Le perforano il cuore col catetere: muore a 79 anni, indagato il medico

Lucca, l’inchiesta della procura per omicidio colposo. I familiari: doveva essere un intervento di routine

LUCCA. La perforazione all’atrio destro del cuore durante un intervento di routine avrebbe procurato danni gravi all’organo che, in un soggetto anziano e debilitato dalla malattia, hanno poi provocato il decesso. È morta così, stando ai familiari, Giuliana Petrini, 79 anni, residente a Rughi di Porcari, deceduta all’ospedale San Luca alle 10 del mattino di domenica 24 febbraio. I congiunti imputano il decesso della pensionata ad un errore umano. E presentano un esposto-denuncia nei confronti dell’Asl con l’accusa di omicidio colposo. Nei giorni successivi la procura individua un medico ospedaliero - quello che ha eseguito l’intervento standard - che viene iscritto nel registro degli indagati. Proprio nel tardo pomeriggio di ieri il medico legale Ilaria Marradi, consulente del pubblico ministero, esegue l’esame autoptico (prelievo di cuore e polmoni che verranno esaminati a breve) alla presenza dei periti di parte dell’indagato e dei parenti della donna deceduta che si sono avvalsi, oltre che di un anatomopatologo, anche di un cardiochirurgo dell’università di Siena.

I FATTI


La pensionata di Porcari da tempo era affetta da una forma di mieloma, una neoplasia del sistema plasmacellulare, ed era costretta a dialisi per insufficienza renale. Il suo stato di salute era abbastanza compromesso vista la problematica oncologica in fase terminale, ma per i familiari della donna deceduta, l’intervento a cui si era sottoposta non era delicato a tal punto di compromettere la vita. Martedì 19 febbraio la donna viene ricoverata in ambulanza all’ospedale San Luca per sottoporsi all’intervento ritenuto di routine. I sanitari le dicono che le sarebbe stata inserita, in altra parte del corpo, la cannula provvisoria femorale attraverso un’operazione denominata «cateterismo venoso per dialisi femorale».

Qualcosa però non va per il verso giusto. Nell’effettuare l’intervento il medico incaricato di inserire la sonda per i parenti avrebbe commesso un errore. Che, stando all’esposto dei familiari dell’anziana, avrebbe provocato la perforazione all’atrio destro del cuore causando danni al muscolo cardiaco e all’attività polmonare. L’anziana dopo l’intervento non riprende conoscenza.

TRASFERIMENTO A PISA

In relazione ad un rapido peggioramento del quadro clinico e allo stato di coma la paziente viene trasferita all’ospedale Cisanello di Pisa. E sono proprio i sanitari del nosocomio pisano a riscontrare la perforazione all’atrio. Un paio di giorni e l’ammalata viene trasferita nuovamente al San Luca dove spira cinque giorni dopo il ricovero. Il lunedì mattina i parenti accompagnati da un legale del foro di Siena si presentano in procura per esporre i fatti e depositare la denuncia circostanziata. Vogliono conoscere la verità sulla morte di Giuliana.