Acqua dell’Elba va in Kuwait e lancia una linea di solari

Marco Turoni e Fabio Murzi con i partner commerciali in Kuwait

Ha scelto di continuare a produrre sull’Isola e ha ora un fatturato balzato a 10 milioni. L’azienda di Marciana Marina ha circa cento dipendenti e oltre novanta sono donne

Una crescita costante del 6% all’anno negli ultimi tre bilanci, con un fatturato balzato da 8,5 milioni a qualcosa più di 10 a fine 2018: Acqua dell’Elba, dinamica azienda-famiglia di Marciana Marina guidata dal 2000 da Fabio Murzi, Chiara Murzi e Marco Turoni, punta adesso a consolidare il marchio nei mercati del Middle East, Kuwait in particolare, e del Far East, soprattutto Corea ma, molto presto, anche Cina. Perché la crescita per le piccole imprese può concretizzarsi soprattutto all’estero. E, mentre sta lanciando una linea di prodotti solari, intensifica la propria presenza nel mercato della grande nautica: dopo esser stata “official scent” al Kuwait Yacht Show, sarà profumo ufficiale anche al Versilia Yachting Rendez-vous, una delle principali fiere del settore. Ma anche se l’azienda ha sempre più un respiro internazionale, rimane tenacemente legata all’Isola d’Elba e a Marciana Marina. Nonostante le difficoltà logistiche.
«Siamo nati all’Elba e la nostra sede resterà sempre qui – dice Fabio Murzi –. Abbiamo forti radici nel territorio. Qualche difficoltà in più c’è, ma è enorme il valore aggiunto che l’isola ci dà, proprio per il tipo di prodotto che facciamo. I colori del mare, i profumi di fiori, piante e frutti: tutte sensazioni che chi viene in questo posto meraviglioso ricorda. All’inizio ci dissero che sarebbe stato impossibile arrivare nelle profumerie italiane, invece ora vendiamo in circa 540».

Così il fatturato continua a crescere.

«L’incremento è stato costante negli ultimi tre anni: un 18% complessivo che ci ha portato a fatturare da 8,5 milioni a 10 milioni e 40mila euro. Se pensiamo che il mercato italiano del beauty cresce meno dell’1% non possiamo che essere soddisfatti. E il merito è della passione dei miei collaboratori».

Vi piace definirvi azienda familiare.
«Perché ci sentiamo una famiglia, soprattutto con chi è all’Elba. Per noi è importante avere grande attenzione alle persone con cui lavoriamo, così come alla comunità nella quale operiamo. Adesso tutti parlano di un’economia sconvolta dal “disruptive”, dal cambiamento. E noi siamo convinti che i punti fermi siano le persone: collaboratori e clienti».

Un’azienda al femminile...
«Adesso siamo circa 100 persone, ma il nostro personale aumenta anno dopo anno. E, in effetti oltre il 90% sono donne. Tolti me e Marco, il nuovo responsabile della produzione e tre autisti, tutte le altre sono donne».
Per legarvi al territorio organizzate anche eventi particolari. Tipo “Seif”.
«Ci teniamo moltissimo e abbiamo intenzione di investirci sempre più risorse. Il Seif (Sea essence international festival), dedicato al mare e alla sua sostenibilità, è nato l’anno scorso, con patrocinio di Regione Toscana, Università Iulm, Lagambiente, Parco dell’Arcipelago e Accademia delle Belle arti di Brera».

Torniamo alle novità, partite con la linea di creme solari. E state allargando i vostri canali di vendita e di mercato.
«L’innovazione è necessaria. L’idea delle creme è nata da alcuni clienti, molto fidelizzati all’interno della community. Abbiamo avuto un riscontro positivo dai clienti profumieri, così l’abbiamo messa in produzione da pochi giorni. E poi guardiamo ai mercati esteri, visto che ora oltre il 90% del fatturato arriva dall’Italia. Qualche rallentamento c’è stato per complessità burocratiche».

Quindi oltre alla Corea e al Kuwait, guardate adesso alla Cina.
«La Corea è il mercato che per noi è partito prima, grazie soprattutto a Jhu Lee Fantechi che ha creduto in noi. Questo perché, anche se piccolo, è molto importante e di tendenza per tutta l’Asia. I cinesi, per esempio, vanno molto a comprare in Corea: Seoul ha una posizione strategica, è a un’ora e mezzo di volo da Shanghai, Pechino e anche da Tokyo. È un paese molto dinamico, che detta anche le mode. Lì abbiamo una partner (la Fantechi, ndr) che ha clienti che hanno negozi nei duty free. E contiamo di sbloccare entro l’estate i problemi burocratici con la Cina. Inoltre la nostra presenza è in crescita negli Stati Uniti e in Kuwait: siamo tornati da poco da Kuwait City dove eravamo sponsor allo Yacht Show. Del resto Acqua dell’Elba è l’essenza del mare, è la nostra caratteristica: la nautica di alta gamma è un settore per noi importante. Saremo profumo ufficiale anche a Viareggio in maggio e avremo uno stand al festival di Cannes. Ora il nostro sogno è portare i profumi dell’Arcipelago toscano nel mondo. Saremo quindi anche alle prossime fiere di Francoforte, Shanghai e Hong Kong». —