Telefonate moleste, ecco la norma che cancella ogni consenso alle chiamate

Il Senato avvia la rivoluzione: l’iscrizione al Registro delle Opposizioni annulla anche i permessi precedenti a usare il nostro numero per telemarketing

ROMA. Non è stato facile. Marco Filippi, lo ammette. Il senatore ha presentato l’emendamento al disegno di legge e ha trovato non pochi ostacoli. Alla fine, però, è riuscito a farlo approvare. Intanto in commissione Lavori pubblici al Senato, dove da alcuni mesi si discute la riforma del telemarketing. Il senso della norma appena introdotta è semplice: qualunque abbonato si iscriva al Registro delle Opposizioni, per essere tutelato dalle chiamate indesiderate, annulla tutti i consensi dati in precedenza all’utilizzo del proprio numero telefonico per scopi commerciali e promozionali. Sia che (il consenso) lo abbia dato in modo consapevole che in modo inconsapevole, come avviene nella maggior parte dei casi.

REVOCA DEL CONSENSO

Si tratta di una vera rivoluzione nella tutela dei consumatori dalle chiamate commerciali moleste e dal telemarketing aggressivo. E un ulteriore riconoscimento per la campagna de Il Tirreno. Il punto 2 della petizione lanciata dal nostro giornale il 13 settembre per ottenere una nuova legge sul telemarketing recita, infatti: bisogna ottenere la «revoca universale del consenso a ricevere telefonate commerciali, dal momento dell’iscrizione al Registro unico delle opposizioni». Una richiesta sollecitata anche dal Garante della privacy da giugno 2016, quando, in audizione alle Camere, ha lanciato l’allarme sul telemarketing selvaggio.ù

IL PERCORSO AVVIATO 

Certo per ora la norma non è ancora attiva: è prevista solo su carta. Per ora è stata votata solo dalla commissione Lavori pubblici del Senato. Ha superato il primo scoglio, importante. Prima di diventare esecutiva, tuttavia, la legge deve essere approvata in via definitiva sia al Senato che alla Camera. E il percorso è ancora lungo. A meno che non venga votata in sede “deliberante” dalle Commissioni Lavori pubblici delle due Camere, saltando l’iter in aula. Al Senato, il voto in sede deliberante è già stato chiesto da M5S e da Pd. Se verrà concesso, è probabile che anche la Camera si adegui all’iter abbreviato. A quel punto, si velocizzerà la riforma del Registro delle Opposizioni che, come reclama da settembre Il Tirreno, verrà aperto a tutte le numerazioni assegnate in Italia, compresi cellulari e numeri fissi riservati. Oggi, al contrario, la protezione dalle chiamate commerciali è garantita solo ai numeri fissi pubblicati negli elenchi telefonici: circa 15 milioni su 117 milioni assegnati. E in concreto solo un milione e mezzo di numeri sono iscritti.

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CONSENSI DATI ALL’INSAPUTA

Oltretutto, la maggior parte di questi iscritti continua a ricevere chiamate proprio perché ha perso le tracce del proprio numero: non sa più a chi ha dato (anche inconsapevolmente) l’autorizzazione a usare i propri dati per uso commerciale. Magari solo sottoscrivendo la tessera della palestra, del supermercato o della profumeria, dopo essersi iscrito al Registro delle Opposizioni. Con la norma Filippi introdotta nel ddl che riforma il telemarketing, però, si fa piazza pulita. Si riparte da zero.

PIAZZA PULITA ISCRIVENDOSI AL REGISTRO 

Chi si iscrive al Registro, cancella tutte le autorizzazioni rilasciate fino a quel momento a usare il proprio numero per le chiamare commerciali. L’emendamento votato è chiaro: «Con l'iscrizione al Registro delle Opposizioni si intendono revocati tutti i consensi precedentemente espressi, con qualsiasi forma o mezzo e a qualsiasi soggetto, che autorizzano il trattamento delle proprie numerazioni telefoniche fisse o mobili effettuato mediante operatore con l'impiego del telefono per fini di pubblicità o di vendita, per il compimento di ricerche di mercato o di comunicazione commerciale». Dal momento dell’iscrizione al Registro «è altresì precluso, per le medesime finalità, l'uso delle numerazioni telefoniche cedute a terzi dal titolare del trattamento sulla base dei consensi precedentemente rilasciati».

VIETATA PURE LA VENDITA

Quindi con l’iscrizione al Registro delle Opposizioni, i numeri di telefono dell’abbonato non solo non possono essere usati, ma neppure venduti da chi li “possiede”. E se il concetto non fosse chiaro abbastanza, Filippi lo ribadisce in un altro emendamento votato dalla commissione Lavori pubblici di Palazzo Madama: dall’entrata in vigore della legge di riforma del Registro delle Opposizioni « sono vietati, con qualsiasi forma o mezzo, la comunicazione a terzi, il trasferimento e la diffusione di dati personali degli iscritti al Registro da parte del titolare del trattamento, per fini di pubblicità o di vendita, per il compimento di ricerche di mercato o di comunicazione commerciale non riferibili alle attività, prodotti o servizi offerti dal titolare del trattamento». E chi non rispetta la regola va incontro a sanzioni salate.

ATTIVITÀ SOSPESA

Addirittura, se la violazione è reiterata - decide la commissione - su segnalazione del Garante della Privacy « le autorità competenti possono anche disporre la sospensione o, nelle ipotesi più gravi, la revoca dell'autorizzazione all'esercizio dell'attività».