Prof aggredito, parla il bullo: «Succedeva tutti i giorni, ora ho paura delle minacce» - Video

Parla il ragazzo che ha aggredito il prof all'Itc di Lucca: «Ho fatto una caz... ma non sono un bullo. E adesso non bastano più le scuse, sui social ricevo minacce di morte dagli adulti» 

Prof aggredito, parla il bullo: "Quando ho visto quel video mi sono sentito una nullità"

VIDEO. I passaggi salienti dell'intervista alle Iene

LUCCA. «Succedeva tutti i giorni, fin dall’inizio dell’anno». A parlare è il ragazzo dell’Istituto tecnico commerciale “Francesco Carrara” di Lucca protagonista del video che ha fatto il giro d’Italia su Facebook. Quello in cui aggredisce il suo professore di italiano e storia ordinandogli di dargli un “sei” e, poi, di mettersi in ginocchio. Il ragazzo è stato intervistato da Andrea Agresti, inviato del programma Le Iene di Italia Uno. «Quando ho visto il video mi sono sentito una nullità. Avevo l’aria di chi vuole fare il bullo, ma io bullo non lo sono». Sono parole a metà fra il pentimento e la consapevolezza di aver fatto qualcosa di troppo grande, qualcosa che ti schiaccia e schiaccia ch i ti vuol bene.

L'HO FATTA GROSSA

Un colloquio di un paio di minuti, quello con Agresti, nel quale il giovanissimo fa a più riprese professione di pentimento. «Ho fatto una cazzata grossa», esordisce. E lo ripeterà diverse altre volte. Però tiene a dire di non considerarsi un bullo. Piuttosto, in qualche punto sembra chiamare in causa una sorta di “dinamica di branco” che si sarebbe instaurata all’interno della classe: «Mi dicevano “dai, fai casino, tanto verrai bocciato”. Mi incitavano ad andare avanti». Il ragazzo sostiene che non sapeva che in quel momento c’era un suo compagno con lo smartphone acceso, intento a registrare le sue imprese. Ma tanto, dice «l’avrei fatto lo stesso».

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UNA CLASSE "DIFFICILE"

Questione di scelte sbagliate, una dopo l’altra. A partire da quella che lo studente ha fatto poco più di un anno fa: la decisione di iscriversi proprio al “Carrara”: «Ho sbagliato scuola - ha spiegato all’inviato delle Iene -. Ho chiesto di trasferirmi ma ormai non potevo più cambiare e allora sono rimasto lì. Sapendo che comunque sarei stato bocciato».

Situazione già difficile in partenza, aggravata dal fatto di essersi trovato in quella che lui stesso definisce «una classe senza regole». Una venticinquina di ragazzi e ragazze che non sono mai riusciti ad adottare un comportamento minimamente decente: «Tutta la classe si comportava così. Ce ne erano veramente pochi che non lo facevano. Ed è stato così fin dall’inizio dell’anno».

Dal racconto del giovane si apre uno spaccato su giorni, settimane, mesi di scuola all’insegna dell’assoluta mancanza di regole: «Cose come queste succedevano quotidianamente. Ci comportavamo male anche con altri professori, ma con questo ce ne siamo approfittati. Quando ho visto il video con quello che avevo fatto mi sono sentito male. Ha capito i miei errori, sono stato un’ora e mezza a parlare con la vicepreside. Ho provato anche a chiedere scusa al professore ma non mi ha voluto parlare».

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HO PAURA DELLE MINACCE

Nel futuro prossimo di questo ragazzo, oltre alla bocciatura decisa del consiglio di istituto, c’è un più che probabile processo: «Sono stato denunciato, senza la denuncia non avrei capito che cosa ho fatto». Nel suo presente, ci sono anche le minacce. Quelle che - racconta - gli arrivano «da persone di quarant’anni che su Instagram mi mandano messaggi come “Viene a Lucca, a fare il grosso, che ti si ammazza”. Ora i miei genitori hanno paura e non mi fanno uscire. Al massimo posso andare al campino a giocare a pallone».

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