In divisa da SS sui luoghi dell’eccidio, lo sfregio al Giorno della Memoria

Nella foto grande da sx: Pelosi; Sorokovskij, Roberto Orizio, Andrea Tadiello

Cinque neofascisti, tra cui un lucchese e un livornese, vanno in giro vestiti da nazisti: segnalati alla Procura

Sfoggiano l’orgoglio da “predatori della montagna”. Impavidi nella neve dell’Appennino emiliano. La affrontano «con sci d’epoca, in legno e senza lamine». Come le SS che tentano di imitare. In cinque - almeno due toscani, un lucchese e un livornese - si presentano con divise e mostrine uncinate il 27 gennaio, giorno della Memoria. Marciano a un chilometro da Cà di Berna, località di Lizzano in Belvedere, nel Bolognese, dove il 27 settembre 1944 le SS (mai processate) fucilarono 28 persone, comprese donne e bambini. Fanno inorridire la comunità. Vengono segnalati alla Procura. E si stupiscono dell’indignazione che suscitano: «Ma insomma, noi facciamo rievocazioni storiche».

Il nero di Lucca. Nessun reato, dunque, sostengono. Niente apologia del Fascismo. Nessuna provocazione, dunque. La stessa spiegazione data a Cascina quando il 25 aprile, per la Liberazione, a fianco dei Partigiani sfilarono i nazisti. Questa volta, il gruppetto è più sparuto. Sono in cinque. C’è Daniele Pelosi, da Lucca, un diciottenne che fa parte della tifoseria nera della Lucchese. Il suo profilo social rivendica questo ruolo con un certo orgoglio. Come pure quello di “soldato politico”. E militante di destra. Non c’è solo lo striscione anti-partiiani «Fuori l’Anpi dalle scuole» a confermarlo.


Il camerata Mario Tuti. Sul proprio profilo, Daniele pubblica una foto che lo ritrae con un camerata dell’avventura bolognese e con l’ex terrorista nero Mario Tuti. L’empolese, condannato all’ergastolo per tre omicidi, ideatore della rivolta del carcere di Porto Azzurro, oggi in semilibertà, a novembre 2018 si è fatto ritrarre con i suoi giovani ammiratori. Ai quali, proprio ieri, ha dato un sostegno social per l’attacco subito per la “rievocazione storica” del 27 gennaio.

Tuti in persona si prende gioco di Igor Taruffi, il consigliere regionale di Sinistra Italiana in Emilia Romagna che presenta un’interrogazione contro l’incursione nazista sull’Appennino nel giorno della Memoria. Tuti prende in giro Taruffi, con una battuta su Inzaghi, l’Empoli e il calcio ipotizzando che questi emiliani ce l’abbiano con i toscani.

Il gruppo storico. Invece il lucchese Paolo Da Prato si risente contro il consigliere regionale che presenta l’interrogazione: «Daniele, il ragazzo nella foto è mio figlio adottivo, ha 18 anni ed è un grande appassionato di divise e fa parte di un gruppo di rievocazione storica (Project Schwarze edelweiss) prima di scrivere cazzate si documenti».

Tre membri del Progetto Schwarze edelweiss sull’Appennino


Il gruppo, in effetti, esiste. C’è anche Rei Schulman, un cosplayer di Livorno. Con simpatie per le divise delle SS e le rievocazioni naziste. Una serie di foto pubblicate sulla pagina del progetto Schwarze edelweiss lo mostrano a Lizzano. E anche in addestramento con le altre SS “storiche” il giorno di Befana a Lucca, lungo la linea gotica di Brancoli. Questa volta senza la neve e sotto il sole. Ma a poca distanza da Farneta, altro luogo di strage nazista del 1944. In quel caso, però, il processo si è celebrato.

Le altre SS storiche. Un dettaglio fastidioso, probabilmente per i rievocatori del Progetto Schwarze Edelweiss che si richiama esplicitamente al libro culto di una SS, scritto sotto uno pseudonimo: il soldato Johann Voss (di cui solo pochi adepti conoscono la vera identità), anche se il sopravvissuto alla seconda guerra mondiale girava fra i cultori degli eccidi a firmare autografi. I toscani che il 27 gennaio erano sulla neve per la rievocazione storica sono fra questi. Idem gli altri del gruppo: Roberto Orizio, Avrelian Sorokovskij (l’uomo degli sci d’epoca) e Andrea Tadiello. Queste SS sono state avvistate in Toscana sia per l’addestramento di Brancoli, sia - ad esempio - all’ultima edizione di Lucca Comics quando, con la loro insegna “Berlin” e le loro divise hanno sollevato non poche polemiche.

Il solito guastafeste. Non si sono, per questo scomposti. Del resto proprio Orizio definisce l’episodio di domenica 27 niente altro che «un battesimo della neve per il gruppo Schwarze Edelweiss sui sentieri della zona sciistica “ Corno alle Scale”». Una «bella esperienza, anche perché oltre la neve, tirava un vento degno di un “vero cacciatore dei boschi” temprato». Solo che la bella esperienza è stata rovinata «come spesso accade dal guastafeste di turno». Uno che «passando ci ha scattato foto, le ha male interpretate e ha voluto attribuire uno “sfondo politico “ a ciò che invece era una semplice fotoricostruzione. Pazienza, a noi la politica non interessa». Salvo, poi, accogliere chi si unirà al gruppo con il saluto «Benvenuto camerata». —

***

Dopo la pubblicazione di questo articolo la pagina del gruppo “Project Schwarze edelweiss» è stata cancellata dalla rete.