Santo Mastrotto: "Siete un distretto che dà prestigio e apriamo da voi"

Il fondatore del gruppo leader nella lavorazione di pelli bovine racconta perché il suo gruppo investe in uno stabilimento da 15 milioni a Santa Croce sull'Arno

SANTA CROCE SULL'ARNO. Gli imprenditori veneti sono sempre più “innamorati” del distretto del Cuoio della provincia di Pisa. Il gruppo Mastrotto, leader in Europa nel settore della lavorazione delle pelli bovine, è stato il primo a scegliere Santa Croce sull’Arno per trasferire una parte della produzione, investendo in provincia di Pisa circa 15 milioni di euro. Negli ultimi anni sono diventati partner di riferimento per vari fashion brand. Il 2018 ha segnato  il traguardo dei 60 anni di attività mentre il 2019 sarà quello che vedrà concretizzarsi, con l’apertura della nuova sede toscana, l’investimento a Santa Croce.

Abbiamo chiesto a Santo Mastrotto, fondatore insieme al fratello Bruno del Gruppo, attivo nei settori di scarpe, abbigliamento, nautica, pelletteria, arredamento e automotive, con contatti commerciali in 110 Paesi, di fare il punto sull’importante progetto di sviluppo che porterà anche posti di lavoro oltre a più servizi.


Perché investire in uno stabilimento in Toscana, e proprio a Santa Croce?

«Pensiamo di poter dare al territorio di Santa Croce non solo occupazione, ma anche altri nostri punti di forza che ci contraddistinguono come organizzazione, know-how, tecnologia e rispetto per l’ambiente. Riteniamo di poter imparare molto da un distretto e da una storia conciaria, quella toscana, di grande prestigio, che ha reso importante la pelle italiana nel mondo e ai quali guardiamo con grande rispetto. La “contaminazione” tra un gruppo industriale come il nostro e la realtà industriale toscana rappresenta un’operazione coraggiosa, soprattutto nel panorama imprenditoriale del nostro Paese.

Ci parli dell’investimentno. Quando sarete pronti?

«L’ultimazione dei lavori è prevista nella prima parte del 2019. Questa operazione industriale, grazie a un investimento molto importante, ci permetterà di aumentare ancora di più i prodotti di cui possiamo garantire il completo controllo in tutte le fasi di produzione e garantire ai nostri clienti un prodotto Made in Italy, L’investimento in Toscana non sarà effettuato per spostare dei volumi di produzione, ma per poter contare su un nuovo plant che sarà sinergico con gli stabilimenti di Arzignano».

Quali saranno le ricadute occupazionali?

«Inizialmente saranno inseriti in organico circa 30 dipendenti, che verranno assunti per lo più localmente, potendo il distretto toscano contare di manodopera specializzata. Porteremo anche avanguardia tecnologica e la nostra impronta industriale: tutte le linee produttive potranno contare, infatti, sui più moderni impianti oggi a disposizione della tecnologia conciaria».

Quanto è grande il nuovo stabilimento?

«Ha una superficie coperta di circa 12.000 metri quadrati ed è progettato secondo moderne tecnologie e un attento utilizzo di tutte le risorse energetiche: al suo interno circoleranno esclusivamente mezzi di trasporto elettrici, mentre l’impianto fotovoltaico installato sarà il doppio delle dimensioni minime richieste di legge».

Quali sono le caratteristiche dei prodotti che saranno realizzati in Toscana?

«Trattandosi di un investimento produttivo che va ad integrare i nostri impianti industriali di Arzignano, permetterà la nostra produzione di pelle bovina di fascia media e medio alta».

Qual è l’ultima novità che avete proposto ai clienti in termini di servizio?

«È Gruppo Mastrotto Express, un innovativo servizio di Gruppo Mastrotto, interamente dedicato alla pelle in pronta consegna. Consente di spedire prodotti entro 48 ore dall’ordine, questo grazie a una struttura dedicata in cui si estendono più di 2 km di scaffali, per un totale di oltre 300. 000 metri quadrati». 


 

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