Messe online e richieste di preghiere: il vescovo va a caccia di fedeli sui social

Monsignor Simone Giusti, vescovo di Livorno

Livorno: la “Parrocchia virtuale” ha raggiunto 5mila persone. L’ultima idea: il corso prematrimoniale su Skype 

LIVORNO. L’icona di messenger invece della porta della sacrestia dove raggiungere magari di soppiatto il sacerdote per quel primo consiglio, per l’urgenza di un dilemma. E lo schermo del computer direttamente sul pulpito per la diretta facebook della messa, la tastiera che libera le parole e magari anche certi imbarazzi e rende più facile chiedere “servizi” un po’ speciali, tipo un esorcismo. E ancora corsi via skype sull’amore coniugale (compreso quello “fecondo”) e un filo diretto online che guida verso la confessione. E poi il “Monastero Invisibile” dove inviare richieste di preghiere alla monache di clausura.

Siamo nella “Parrocchia Virtuale ”, Diocesi di Livorno. In pochi mesi la prima pagina aperta dal vescovo-architetto pisano Simone Giusti e tutta la brillante operazione gestita con don Paolo Razzauti (vicario episcopale) ha centrato l’obiettivo: cinquemila amici raggiunti in un baleno, fiumi di messaggi, di contatti, di entusiasmo. Così i giovani diaconi (presto sacerdoti) Vincenzo Coppia e Gherardo Lavorgna che affiancano don Paolo hanno aperto una seconda pagina pubblica e anche questa è stata un successo. Inaspettato fino a un certo punto.

Perché se è vero che Livorno è la città mangiapreti per antonomasia è vero anche che lo è in modo assai contraddittorio. Certo, sono passati i tempi in cui anticlericali incalliti e rossi capitolavano in fretta, si sposavano in chiesa, battezzavano e comunicavano i figlioli, sacro e profano, cerimonia e ribotta mangereccia. Oggi la partecipazione alla vita delle parrocchie e la celebrazione religiosa dei sacramenti sono in crisi ovunque, Livorno non fa eccezione. Geniale quindi l’idea di Giusti e della diocesi di giocare la carta dei social e acchiappare dalla finestra di Facebook tanti di quelli che sono usciti dalla porta della chiesa.

Don Simone Barbieri e (in piedi) Vincenzo Cioppa mentre preparano il corso sull’amore coniugale

Giusti in questi oltre dieci anni da vescovo ha spesso sparigliato le carte della politica e dell’economia tirando orecchie a destra e a manca, non è tipo da farsi spaventare dal clamore. Lui e don Razzauti, tutti e due ragazzi nello spirito ma in realtà sacerdoti di lungo corso e lunga carriera, si sono buttati nel mare del web e ne stanno uscendo con una rete piena di pesci. Prendiamo il post “Sos Esorcismo”: «La Parrocchia virtuale vuole offrire un aiuto anche sotto questo aspetto ai fedeli che lo richiedono. Scrivendoci un messaggio in privato potremmo valutare insieme a dei sacerdoti se ci sia un bisogno reale del sacerdote esorcista». Pare che in molti scrivano, chiedendo proprio un aiuto di questo tipo, «anche troppi» commentano i curatori della pagina fb che ovviamente convogliano le richieste su canali “non virtuali”.E si scopre così che zitti zitti, sotto sotto, i livornesi nel diavolo ci credono eccome.

Anche la suggestiva messa online è seguitissima, “va in onda” dal monastero del Carmelo (zona sud della città), in via eccezionale i fedeli possono godere anche del saluto della madre superiore delle suore di clausura. Ma ciò che più piace ai fedeli di Facebook è la possibilità di inviare le “richieste di preghiera”. Tante di queste richieste sono pubbliche - proprio come quelle scritte a mano e attaccate ai ceri votivi - e vengono inserite nei commenti, proprio sotto al post del “Monastero Invisibile”. Si chiede alle suore di pregare per la propria famiglia, per la salute di qualcuno o in memoria di qualcuno, per trovare lavoro al figlio ma anche perché qualcuno di casa trovi l’anima gemella.

«Naturalmente la parrocchia virtuale non deve sostituire il rapporto umano, ci mancherebbe - dicono i “social media manager”diocesani -. Ma è un modo per raggiungere e aiutare ancora più persone. Un canale in più». Così, se per tanti i fedeli restano sacri l’odore d’incenso, il messale e il colloquio diretto con il prete, la comunità si allarga grazie a questo speciale aspersorio che immette, nel non luogo infinito del web, parole d’amore e di fede, incontri in diretta, preghiere e aiuto concreto.