Scuola: perse le schede, il “concorsone” rischia di saltare

Impossibile abbinare i compiti ai concorrenti, convocati dopo un anno per riconoscere i test

FIGLINE VALDARNO. Aspetta da quasi un anno, con fiducia. L’aspirante maestra elementare apre la posta elettronica in serata, è un giorno di fine aprile. Nella casella c’è un messaggio dell’Ufficio scolastico regionale e – per un momento – l’insegnante in pectore crede che sia arrivato il suo momento, che quella mail le dirà se è stata ammessa all’orale. Invece, in un clic cambia tutto. Perfino l’umore. «Lo scrivente Ufficio scolastico regionale – si legge nel testo – ha constatato l’impossibilità di localizzare i plichi necessari per l’identificazione dei candidati che hanno svolto le prove scritte per i posti di Infanzia e Primaria presso l’istituto Vasari di Figline Valdarno. Una denuncia è stata inviata alla competente Autorità giudiziale ma nel contempo si pone il problema dell’abbinamento dei candidati in indirizzo alle prove svolte».

In poche righe si svela una delle ragioni per cui a un anno di distanza – era il maggio del 2016 – i candidati al concorso docenti per la materna e le elementari in Toscana previsti con l’avvio della Buona Scuola non conoscano ancora il loro destino e siano impossibilitati a sostenere gli orali. Novità che potrebbero mettere a repentaglio l’accesso alle cattedre entro settembre. I ritardi del “concorsone” non sono stati causati solo dalle dimissioni in massa dei commissari, pagati prima 50 centesimi poi un euro a ogni prova corretta. In un caso – interessate 28 persone – i codici che avrebbero permesso l’abbinamento dei compiti al nome di chi li ha sostenuti sono andati persi. Magari spunteranno da un cassetto tra qualche mese, ma ad oggi non si trovano e l’Ufficio scolastico regionale sta provando a metterci una pezza come può. È successo a chi ha sostenuto la prova nell’istituto Vasari di Figline Valdarno (14 aspiranti insegnanti elementari e altrettanti per la materna) e che in questi giorni è stato ricontattato dai dirigenti dell’Usr via mail.

Chi si è visto volatilizzare il codice identificativo è stato convocato la settimana scorsa. «La procedura è la seguente – si legge nella mail – i candidati disposti a presentarsi a questa convocazione avranno a disposizione separatamente e in contemporanea i quattordici elaborati della propria procedura. Ciascun candidato potrà formalmente riconoscere un elaborato e gli elaborati riconosciuti da un candidato saranno abbinati ad esso».

Si naviga a vista, sperando nella collaborazione degli aspiranti insegnanti, ma anche esponendosi al rischio di ricorsi a pioggia e ulteriori ritardi. Per i sindacati, avvertiti all’ultimo tuffo, si tratta «dell’ennesimo fallimento di un concorso nato male fin dalle fondamenta», commenta Daniele Monticelli, segretario toscano della Flc Cgil. Mentre, per i vertici dell’Usr, lo smarrimento è una questione che non sarà commentata fino a che non si troverà la quadra.

Perché se i compiti non saranno riconosciuti «verrà preso atto – scrive l’Usr – che i candidati, tutti o in parte, non sono in condizione di riconoscere i propri elaborati e verrà percorsa l’unica strada alternativa possibile, la ripetizione per questi candidati della prova scritta». Che si aggiungerebbe ai nuovi scritti che dovranno sostenere nei prossimi giorni i docenti non ammessi al concorso in un primo momento, ma che hanno poi vinto i ricorsi al Tar.

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