Sbagliano mare, multa ai nudisti per 16mila euro

Vanno sulla spiaggia frequentata dai naturisti ma non è autorizzata per la tintarella integrale

CASTAGNETO CARDUCCI. Si sono tolti il costume sulla spiaggia sbagliata, commettendo una leggerezza che potrebbe costare loro ben tre stipendi. Brutta (e soprattutto cara) disavventura per cinque nudisti arrivati in Toscana dal nord Italia. Forse pensavano che in quel tratto di arenile, lontano dai parcheggi e da molti sguardi indiscreti, si potesse fare il bagno e prendere il sole completamente nudi. Ma le cose non stavano esattamente così, visto che la polizia li ha puniti con 16.665 euro di multa.

VIOLATO IL CODICE PENALE

La spiaggia della Fossa Camilla – fra Marina di Bibbona e Donoratico – come la Lecciona a Torre del Lago e Marina di Alberese in provincia di Grosseto è da tempo una delle mete predilette dei naturisti. Persone che amano immergersi in acqua e prendere la tintarella senza alcun riparo, come mamma le ha fatte. Ma venerdì mattina – dopo le proteste di un gruppo di bagnanti puntualmente in costume – alcuni poliziotti in borghese, in zona per dare la caccia ai venditori abusivi, hanno consegnato loro un verbale da 3.333 euro ciascuno per “Atti contrari alla pubblica decenza”. È una violazione al Codice penale: all’articolo numero 726, che prevede sanzioni da 5mila a 10mila euro che poi, con le riduzioni previste dalla legge, scendono a 3.333 euro. Sempre tanti soldi. È per questo che l’Associazione naturista italiana, con sede a Massarosa, si è offerta di coprire interamente le spese legali al gruppo di amici che, in un forum specializzato, si è detto pronto a fare ricorso al prefetto.

LE SPIAGGE APERTE AI NUDISTI

Alla Fossa Camilla, nel comune di Castagneto Carducci, nonostante i naturisti siano ormai di casa, stare nudi è proibito. È così anche alla Lecciona, a Torre del Lago, e a Marina di Alberese, in Maremma. Le uniche spiagge dove si può togliere liberamente il costume si trovano in provincia di Livorno: allo storico Nido dell’Aquila, a San Vincenzo, alla Buca rossa di Piombino e all’isola d’Elba, nel comune di Capoliveri, sull’arenile degli Acquarilli. «Ma la Cassazione – spiega il bergamasco Giuseppe Isacchi, vicepresidente dell’Associazione naturista italiana e proprio in questi giorni in vacanza in Val di Cornia – in diverse occasioni ha annullato le multe fatte in quei luoghi dove stare nudi è da tempo tollerato. Sono consapevole che il Comune di Castagneto non abbia ancora autorizzato la Fossa Camilla come spiaggia riservata ai nudisti, ma elevare una multa del genere non ha senso».

PRONTO IL RICORSO

Uno dei cinque bagnanti – presentandosi sul forum di Italianaturista sotto lo pseudonimo di “Seiperotto” – ha raccontato la sua disavventura, «con sette agenti arrivati in borghese». «Chiedo se è opportuno chiedere al prefetto di Livorno – è il suo messaggio – la revoca della sanzione, adducendo la motivazione della comune e nota pratica del naturismo in tale località, la scarsa presenza di bagnanti, peraltro anch’essi nudi, e se l’associazione può fornirmi suggerimenti in ordine alla procedura da seguire ed eventuali fac simile per inoltrare la richiesta al prefetto».

PARLA LA POLIZIA

Gli agenti della polizia di Stato di Cecina, che hanno comminato la contestatissima sanzione, spiegano di aver ricevuto svariate proteste e segnalazioni proprio dagli habitué di quel tratto di arenile, l’ultima delle quali direttamente venerdì mattina. Al blitz – che in realtà era stato pianificato per individuare e multare i venditori abusivi – hanno partecipato, rigorosamente in borghese, anche guardia di finanza, capitaneria di porto e carabinieri ed è stato preceduto da un sopralluogo della polizia municipale. «Se ci presentiamo in divisa – spiega il comandante dei vigili urbani di Castagneto Carducci, Roberto Novelli – i nudisti scappano. L’operazione di venerdì era finalizzata al contrasto del commercio abusivo, ma una volta lì, vedendo i naturisti e ricevendo le segnalazioni di alcuni bagnanti, siamo dovuti intervenire».

L’APPELLO DEI NATURISTI

Giuseppe Isacchi – il vicepresidente dell’Associazione naturista italiana – chiede ai Comuni della costa di accettare i bagnanti nudi sulle loro spiagge. «Parliamo di un turismo che porta molti soldi – dice Isacchi – perché i nudisti, oltre a togliersi il costume, vanno al bar, a fare la spesa, spendono i soldi sul territorio e vi pernottano. A San Vincenzo lo hanno capito da tempo». Proprio con le amministrazioni di Bibbona e Castagneto Carducci, l’anno scorso, l’associazione ebbe un primo contatto per chiedere le autorizzazioni al naturismo. «Mi sono sembrati molti disponibili – conclude Isacchi – ma poi non se ne è fatto più nulla. Speriamo di poter riprendere al più presto il discorso».

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