E a Pisa il vescovo “scomunica” la Lega: «Ogni esclusione è pianta infestante»

Monsignor Benotto non lo nomina ma critica il Carroccio in un documento del consiglio diocesano inviato ai parroci 

PISA. «Ogni forma di esclusione è sempre una pianta infestante». Un documento firmato dal consiglio pastorale diocesano e dall’arcivescovo di Pisa, monsignor Giovanni Paolo Benotto, prende posizione in maniera netta sulle politiche di accoglienza dei migranti e dei rifugiati. E anche se il riferimento esplicito al partito della Lega non c’è, ogni parola del comunicato diffuso dopo che il decreto Sicurezza è diventato legge, suona come una sorta di “scomunica” verso le politiche del Carroccio sull’immigrazione, sia a livello nazionale che locale. Così come è chiaro l’invito a rispettare la libertà di culto, con preciso riferimento alla vicenda della costruzione della moschea a Pisa. Progetto che il Comune, amministrato da Lega e centrodestra, intende contrastare in ogni modo. Ai parroci pisani l’arcivescovo chiede dunque di vigilare.. I rappresentanti dei laici, dei religiosi e dei sacerdoti dell’arcidiocesi di Pisa, riuniti nel consiglio pastorale il 14 dicembre scorso sotto la presidenza dell’arcivescovo, dopo un’approfondita riflessione su alcune vicende che riguardano la vita delle comunità, «ritengono necessario esprimere la propria preoccupazione circa un clima di crescente disagio e smarrimento per l’acuirsi di toni e atteggiamenti discriminatori e intolleranti nelle relazioni interpersonali e sociali».



Oltre al decreto Sicurezza firmato dal ministro, Matteo Salvini, per dare una stretta all’accoglienza di profughi e migranti, Pisa e provincia, negli ultimi mesi, hanno visto la chiusura del centro accoglienza per richiedenti asilo a La Tinaia (Cascina), lo sgombero del campo rom di Navacchio e l’esplodere della polemica sulla moschea. E poi gli attacchi alla Caritas per gli aiuti ai rom e ai profughi da parte del deputato salviniano Edoardo Ziello, al presepe di don Armando Zappolini, che ha collocato Gesù in un cassonetto tra i rifiuti, per fare riflettere - così ha spiegato – sull’esclusione degli ultimi. Un’idea questa che ha diviso il mondo cattolico stesso e che ha aperto una polemica tra l’onorevole leghista Donatella Legnaioli e il vescovo di San Miniato, monsignor Andrea Migliavacca.

«Non si può non essere preoccupati per l’esaltazione di un individualismo egoista che esclude ed emargina ogni diversità e che attraverso slogan urlati e ripetuti con esasperante monotonia crea esclusione invece di cercare strade condivise per costruire una società armonica ed inclusiva per tutti», è la risposta di Benotto e della Chiesa alle politiche del “Prima gli italiani”.

«L’esclusione dello straniero, che sembra diventare la preoccupazione primaria di un’Europa sazia, impaurita e priva di speranza, sta invadendo anche la società italiana e la prassi delle scelte politiche nazionali e locali. L’attenzione dell’opinione pubblica è così distolta dalle vere cause dei problemi economici e sociali attuali ed è portata a identificare nello straniero un capro espiatorio», afferma l’arcivescovo che, contattato da Il Tirreno, ha detto di non voler aggiungere altro rispetto al comunicato dove l’esclusione è paragonata ad una pianta infestante, «e un veleno è sempre dannoso per tutti».



Gli esempi non mancano: «L’esclusione dei profughi a prescindere non può che diventare anche esclusione tra connazionali; così come voler impedire a qualcuno di esercitare il culto legato alla propria fede non è che l’inizio di una forma diffusa di intolleranza religiosa. E a questo proposito la storia ci insegna molte cose».

Nel timore che possa venir meno una serena convivenza sociale, l’arcivescovo e il consiglio diocesano chiedono «alla comunità ecclesiale di essere vigilante e operante nella salvaguardia del valore di ogni persona umana». Di adoperarsi per assicurare a ciascuno spazi di relazioni costruttive, «di accoglienza generosa e di sostegno fattivo perché nessuno venga emarginato».

Nello stesso tempo, nella nota inviata a tutti i parroci, il consiglio pastorale si sofferma sui valori della Costituzione che «è il fondamento della nostra convivenza civile libera e responsabile e che disattendendola, non solo si offende la memoria di chi ha fatto dell’Italia una nazione libera e democratica, bensì si rischia pesantemente di renderne impossibile un futuro armonico e positivo».

Una presa di posizione quella della Curia pisana che in poche ore ha fatto il giro delle parrocchie e delle associazioni legate al mondo cattolico. La Caritas, più volte intervenuta sui temi dell’accoglienza negli ultimi mesi, l’ha pubblicata sul proprio sito, aprendo il dibattito. —