Politica e grandi opere: porto a rischio, Livorno perde la maxi darsena

La Darsena Toscana nel porto di Livorno

M5S frena sul progetto da 660 milioni e vuole investire sul risanamento idraulico. Dalla nuova pista dell'aeroporto di Firenze allaTirrenica, gli altri interventi al palo

LIVORNO. I tagli alla spesa annunciati dal neo ministro Cinque Stelle Danilo Toninelli sulle grandi opere si abbatte sulla Darsena Europa. E su una serie di infrastrutture, come la nuova Tirrenica e l’aeroporto di Firenze, che hanno portato l’ex viceministro Riccardo Nencini a tuonare contro il Movimento Cinque Stelle. «Il ministro nasconde i no del suo partito a qualunque opera dietro al problema di rivedere i progetti. I tagli e la riduzione dei costi, però, c’è già stata con i precedenti governi. Martedì gli presenterò un’interrogazione parlamentare a Toninelli per evitare che si blocchi lo sviluppo della Toscana grazie alle infrastrutture».

IL NO ALLA DARSENA EUROPA


Lo scontro politico nasce, in realtà, a livello regionale. «La Darsena Europa è un problema da risolvere. Come Movimento Cinque Stelle siamo favorevoli al porto di Livorno. Ma con un progetto di darsena “light”. La nostra idea? Spostare i finanziamenti di 12,5 milioni di euro all’anno previsti dalla Regione e dirottarli per gli interventi di messa in sicurezza idraulica del territorio e per gli interventi sulle strade provinciali che stanno franando». La dichiarazione è di Giacomo Giannarelli, capogruppo del M5S in consiglio regionale, che sembra seguire in pieno la linea di revisione delle grandi opere annunciata da Toninelli.



Il dirottamento dei 12,5 milioni all’anno per il progetto della darsena di Livorno, però, va direttamente a toccare un finanziamento congiunto di Regione Toscana, per un totale di 200 milioni spalmati in un mutuo decennale, altri 200 garantiti dalla Port Authority e 50 investiti proprio a livello ministeriale. Se Enrico Rossi, da noi contattato, ha preferito per il momento non commentare, Nencini interviene invece a gamba tesa a difesa del lavoro svolto negli ultimi due anni.

Il ministro Danilo Toninelli


I TAGLI ALLE GRANDI OPERE

«Come rappresentante del governo non ho mai trovato un’opera importante in Toscana che abbia goduto del via libero dei Cinque Stelle in questi ultimi anni – spiega Nencini –. Per questo adesso il ministro Toninelli si nasconde dietro la scusa della spending review. In realtà tutte le grandi opere sono già state oggetto di revisione di spesa e di progetto. L’ha fatto Delrio e anche il sottoscritto. Penso arriverà sulla Toscana una valanga di no e la Regione, ma più in generale l’Italia, resterà al palo».

CINQUE PROGETTI AL “PALO”

Le grandi opere in discussione sono principalmente cinque: nuova Tirrenica, aeroporto di Firenze, collegamento Fano-Grosseto, stazione e tunnel Tav e Darsena Europa. «Il progetto su Livorno, tra finanziamenti regionali, ministeriali e di altri enti pubblici e privati è di 660 milioni di euro e qui – afferma l’ex viceministro –. Va ricordato che il progetto iniziale della Darsena Europa era di oltre 800 milioni di euro inizialmente».

Riccardo Nencini


Nencini snocciola altri numeri. «I progetti in capo ad Anas sono già stati revisionati – continua Nencini –. La Fano-Grosseto costava 3 miliardi e mezzo e ora è stato ridotto a 1 miliardo e 600 milioni. Discorso simile per la nuova Tirrenica, anche in questo caso partita da 3 miliardi di euro e ora ne prevede almeno la metà. Questo non significa, come dichiarato dal presidente del consiglio Conte che ci sono stati minori investimenti. In realtà per tutte le opere sono stati investiti 140 miliardi di euro».



Ma quali sono le opere prioritarie? «Sull’aeroporto di Firenze il masterplan ha già ricevuto la valutazione di impatto ambientale e Toscana Aeroporti è sicura di far partire i lavori entro l’anno con altri 100 milioni di euro garantiti dal governo Gentiloni e con già prevista una revisione dei costi – spiega l’ex viceministro –. Sul progetto di terza corsia dell’A11 Firenze-Mare l’opera è in fase di valutazione al ministero dell’ambiente ma il finanziamento di 450 milioni di euro, che comprende anche il potenziamento della linea ferroviaria tra Pistoia e Lucca, è già previsto».


L’ATTACCO A LEGA E M5S

Per Nencini, dunque, il rischio è di bloccare progetti fondamentali per lo sviluppo della Toscana. «Ci sono 2000 posti di lavoro diretti e altri 1000 indiretti a rischio – conclude l’ex viceministro –. La sinergia tra Governo, Regione e Comuni ha fatto arrivare in 4 anni e mezzo 20 miliardi di finanziamenti. Il problema è che a livello nazionale Lega e Cinque Stelle ora governano insieme. E in Toscana il rischio è di vedere arrivare una valanga di no che si potrebbe tradurre in un enorme danno economico».