Monte Serra, il capo dei vigili del fuoco: «Il piromane abita fra noi» - Video

Il capo dei vigili del fuoco: il colpevole è un vigliacco, qualcuno che conosce bene la zona. Nuovo sopralluogo dei carabinieri

Monte Serra, il bosco devastato visto dall'alto

CALCI. I piromani sono tra noi, sanno come allontanarsi dall’inferno di fuoco scatenato con le loro mani, ma è difficile scoprirli. «È un vigliacco», ne è convinto l’ingegnere Ugo D’Anna, comandante provinciale dei vigili del fuoco di Pisa. «Chi ha fatto tutto questo è solo un vigliacco criminale», aggiunge gettando lo sguardo sui resti del bosco ai piedi della Verruca, tormentato dal fuoco, lunedì notte, nel maxi incendio che ha seminato il panico tra Calci e Vicopisano. «Non ci sono altre parole per definire chi ha provocato questo scempio. È una persona della zona, conosce il monte, i suoi punti di debolezza con la prolungata siccità, ha scelto una sera di forte vento, sapeva come allontanarsi», prosegue D’Anna.

Arrivando sul Monte Serra nel luogo della panchina che ha vinto la guerra con il fuoco, la voce del comandante dei pompieri si fa pensierosa. «È qui abbiamo rischiato di perdere due squadre dei nostri uomini». Tutti vogliono il colpevole, eppure incastrare l’ennesimo incendiario (ennesimo, perché ogni estate i boschi vanno in fumo) non sarà facile. Le indagini sono affidate ai carabinieri del comando provinciale di Pisa e ai carabinieri forestali che ieri mattina sono tornati sul Monte Serra, in particolare nella zona da cui è partito il rogo che ha ridotto in cenere circa 1.400 ettari di vegetazione, per un sopralluogo tecnico. Non sono stati trovati inneschi e in ogni caso i boschi diventati “scena del crimine” sono difficili da analizzare.

ESCLUSIVO: le prime immagini del Monte Serra dopo il rogo, scenario apocalittico



«Non entro nel merito delle indagini – aggiunge D’Anna che abita proprio a Calci – ma da quello che ho potuto vedere la sera dell’incendio, c’è stato un solo innesco. Poi il forte vento ha fatto il resto. Avevo intuito subito che la situazione sarebbe stata difficile ma la velocità con cui il fuoco si è esteso è stata davvero sorprendente». Il fuoco è stato appiccato nello stesso punto in cui era stato spento un rogo la settimana prima. Sarà stato un caso? Nessuna certezza.

In provincia di Pisa, alcuni anni fa, c’è stato un precedente da paura. A Santa Maria a Monte venne arrestato un volontario: bruciava e spegneva per il piacere di farlo.