Procreazione assisista, in Toscana tanti centri ma solo per coppie

La nostra regione è stata la prima a permettere anche l’eterologa ma non ai single

Vuole un figlio e non può averlo perché il suo corpo glielo impedisce. E allora prova a adottarlo, ma non può, perché è single e in Italia le adozioni non sono concesse ai single - salvo quelle speciali. Allora pensa alla fecondazione assistita, ma nulla: anche quella è vietata ai single in Italia. È così che fa le valigie e si incammina nelle rotte del turismo delle provette alla ricerca di un Paese che le permetta di diventare mamma. Questa è una donna single qualsiasi alle prese con il suo desiderio di maternità inesaudibile in Italia.

LA FECONDAZIONE IN ITALIA

Esistono due tipi di fecondazione assistita: quella omologa (dove i gameti, cioè ovociti e spermatozoi, appartengono alla coppia) ed eterologa (cioè dove vi è la donazione di ovuli e spermatozoi da parte di individui esterni). Fino al 2014, la legge quest’ultima. Poi è intervenuta la Corte Costituzionale sostenendo l’illegittimità del divieto di fecondazione eterologa. E dopo la sentenza la ministra della salute Beatrice Lorenzin ha reso noto la necessità, dopo il tentativo abortito di un decreto legge, di far varare una legge ad hoc per regolare l’introduzione della tecnica in Italia. In attesa che il Parlamento legiferi, la Regioni si sono portate avanti con delle linee guida interregionali (transitorie), per permettere alle coppie di accedere alla fecondazione eterologa. La Toscana è stata la prima regione a recepirle. Ma, come nel resto d’Italia, solo le coppie (sposate o coppie di fatto) eterossessuali e con diagnosi di sterilità possono farla. Non possono le coppie omosessuali e tantomeno i single.

I CENTRI IN TOSCANA

In Toscana ci sono 22 centri di procreazione assistita (tra pubblici, privati e privati convenzionati), di cui solo 8 fanno l’eterologa. Questo perché, come spiega il dottor Alessandro De Ruggero, responsabile del Centro di procreazione assistita Cesco di Pisa (privato) «non ha senso farla: in Italia non ci sono ovociti freschi, perché non ci sono donatrici. Essendo stata introdotta da poco la possibilità di farla, le banche sono vuote e le donne, inoltre, non ricevono nessun compenso per la donazione. È difficile quindi che si sottopongano a cure ormonali, a un intervento, per poi donare a un altro». Gli ovociti arrivano quasi tutti dalla Spagna, dove si effettua da sempre la fecondazione eterologa. Sono congelati. «E questo significa - spiega il dottor De Ruggero - che possono essere meno buoni. Dal momento che nel congelamento e nello scongelamento si indeboliscono. Un po’ come il cibo fresco e quello surgelato: le proprietà si perdono». Per questo molti centri non la fanno.

I DATI DELL’ETEROLOGA

In Toscana sono stati iniziati oltre 170 cicli di fecondazione eterologa. Andati a buon fine - con la gravidanza - 37. Ma non è noto il numero di nascite.

«La possibilità che una tecnica vada a buon fine (vale sia per la omologa sia per la eterologa, ndr) - spiega il responsabile del centro di Pisa- è del 35%, con una variabile del 5%: quindi dal 30 al 40%. Dipende dall’età della donna, dalla qualità degli ovociti e degli spermatozoi».

IL COSTO DELLA “PROVETTA”

In Toscana - per quanto riguarda i centri pubblici o convenzionati - i costi sono diversi in base all’età della donna: quelle di età inferiore o uguale a 42 anni pagano esclusivamente il ticket sanitario di 100 euro per 4 cicli di primo livello (inseminazione semplice) e di 500 euro per 3 di quelli fra il secondo e il terzo (sono tecniche più complesse, come ad esempio la fecondazione in vitro, che consiste nella microiniezione di uno spermatozoo nell’ovulo e poi il suo inserimento nell’utero). Per le successive prestazioni pagano l’importo intero, come le donne di età sopra i 42 anni. E i costi variano dal tipo di fecondazione e di tecnica. In genere per l’omologa (nei centri pubblici o convenzionati) il costo è di circa 1.800 euro. Per l’eterologa è più alto: solo per comprare ovociti da una banca spagnola si spendono infatti 3mila euro.

E LE DONNE SINGLE?

A loro non rimane che andare all’estero. Molti paesi europei concedono la fecondazione assistita. Ci sono Belgio, Danimarca, Finlandia, Olanda, Spagna, Gran Bretagna e pure la Grecia con una delle normative più liberali d’ Europa. Qui la fecondazione assistita eterologa è consentita sia per motivi procreativi sia per evitare la trasmissione di malattie genetiche; possono ricorrervi coppie coniugate o conviventi e anche donne singole.

LA REGIONE: SERVE UNA RETE

La Regione Toscana - fanno sapere dagli uffici tecnici dell’ente - «sta lavorando alla costituzione di un modello di gestione a rete che preveda l’istituzione di centri dedicati alle tecniche riconducibili alla fecondazione assistita, favorendo la specializzazione dei maggiori centri toscani e l’interscambio tra gli stessi, nonché l’ottimizzazione a livello qualitativo, gestionale ed economico delle modalità di reperimento dei gameti anche attraverso una banca pubblica. La Regione ha inoltre incaricato Estar di indire una gara per la realizzazione di un sistema informatico quale strumento per l’interconnessione e l’interoperabilità tra le strutture di fecondazione afferenti alla rete, con la Regione Toscana e con i sistemi nazionali».