Certificati antincendio falsi in cambio di assunzioni

Massa: Marco Frittella, dirigente dei vigili del fuoco, finisce agli arresti domiciliari: avrebbe “aggiustato” gli atti necessari per l’apertura di aziende o edifici pubblici



Con la sicurezza non si scherza, si dice, ma a quanto pare sotto le apuane si può. Ditte, teatri, stadio di Carrara hanno in comune il rilascio di certificati di prevenzione incendi “accomodati”, con vizi di forma e sostanza, da parte di un dirigente dei vigili del fuoco, Marco Frittella. L’uomo è agli arresti domiciliari dopo le indagini della procura e dei carabinieri, con vari capi di accusa che pendono sulla sua testa. E su quella di altri cinque soggetti legati a importanti ditte della zona.


Le responsabilità di Frittella, per la procura, sono molto pesanti. Nel suo ruolo di dirigente dei vigili del fuoco avrebbe istruito pratiche amministrative, eseguito sopralluoghi e rilasciato certificazioni in assenza dei requisiti necessari. Quei documenti avrebbero attestato la sicurezza degli impianti e delle misure antincendio all’interno di importanti aziende del territorio e anche di luoghi pubblici, come il teatro Guglielmi a Massa, il teatro degli Animosi e lo stadio dei Marmi a Carrara. Le indagini, coordinate dal sostituto procuratore Alessia Iacopini, hanno appurato come a trarre vantaggio dalla situazione fossero sia le ditte, che ottenevano il certificato prevenzione incendi (Cpi) senza averne i requisiti, sia lo stesso Frittella, che otteneva dei vantaggi per sé e per persone a lui care. Durante le indagini infatti i carabinieri hanno scoperto in due casi il prezzo della corruzione fu l’assunzione di due parenti di Frittella nelle aziende interessate.

L’indagine, denominata “Fire”, parte nel 2016. Precisamente nei primi giorni di agosto, in seguito agli accertamenti dei carabinieri del Norm dopo un grande incendio alla ditta Costa di Albiano Magra. «Fu una situazione che creò diversi problemi - spiega il colonnello Tiziano Marchi - e si scoprì che c’erano carenze negli impianti di spegnimento insieme a molte altre. La pratica era stata eseguita da un funzionario e il procuratore Aldo Giubilaro ci stimolò a cercare anche in altre direzioni. L’idea era che se si era comportato così in quell’occasione, magari anche in altri frangenti aveva fatto lo stesso». Uno a uno sono stati controllati tutti gli edifici che portavano la firma di Frittella sulla certificazione. Gli Animosi di Carrara, chiusi nel 2010 e riaperti solo nel 2017, per poi, dopo gli accertamenti, essere chiusi di nuovo. Il teatro Guglielmi di Massa, chiuso nel 2017 dopo i nuovi sopralluoghi e lo stadio di Carrara nel 2018. Per limitarsi agli episodi più eclatanti. «Grande è stata la collaborazione dei vigili del fuoco», sottolinea il comandante provinciale dei carabinieri colonnello Massimo Rosati. «Senza la loro collaborazione impossibile portare avanti le indagini». Frittella non è il solo sotto indagine. Secondo gli inquirenti, infatti, si metteva d’accordo con imprenditori e tecnici preventivamente, come risulta dalle intercettazioni e dal sequestro di materiale durante le perquisizioni nelle aziende. E se nel caso delle aziende private il vantaggio ottenuto dagli imprenditori è evidente, ottenere Cpi facili con minori esborsi, nel caso degli edifici pubblici saranno solo le indagini a chiarire perché e a vantaggio di chi le certificazioni venivano falsificate, mettendo a rischio l’incolumità di lavoratori, cittadini e del territorio, come dimostra l’incendio alla Costa. I 5 indagati sono accusati di vari reati. A Frittella si contestano: concussione, corruzione, falsità materiale commessa dal pubblico ufficiale, falsità ideologica commessa dal pubblico ufficiale, abuso d’ufficio e rimozione od omissione dolosa di cautele contro infortuni sul lavoro. —