Contro i bulli a scuola arrivano gli studenti tutor

Un fotogramma dal video dell'aggressione di uno studente a un professore all'Itc "Carrara" di Lucca

Progetto del ministero della Pubblica Istruzione con l’università di Firenze. In ogni istituto da 5 a 10 ragazzi formati a individuare potenziali vittime e carnefici

LIVORNO. Le lezioni on line per i professori, per imparare a leggere i segnali di bullismo. Poi la novità assoluta. Il primo esperimento in Europa: gli studenti tutor. I ragazzi che individuano i compagni bulli o bullizzati. Partner di questi progetti del ministero dell’Istruzione è (anche) l’università di Firenze. La Toscana in prima linea contro il bullismo. Una necessità, viene facile pensare ora. Dopo il caso di Lucca: lo studente che minaccia con il casco il professore, che gli strappa il registro elettronico dalle mani, lo umilia: «Si inginocchi. Chi comanda, eh?». E, peggio ancora, la classe che ride, nessuno che interviene. Il branco vigliacco.

Per questo, Valeria Fedeli, ministra (uscente) dell’Istruzione annuncia la doppia azione di contrasto al bullismo. La prima - la formazione dei professori - pronta a scattare subito, a maggio, grazie ai contributi dell’Unione Europea e alla collaborazione dell’Università di Firenze per rendere almeno 10mila docenti in tutta Italia in grado di individuare bulli (conclamati o potenziali). La seconda azione - la formazione di studenti tutor - da lasciare in eredità al prossimo governo per il 2019: il progetto, infatti, è concluso, ma dovrà essere approvato entro fine mese dalla Commissione Europea che co-finanzia l’iniziativa dell’Italia, senza precedenti in Europa.



STUDENTI TUTOR

Questa iniziativa viene anticipata dalla ministra Fedeli a La7 alla trasmissione Omnibus in pratica nel primo anniversario della legge 71 2017contro il cyberbullismo, approvata il 29 maggio 2017. E viene annunciata nel mese in cui la Commissione Europea dovrebbe autorizzare la nuova edizione del progetto Generazioni Connesse al quale aderiscono oltre 3mila scuole. Si tratta di un progetto che prevede «attività di formazione e sensibilizzazione, sia in presenza sia a distanza (on line)» per il contrasto del bullismo e del cyberbullismo. Finora l’Italia ha utilizzato le risorse proprie e quelle messe a disposizione dall’Europa per «rendere Internet un luogo più sicuro per gli utenti più giovani, favorendone un uso positivo e consapevole». Dal 2019, con il consenso della Commissione Europea che entro maggio dovrà vagliare il progetto italiano, il ministero si prefigge di formare «all’interno di ogni scuola iscritta a Generazioni connesse, un gruppo di studenti referenti per il bullismo e il cyberbullismo», il bullismo perpetrato attraverso i social network.

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5-10 RAGAZZI PER SCUOLA

In pratica, il progetto - se autorizzato come presentato dall’Italia - prevede di formare per ogni istituto da 5 a 10 studenti che diventino referenti sia dei compagni che dei professori per le azioni di prevenzione e contrasto al bullismo. Dovrebbero essere formati con materiali analoghi a quelli usati per formare anche i professori a riconoscere i segnali di bullismo: sia in chi lo agisce, sia in chi lo subisce.

Questi ragazzi dovrebbero avere un duplice compito: da una parte confrontarsi con i docenti incaricati di individuare le situazioni di rischio; dall’altra garantire la formazione ai loro compagni: la formazione da pari a pari (peer-to-peer). Il progetto è coordinato dal Miur in collaborazione (fra gli altri) con la Polizia postale, l’Autorità Garante per l’Infanzia, Save the Children, Telefono Azzurro e le Università di Firenze e la Sapienza di Roma.

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FORMAZIONE DOCENTI

Dalla collaborazione tra ministero dell’Istruzione - Direzione generale per lo studente - e università di Firenze (dipartimento di Scienze della formazione e Psicologia) nasce anche il progetto di formazione on line dei docenti: almeno 10mila in Italia, uno «per ogni scuola di ordine e grado». La piattaforma ELISA - per i corsi on line - può essere già lanciata in questo mese per il «percorso formativo di contrasto del bullismo e del cyberbullismo di ogni scuola (fino a un massimo di 2 referenti per ciascuna scuola)». Verrà garantita «un’aggiornata proposta formativa che spazia da definizione, caratteristiche, estensione dei fenomeni del bullismo e cyberbullismo, alle azioni per prevenire e contrastare tali fenomeni. Ogni corso si compone di videolezioni, esercitazioni, attività e al termine di ogni “sezione” sarà presente un questionario di autovalutazione per monitorare il proprio apprendimento. L’attestazione verrà riconosciuta al completamento dei corsi». Così gli insegnanti avranno il “bollino” di caccia-bulli.

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