Così Camp Darby fa la pace con i sindaci

I soldati Usa ospitano i Comuni a pochi giorni dall’ok al potenziamento della base a San Rossore. Nogarin diserta il summit

pisa

Vale oltre 40 milioni di euro all’anno la presenza della base militare statunitense di Camp Darby nelle province di Pisa e Livorno. È quanto emerge dall’esercizio finanziario 2017 approvato dall’enclave a stelle e strisce, che ha valutato in oltre 43,8 milioni di euro l’impatto economico della base sulle due province tra spese per alloggi, privati e governativi, e transazioni bancarie (3,9 milioni di euro); spese commerciali (17,9 milioni), retribuzioni dei dipendenti civili italiani (21,8 milioni) e spese mediche (quasi 90.000 euro). La presenza di cittadini statunitensi legata all’attività dell’installazione militare è distribuita soprattutto sulla provincia pisana con oltre 140 immobili privati affittati da personale civile e militare e 31 strutture “occupate” a fini governativi. Dati presentati ieri dai vertici militari di Camp Darby durante il “Summit dei sindaci”, un forum che ha coinvolto una parte dei primi cittadini delle province di Pisa, Livorno e Firenze per discutere di eventuali forme di collaborazione per favorire l’integrazione dei cittadini statunitensi e lo sviluppo di iniziative e di attività congiunte. Con il summit per la prima volta la base ha aperto le porte ai sindaci del territorio. Una “convocazione” per 11 primi cittadini che arriva a pochi giorni dalle ultime autorizzazioni rilasciate dal Parco di San Rossore al progetto di potenziamento del campus militare, un piano che l’ente, Regione e Comuni hanno dovuto accettare in nome degli accordi Nato. Insomma, la visita a Camp Darby e le offerte Usa suonano anche come una sorta di “compensazione”. Ma non tutti hanno accettato l’invito. Nel campus arrivano i rappresentanti di Pisa, Collesalvetti, c’è la leghista cascinese Susanna Ceccardi, i primi cittadini di San Giuliano Terme, Montelupo Fiorentino e Crespina-Lorenzana, spicca l’assenza di Livorno e del 5 stelle Filippo Nogarin.


«Lo scopo? Vogliamo avviare una collaborazione con le amministrazioni locali per discutere di iniziative ed obiettivi comuni, ma anche di eventuali problemi e delle loro soluzioni perseguendo la finalità di integrare al meglio la comunità statunitense presente sul territorio», spiega il colonnello Erik Berdy, comandante della guarnigione Us Army Italy presso la caserma Ederle di Vicenza (di cui Camp Darby è satellite) presente all’iniziativa insieme al colonnello Renato Vaira, comandante italiano della base, alla responsabile di Camp Darby Catherine Miller e Benjamin Wohlauer, console generale degli Stati Uniti a Firenze. Presente anche Eugenio Giani, presidente del consiglio regionale. «L’incontro è servito ad introdurre il concetto di collaborazione tra il territorio, le istituzioni e i cittadini statunitensi - commenta il console Wohlauer - L’auspicio è di costruire un confronto permanente sull’esempio di Vicenza», dove esiste un tavolo di discussione con i 20 sindaci. «Questo incontro - conclude Giani - potrebbe essere l’inizio di una nuova stagione». —