“Scusi chi le ha dato il mio numero di telefono?” Telefonate moleste, petizione per sbloccare il regolamento

Manca il regolamento che consente agli abbonati di iscriversi al Registro delle Opposizioni e difendersi dalle chiamate commerciali: Il Tirreno lancia una nuova petizione per ottenerlo

“Scusi chi le ha dato il mio numero di telefono?”.  Dall’altro capo – siamo al cellulare – un’operatrice di call center si presenta a nome di Fastweb. “Come non lo sa? Tutti i nostri numeri sono in un grande data base centrale”.  Il grande fratello dei numeri.

“No. Io so che esiste una legge che in Italia dovrebbe impedirle di chiamarmi, senza il mio consenso”. La telefonata si chiude. Ma presto ne arriverà un’altra. In Italia la legge contro il telemarketing aggressivo esiste. E’ in vigore dal 4 febbraio 2018, grazie a una campagna serrata de Il Tirreno (Qui tutti gli articoli); grazie a quasi 122mila italiani che hanno sostenuto la campagna, firmando la petizione lanciata sulla piattaforma Change.org nel 2016 contro le chiamate moleste. Però, non si può ancora applicare. Perché manca il regolamento di attuazione: manca l’ultimo passo. Quello che consente a circa 100 milioni di utenze  - cellulari e  numeri  fissi riservati (non pubblicati negli elenchi telefonici) – di iscriversi al Registro delle Opposizioni.

Che cosa è il Registro delle Opposizioni? E’ l’unico scudo esistente in Italia contro il telemarketing aggressivo. E’ un elenco al quale iscriversi per impedire a chi organizza campagne pubblicitarie di usare il nostro numero telefonico di chiamarci senza il nostro consenso esplicito. Fino al 4 febbraio 2018, l’iscrizione a questo registro era consentita solo ai numeri di telefono pubblicati negli elenchi telefonici. Dal 4 febbraio 2018 è, in teoria, consentita anche a cellulari e numeri riservati. A patto che il Registro venga modificato con apposito regolamento che il ministero dello Sviluppo Economico – per legge – avrebbe dovuto produrre entro il 4 maggio 2018, in modo da consentire al Presidente della Repubblica di pubblicarlo con un Dpr.

Invece il regolamento – come denunciato da Il Tirreno – è ancora fermo all’ufficio legislativo del Ministero dello Sviluppo economico. Che non fornisce ulteriori dettagli. Non spiega perché non tutela il diritto dei cittadini a non essere molestato. Neppure l’intervento del Garante della Privacy, Antonello Soro,  la settimana scorsa, sembra aver smosso qualche cosa.

Allora Il Tirreno, insieme a Change.org riparte con una nuova campagna. Chiede l’aiuto di lettori, cittadini: facciamo sentire la nostra voce. Esercitiamo una pressione legittima sul governo affinché produca quel regolamento che avrebbe dovuto dare alla gente – a norma di legge – già 6 mesi fa.

Invitiamo, quindi a firmare e far firmare la petizione per sbloccare il regolamento e dare, finalmente, gambe a una legge approvata con l’impegno di tutti noi.

Ecco la nostra proposta

Il 12 settembre 2016 Il Tirreno ha lanciato su Change.org una campagna contro le telefonate commerciali indesiderate.  Dopo oltre un anno di battaglia e 122.000 firme raccolte, in Parlamento è stata approvata in via definitiva una legge contro le telefonate moleste.

Questa vittoria ad oggi rimane tuttavia incompiuta: le telefonate commerciali indesiderate continuano perché il Ministero dello Sviluppo economico non ha mai prodotto e attuato il regolamento che consente

  1. A cellulari e numeri riservati di iscriversi al Registro delle opposizioni
  2. A tutte le utenze di cancellare i consensi dati in passato (anche inconsapevolmente) per usare il proprio numero e dati a scopi commerciali

 E’ venuto il momento di dare piena attuazione a quanto promesso: firmiamo per sbloccare il regolamento contro le telefonate moleste.