è comunque amaro. Amarissimo. Perché Salvini e i Susy’s boys dilagano. Un boom. Uno tsunami verde. Passano dal 17,4% del 4 marzo 2018 al 31,5% appunto. Con Forza Italia al 5,8% e Fdi al 4,9%, il centrodestra è già oltre la soglia del 40%, l’asticella fissata dal Toscanellum (la legge elettorale regionale) per conquistare la maggioranza e governare. Bye Bye zecche e moscerini, direbbe il Truce.  

Sarebbe inutile pedanteria fare il confronto con le passate Europee, per i dem quasi autolesionismo: lì, in piena euforia renziana, erano al 56%, la Lega non era neppure un’ipotetica dell’irrealtà, poco sopra il 2,5%. In un anno, invece, la ex regione rossa sembra aver completato la sua mutazione. Un magma sotterraneo ha sovvertito identità culturale e politica di un territorio per settant’anni abituato a specchiarsi in una geografia di riferimenti etici e ideologici solidi, una specie di humus sociale che non esiste più, ha cambiato di segno. Il popolo smarrito, quello ormai un po’ retorico dei forgotten, degli esclusi che nel mondo ha fatto crollare le forze progressiste, sembra aver ritrovato una casa. Che oggi però ha coordinate identitarie completamente diverse, spesso quasi il rovescio di quelle che hanno garantito stabilità e potere a generazioni di classe dirigente di sinistra. I sovranisti sono avanti in sette province su dieci: a Massa Carrara (35,7%), ad Arezzo (35,7%), Lucca (39,5%), Pisa (33,7%), Grosseto (38%), Pistoia (35,30%) e Prato (34,4%). Le periferie arrabbiate, la provincia profonda, i Cep della Toscana, i quartieri un tempo rossi e operai come quello pisano, hanno scelto il Capitano. Basta guardare i dati di Piombino o Pontedera: anche lì, per la prima volta, la destra avanti. Ma non solo. Eppure non bastano da solo a spiegare la mutazione. Salvini è primo in posti in cui sarebbe stato impossibile anche solo immaginarlo: davanti a Fucecchio, prima scialuppa dell'enclave empolese renziana a perdere contatto con la base, nella Capalbio della fu sinistra radical chic. A Stazzema, la Stazzema dell'eccidio nazista, sfiora il 45%.

La Lega in Toscana c’è riuscita sfruttando gli stessi vasi comunicanti, seguendo la stessa scia del Paese, ma radicalizzandone le dinamiche: ha inglobato l’elettorato 5stelle. Tenuti in cattività da Salvini in un anno di governo contrattuale, soverchiati, spesso schiaffeggiati, i grillini sono passati dal 24% a poco più del 12. Una crisi di fiducia paragonabile solo a quella subita da Renzi, appunto. Ma a velocità doppia. Quasi Salvini fosse una sorta di Capitan-Ugolino, ha divorato politicamente i suoi figliocci gialloverdi, si è impossessato del suo bacino di voti, oltre ad aver fagocitato un altro pezzo di Forza Italia, passata dal 9,9 al 5,8%. Il Pd tiene solo a Firenze (42,3%), a Siena (37,5%) e si risolleva a sorpresa a Livorno col 32,4%. Ma è proprio il centro della Toscana ad avere il peso specifico più alto. Senza quello, sarebbe già diluvio universale. Che ora però sembra vicino. C’è già una data, quella delle prossime elezioni Regionali. Maggio 2020. Ma, attenzione, un anno è un anno. In politica, un’era geologica.

I NUMERI FINALI IN TOSCANA

  • Pd 33,3%
  • Lega 31,5%
  • M5S 12,7%
  • Forza Italia 5,8%
  • FdI 4,9%
  • +Europa 3%
  • Sinistra 2,6%
  • Europa Verde 2,5%

NEL DETTAGLIO

Nel comune di Firenze il successo del Pd è netto. I Dem ottengono il 43,7% dei voti,a la Lega è lontanissima al 20,3%. Flop dei Cinque Stelle che non arrivano nemmeno alla doppia cifra (9,8%). Più giù Forza Italia (5,5%) ormai insidata da FdI (5,2%). Buono il risultato di +Europa (4,9%).

Anche nella provincia fiorentina, Pd primo con il 42,1%, la Lega è al 23,9%, M5S all'11,2%. La Lega vince in quattro comuni del Mugello. In tutti gli altri la prima posizione è dei democratici.

 Livorno il Pd resta il primo partito con il 35,1, la Lega è al 25,2 e il M5s al 16,4. Ma già nelle provincia le distanze si riducono (Pd al 32,6 e Lega al 29,4). E se i Dem sono primi a Piombino, Rosignano e Collesalvetti, il Carroccio vince a Cecina e San Vincenzo e trionfa all'isola d'Elba.

A Pisa il Pd torna a vincere (34,6%) davanti alla Lega (27,3%). Ma nella provincia è il Carroccio ad avere la meglio (33%, contro il 31,4% del Pd). La Lega stravince a Pontedera (42,9%) e vince di misura a Peccioli. I Dem sono primi a San Miniato e Volterra. Nella Cascina della sindaca Ceccardi, Lega prima (34,2%) ma di misura sul Pd (32,2%). 

Prato e provincia la Lega sorpassa il Pd. Nel comune di Prato, la Lega è al 34,5% e il Pd al 32,5%. Il M5S all'11,7%. 

In Versilia il vento della Lega soffia forte e conquista tutti i comuni doppiando spesso il Pd secondo arrivato. Un po' più contenuto il distacco a Viareggio dove la Lega è comunque prima con il 34,4%  ei Dem sono al 26,2%. 

Grosseto la Lega è nettamente il primo partito con il 38%, il Pd è al 26 e il M5S al 13,9.

Vittoria nettissima del Carroccio anche a Lucca e nella provincia.  

Boom della Lega a Massa-Carrara, dove il partito di Salvini è primo in tutti comuni con la sola eccezione di Pontremoli che vede un eccezionale exploit di Forza Italia.  

Valanga  leghista anche nella provincia di Pistoia: il Carroccio è il primo partito.

Empoli invece il Pd mantiene saldamente la prima posizione e si conferma il partito leader in tutti i comuni del territtorio con l'eccezione di Fucecchio dove vince la Lega.  

Nella provincia di Siena il Pd mantiene la supremazia con il 37,6%. La Lega è seconda con il 28,8%, il M5S segue con l'11,9%. Il primo posto dei Dem è ancora più netto nel comune di Siena dove il Pd ottiene il 37,9% e la Lega il 26,3%. M5S al 9,6%, FdI al 6,4%,.

La Lega è prima nella provincia di Arezzo con il 35,9% davanti al Pd (297%) e al M5S (12,5%). E prima anche in quasi tutti i comuni, con l'eccezione di pochi comuni del Valdarno in cui resiste al comando il Pd. Nel Comune di Arezzo, Lega al 36,% e Pd al 27,6%.