Inferno Monte Serra, il racconto del volontario: «Alle mie figlie spiego che papà lotta contro il drago del male»

Francesco Falleni è un volontario dell’antincendio boschivo che è stato impegnato sul Serra. Lavora come operaio ma quando c’è bisogno “lascia” la famiglia per combattere le fiamme

PISA. «Noi volontari abbiamo combattuto 24 ore su 24 con un enorme drago rosso. Una creatura del male creata da dei criminali che poi voglio godersi la nostra “battaglia” in prima fila. Come se volessero sedersi a guardare il film creato da loro. Da una parte il bene, dall’altro il male».

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LA LOTTA TRA IL BENE E IL MALE

Francesco Falleni ha 47 anni ed è tra quelli che combattono contro pazzi, piromani, criminali. Chiamateli come volete. Se da un lato c’è la parte peggiore dell’odio verso la natura, gli animali e gli esseri umani stessi, dall’altro c’è chi è pronto a sacrificare tutto per gli altri. Sono le decine di volontari che in questi giorni hanno combattuto sul Monte Serra contro l’enorme incendio che ha polverizzato quasi 1500 ettari di boschi.

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OPERAIO E VOLONTARIO DA UNA VITA

Un lavoro come operaio alla Continental di San Piero a Grado, in provincia di Pisa, e una passione per il mondo del volontariato iniziato nel 1989. Francesco ha iniziato prestissimo.

«Nella Pubblica Assistenza Svs di Livorno avevo degli amici e inizialmente facevo il volontario in ambulanza – racconta –. Sono stato impegnato fin da subito nell’incendio delle colline livornesi nel 1990 e alla tragedia del Moby Prince l’anno successivo. Più di recente sono stato all’Aquila per il terremoto e sono intervenuto con le altre squadre all’alluvione di Livorno nel settembre 2017».

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NELL’INFERNO DEL MONTE SERRA

La chiamata per intervenire nell’incendio del Monte Serra arriva nel cuore della notte. Bisogna prepararsi e partire: alle 8 si va in mezzo alle fiamme, di supporto ai vigili del fuoco.

«Raramente mi era capitato di vedere un incendio di quelle dimensioni, era impressionante – racconta Falleni –. Ho lavorato con tre squadre e tre mezzi allo spegnimento boschivo, in particolare per proteggere le vasche antincendio, mentre i vigili del fuoco erano impegnati a difendere le case. Sono stati turni molto difficili, in mezzo alle fiamme e a respirare fumo».

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LA FORZA D’ANIMO DEI PISANI

«Perché dedico parte del mio tempo al volontariato in situazioni di pericolo? Perché la riconoscenza delle persone è un qualcosa che ti riempe il cuore e alla quale non ti abitui mai – spiega ancora il volontario della Pubblica Assistenza livornese –. Sul Serra ho visto tanta forza d’animo di chi abita là e in molti casi ha perso tutto. Non mi sento certo un eroe, anche perché dopo turni massacranti io sono libero di tornare alla mia casa pulita, mentre queste persone restano davanti alla loro casa annerita o distrutta dalle fiamme».

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GLI AGGUATI DEI PIROMANI

Essere volontario dell’antincendio boschivo significa rischiare spesso la vita. Anche in veri e propri agguati dei piromani. «Nel 2005 fummo chiamati all’Isola d’Elba per intervenire su una serie di vasti incendi boschini – racconta Falleni –. Scoprimmo presto che si trattava di una trappola. Furono accesi, infatti, una serie di inneschi alle noste spalle per bloccarci tra due fronti del fuoco. Rischiammo molto, è come se fosse una lotta tra il bene e il male. E sono quasi sicuro che anche in questo caso, per inneschi e condizioni meteo, chi ha causato tutto questo abbia studiato la situazione a tavolino per provocare un disastro».

LA FAMIGLIA IN ATTESA

Ogni volta che Francesco va sul “fronte” per disastri ambientali e calamità naturali lascia non solo il lavoro, ma una moglie e due figlie di 7 e 3 anni.

«Credo loro siano felici e orgogliose del mio impegno, ma è normale si preoccupino quando vado a lavorare in situazioni di pericolo – racconta ancora il volontario della Svs –. E cerco, anche con l’esperienza, di non finire in situazioni complicate».

Anche perché sua moglie Stefania è anche lei una volontaria. «Siamo stati insieme volontari all’Aquila, poco prima del nostro matrimonio – dice –. Alle nostre figlie proviamo a spiegare e far capire, anche con favole e cartoni, l’impegno del papà». Un po’ come nelle favole, dove il bene vince sempre contro il male.