Maurizio Mian, chi è l'uomo dei sogni nerazzurri

Piazza in fermento per il  possibile ritorno dell'imprenditore pisano. Amatissimo dalla piazza, figlio della "Signora Ultras" Gabriella Gentili. Conosciuto per le sue stravaganze, cani ereditieri e madrine pornostar, è stato anche editore de L'Unità

PISA - Frenetico il tam tam su Internet, tifosi nerazzurri attaccati alle radio e auto convocati allo stadio per vedere come va a finire la telenovela sulla proprietà. "Si dice", "forse torna ", "pare che stia parlando con Gattuso": le voci si rincorrono e serpeggia l'ottimismo. Comunque vada la piazza ha già espresso il suo verdetto, scontato: sì a una nuova presidenza di Maurizio Mian. La squadra di famiglia, quella che dal 2002 al 2005 ha guidato in alternanza  con la mamma, la "signora Ultras" Gabriella Gentili, amatissima e ancora viva nel ricordo dei tifosi nerazzurri. Nella partita contro il Foggia, storica sfida del ritorno in B, spuntò in curva lo striscione che la ricordava. Pisa non ha dimenticato.

Eppure in tre anni di presidenza i risultati sono stati pochi, nonostante buoni investimenti. La squadra l'avevano presa in C e nella stessa serie l'hanno lasciata. Una delusione e dunque via al passaggio di mano al perugino Leonardo Covarelli, un'altra storia. La generosità e l'amore per la squadra però non se li è dimenticati nessuno, dentro e fuori dall'Arena Garibaldi

Mian un occhio al calcio però lo ha tenuto sempre, e nella stagione 2010/11 in società con altri, tra i quali Gianluigi Buffon e Cristiano Lucarelli, acquista la Carrarese. "La cordata Vip". Finalmente arriva il successo calcistico: appena un anno dopo aver rischiato la retrocessione in D, la Carrarese batte ai play-off il San Marino e il Prato, conquistando così la promozione in Lega Pro. La fama però è legata alla sua storia sempre sopra le righe, tra imprese fallimentari, trovate promozionali e conti nei paradisi fiscali.

I soldi arrivarono dalla cessione dell'azienda farmaceutica di famiglia, la Gentili, alla ditta americana Merck Sharp & Dohme. I maligni dicono che la madre lo tenne fuori dall'azienda familiare per attitudine troppo edonista. Basti pensare che dopo aver acquistato il Pontedera, ennesima avventura calcistica, scelse come madrina la pornostar Cicciolina. Indimenticabile la foto allo stadio con lei, un'altra star dell'hard Valentina Demy e il suo pastore tedesco. Già, perché c'è anche la celebre fantastoria del cane ereditiere.

Per un po', un bel po', circolò come vera la storia del suo cane, il pastore tedesco Gunther, ereditato da una contessa che glielo donò, insieme a una ricchissima dote. Il motivo? Riconoscenza per aver trovato una miracolosa cura trovata che salvò il padre del'aristocratico a quattro zampe. Bufala? Certo, ma arditissima, talmente incredibile da passare per vera. E così il cane fu al centro di cronache che lo volevano presidente onorario del Pisa e beneficiario di un tesoretto rientrato in Italia dal Liechtenstein. Si trattava di 200 milioni fatti rientrare grazie allo scudo di Tremonti. Sul serio.

Mian però non ha frequentato solo pornostar e cani altolocati. Il suo cammino incrocia anche uno dei padri del comunismo italiano, il sardo Antonio Gramsci. Nel 2009 l'imprenditore pisano acquistò il 20 per cento della proprietà dell'Unità, che nella testata richiama proprio il filosofo fondatore. La maggioranza era di Renato Soru, anche lui sardo. Le interviste da editore del periodo sono capolavori di surrealismo: "Chi è l’editore dell’Unità? Il cane e io. Il cane ha la maggior parte delle azioni. Ovviamente, essendo una bestia non può essere soggetto attivo, bisognava farci una fondazione alle Bahamas quella che ha comprato la villa di Madonna a Miami". Cosa che in effetti ha fatto, anche se è difficile capire dove inizia la realtà e inizia il marketing.

Qualche anno dopo si sfoga su Report sull'investimento, praticamente a fondo perduto, nello storico quotidiano: "Ci hanno preso come polli da spennare". Fuori di nuovo, in cerca di nuove avventure rocambolesche. E dopo aver mandato in fibrillazione il mondo di sinistra, del tutto impreparato a questo editore ben poco ideologico, che nel 2014 avrebbe dichiarato che alle feste di Arcore, del rivale politico Silvio Berlusconi, sarebbe andato.

Adesso il possibile ritorno a casa. Forse è vero, come canta il cantautore, di tutt'altra fede calcistica, che "certi amori non finiscono, fanno dei giri immensi e poi ritornano". E proprio di amore ha parlato, quando ha visto lo striscione che la curva ha dedicato alla mamma. Una sola domanda rimane: Gennaro Gattuso è pronto ad accogliere Gunther come allenatore dei portieri?