In conservatorio a 47 anni e il sogno diventa realtà

Caterina (a destra) in una delle sue esibizioni con il clarinetto (foto Simone Poli)

Cecina, Caterina aveva abbandonato gli studi da giovane dopo la morte del padre Il lavoro come operatrice ecologica: «Ma ora vorrei diventare musicoterapeuta»

CECINA. Ha fatto a pugni con la vita Caterina Luti - cecinese, operatrice ecologica di giorno e musicista in ogni cellula del corpo - ma poi ha vinto lei, con il sudore della fronte e lasciando che la musica le indicasse la strada. Oggi, a 48 anni - da un mese allieva di clarinetto al Conservatorio Mascagni di Livorno - è una donna matura e consapevole, che non si lascia sopraffare da timori e insicurezze; ma non è stato facile arrivare fino a qui.

«Sono sempre stata una ribelle - dice - ho sempre voluto fare di testa mia. Questa caratteristica mi ha da sempre accompagnato, nel bene e nel male». Aveva cinque anni, racconta lei, e già suonava la chitarra, «quando rimasi folgorata assistendo a un’esibizione della banda comunale di Cecina». A colpire la fantasia della piccola Caterina, certo, furono i suoni e i ritmi ora solenni ora gioiosi della tipica compagine musicale, ma anche le divise e il cerimoniale che la accompagnavano. Così decise che sarebbe entrata a far parte anche lei di quella squadra di buffi musicisti che marciano a ritmo, attraversando la folla con aria regale. E così è stato. «A otto anni - prosegue - ero uno dei clarinetti della Filarmonica Mascagni».

Vocazione nata in famiglia. «Entrambi i miei genitori - spiega - erano amanti della musica, in particolare mio padre amava la lirica, suonava il pianoforte e cantava in un coro». Ha studiato all’Università popolare di Rosignano e in seguito alla scuola di Bibbona. «In quel periodo - aggiunge - ho anche dato qualche esame in conservatorio come privatista». A vent’anni è andata a vivere per conto suo. «Ero iscritta all’Università di Pisa, Giurisprudenza - ricorda - . Studiavo, mi mantenevo con lavoretti vari, dalla vendemmia alle ripetizioni di greco e latino, e, naturalmente, suonavo nei locali, portando avanti la passione per la musica».

Gli studi interrotti e l’analisi. A un certo punto, però, qualcosa si spezza nella vita di Caterina. Una serie di avvenimenti - fra cui la morte del padre - incrinano alcune certezze e il suo temperamento volitivo le si ritorce contro. A tre esami dalla laurea interrompe gli studi universitari, vende il clarinetto, chiude con tutto e, per un periodo, anche con tutti. Continua a mantenersi con lavori saltuari, dal trasporto di mobili, alla cantieristica navale, e cerca dei percorsi per ritrovare la serenità perduta.

«Iniziai un percorso di psicoterapia - racconta - che non solo mi è stato molto utile a livello personale, ma mi ha anche avvicinato alle discipline psicologiche. Ho deciso così di seguire un corso di studi di Gestalt Therapy diventando counselor (professionista della relazione di aiuto, ndr). Successivamente ho intrapreso un corso di studi in musicoterapia all’istituto di Grosseto, dove, due anni fa, mi sono diplomata. In quel periodo mi sono riavvicinata alla musica». Il viaggio dentro di sé ha suturato diverse ferite e sviluppato una maggiore consapevolezza in Caterina, rendendola capace di prendersi ciò che desidera. Probabilmente Caterina era già pronta da un pezzo a fare questo passo, ma l’occasione si presenta durante un seminario di studio con il professor Claudio Narajo, esperto psicoterapeuta di origine cilena.

Il ritorno alla musica. In una sala c’era un pianoforte, strumento che da ragazza Caterina ha studiato per un periodo. È stato naturale, a quel punto, sedersi e suonare. Da quel giorno la musica ha ricominciato a suonare nella sua vita. «Ho ripreso i contatti con la banda, e con il maestro della scuola di Bibbona Maurizio Morganti. La mia vita è ripartita. Ho cominciato a insegnare propedeutica ai bambini e nel frattempo sono anche diventata socia della cooperativa di servizi dove lavoro come spazzina».

In molti potrebbero accontentarsi di questi traguardi, ma non di certo una come Caterina. «Pur avendo studiato musica tutta la vita non ho conseguito nessun attestato ufficiale in questo campo. Così, qualche mese fa, a 47 anni suonati, ho deciso di tentare di entrare al Conservatorio. In questo è stato decisivo il supporto di Maurizio che mi ha detto: “Quando si vuole si può fare tutto”. Agli inizi di ottobre è arrivata la risposta: accettata. Non si tratta solo di uno sfizio, con il diploma di Conservatorio potrò insegnare anche a suonare lo strumento».

Verso i sogni e oltre. Ambizioni e desideri di questa inarrestabile donna non si fermano qui. «Il mio sogno - afferma - sarebbe insegnare musicoterapia».

Un obiettivo non così irraggiungibile per una con una giornata-tipo così: «Mi alzo alle 5 e vado a fare il mio lavoro di spazzina; di solito stacco alle 12 anche se a volte si prolunga. Nel pomeriggio sono a Livorno per i corsi in Conservatorio o a Bibbona ad insegnare ai bambini. La sera dopo cena ho le prove con la banda o del coro Vadarmonia che dirigo e di cui sono anche presidente».

Una giornata massacrante che però Caterina affronta con la forza e il sorriso di chi fa una cosa che ama; e non importa se l’ha raggiunta da “grande”, perché come dice lei: «Se desideri veramente qualcosa e hai la consapevolezza di avere le capacità, i cassetti si possono riaprire».