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Al Tirreno il mago delle vertigini

Domani alle 18 nel salone del giornale a Livorno l’incontro con il dottor Mauro Gufoni

LIVORNO. Al Tirreno arriva il medico che ha inventato la manovra per “domare” le vertigini. Il livornese Mauro Gufoni lavora nel reparto di otorinolaringoiatria dell’ospedale labronico e nel salone delle conferenze del nostro giornale, in viale Alfieri 9 a Livorno, domani alle 18 incontrerà i lettori. L’iniziativa de Gli orizzonti de Il Tirreno – il cui ingresso è libero e gratuito – verrà introdotta dal direttore de Il Tirreno, Luigi Vicinanza, mentre a intervistare il luminare toscano sarà ...

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LIVORNO. Al Tirreno arriva il medico che ha inventato la manovra per “domare” le vertigini. Il livornese Mauro Gufoni lavora nel reparto di otorinolaringoiatria dell’ospedale labronico e nel salone delle conferenze del nostro giornale, in viale Alfieri 9 a Livorno, domani alle 18 incontrerà i lettori. L’iniziativa de Gli orizzonti de Il Tirreno – il cui ingresso è libero e gratuito – verrà introdotta dal direttore de Il Tirreno, Luigi Vicinanza, mentre a intervistare il luminare toscano sarà la nostra giornalista Ilaria Bonuccelli.

La manovra di Gufoni è famosa in tutto il mondo. Consente di curare la canalolitiasi semicircolare laterale, che indica un problema comune: i sassolini di carbonato di calcio presenti nell’orecchio (i cristallini che comunicano al cervello i movimenti) che finiscono in un canale laterale provocando vertigini, giramenti di testa, nausea, vomito, sudorazioni. Ma Gufoni di persona lo conoscono in pochi. «Mi invitano spesso ad andare in Cina, India, Corea, ma io preferisco parlare vicino casa. Non mi piace girare per alberghi. Il professor Ranuccio Nuti di Siena (ordinario di medicina interna all’università senese ndr) ha mostrato una mia foto a un congresso in Israele e tutti i presenti si sono stupiti. Qualcuno pensa che io sia un personaggio dell’Ottocento».

Gufoni fa parte della scuola toscana di vestibologia, una delle più importanti del mondo. In Cina «fa impazzire l’idea che tanti esperti – spiega il medico – siano concentrati in meno di 100 chilometri, fra Livorno e Firenze». Ma è qui che in pochi decenni questa scienza ha compiuto progressi enormi. Grazie a scoperte recenti. Una delle più importanti ha circa 30 anni. Si deve al medico fiorentino e mentore di Gufoni, il professor Paolo Pagnini «che mi ha insegnato tutto e mi ha trasmesso la passione per l’audiologia e la professione. Io mi sono laureato e specializzato a Pisa in otorinolaringoiatria, ma poi in vestibologia mi sono perfezionato a Firenze con Pagnini. E lì è cambiata la mia vita».

Una manovra, negli anni Ottanta, in realtà esisteva già: era quella “liberatoria” del fisioterapista francese Semont, ma veniva utilizzata solo per i sassolini che finivano nel “canale posteriore” dell’orecchio. I cristallini (otoliti) possono però prendere altre due strade. Lo scopre Pagnini nel 1985, certificando due casi di cristallini finiti nel canale laterale, causando una patologia assai più fastidiosa.

A quel punto si pone il tema di come risolvere il problema. Un fiorentino sperimenta una manovra: è un altro allievo di Pagnini. Nasce, così, la manovra di Paolo Vannucchi: «Si tiene il paziente per una notte sdraiato sul fianco opposto a quello dell’orecchio nel quale si sono spostati i cristallini, in modo da svuotare il canale e funziona», assicura Gufoni. Poi arriva la manovra di Lempert. «Ho provato a utilizzarla – ammette Gufoni – ma non ero bravo ad applicarla».

Così, il medico livornese si mette a studiare un’alternativa. È il 1998 quando Gufoni la pubblica. Alcuni colleghi romani la riprendono e la pubblicano su una rivista americana, dandogli il suo nome. «Io non l’avevo battezzata. Devo all’onestà intellettuale di questi colleghi il fatto che mi sia stata attribuita. E poi agli americani che me l’hanno riconosciuta». Da una decina d’anni la manovra di Gufoni è patrimonio della comunità scientifica. E domani ne parleremo con tutti voi.