Sanità low cost: come risparmiare fino al 50% sui farmaci

Generici, prodotti da banco, parafarmacie: istruzioni per spendere meno. Una famiglia di quattro persone con tre patologie sborsa 966 euro l'anno, ma con gli "equivalenti" scende a 667 

Il Nimesulide o il Sulidamor per alleviare i dolori piuttosto dell’Aulin, il Paracetamolo quando c'è febbre invece della Tachipirina, l'Omeprazolo al posto dell'Omeprazen con cui si trattano alcuni disturbi gastrici. Curarsi senza spendere troppo si può.

Generici, risparmi fino al 50%

Partiamo proprio dai cosiddetti generici o medicinali equivalenti. Che oltre a contenere nella propria formulazione la stessa quantità di principio attivo, hanno anche una bioequivalenza con altri medicinali di riferimento (medicinali "di marca") e con brevetto scaduto. In sostanza stesso principio attivo, stessa forma farmaceutica, cambia soltanto la marca ed il prezzo. «Riceviamo ogni giorno segnalazioni dai cittadini, che mostrano quanto i costi per i farmaci stiano diventando pesanti per loro - dice Tonino Aceti, coordinatore nazionale di Cittadinanza Attiva - spingendoli in alcuni casi anche a rinunciare alle cure, come accade al 9,5% degli italiani. Anche il Rapporto Osmed 2014 evidenzia che la spesa pro capite per ogni compartecipazione del cittadino è stata di 24,7 euro. Di questi, il 63,6% è per la differenza di prezzo tra il medicinale acquistato e quanto rimborsa il Ssn in base alla lista di trasparenza; il 36,4% è per i ticket regionali». Proprio il movimento ha lanciato, in questi giorni, una campagna informativa dal titolo "IoEquivalgo" in collaborazione con Assogenerici. Acquistando i generici - secondo le associazioni dei consumatori - si possono ottenere risparmi considerevoli, che arrivano anche al 50%. Secondo uno studio di Nomisma, proprio per Assogenerici, tra il 2015 e il 2020 l'acquisto di equivalenti può generare un risparmio di un miliardo. Un esempio: una famiglia di 4 persone, padre con ipertensione, moglie con emicranie ed uno dei figli con asma spende 966,55 euro in un anno. Coi generici spenderebbe 667,55, risparmiando quasi il 31%.

Esempi di Aulin e Tachipirina

Torniamo nelle nostre case con alcuni esempi. Pensiamo all'Aulin, uno degli antinfiammatori più consumati in Italia: 30 compresse o 30 buste da 100mg costano 4,43 euro. Le stesse buste del farmaco omologo, il Sulidamor, costano 2,60 che scendono a 2,36 se compriamo il Nimesulide. Altro farmaco che non manca mai nei nostri armadietti è la Tachipirina, un antiepiretico. Il principio attivo è il paracetamolo. Una confezione da 16 compresse da 1000 mg di Tachipirina costa 7,30 euro. Il Paracetamolo Doc, generico, 6 euro. Una differenza che si acuisce in caso di sciroppo. Tachipirina da 120 ml viene 5,10 euro, il Paracetamolo My meno della metà, 2,50. E così succede per altri principi attivi.

Parafarmacie e ipermercati

Grazie alla liberalizzazione dei farmaci da banco, tutto ciò che la farmacia può vendere senza la richiesta di ricetta medica (dall'aspirina agli spray per naso e gola) può essere acquistato nelle parafarmacie, nei negozi che vendono articoli sanitari in centri commerciali e ipermercati. La Tachipirina è il farmaco da banco più venduto (nel 2015 acquistate 2 milioni e 550mila di confezioni da 500mg). Ma anche la Rinazina (spray nasale), l'Enterogermina, il Moment, il Maalox figurano nella top ten. Alcune catene della grande distribuzione come Coop assicurano che nei propri punti vendita i farmaci da banco costano mediamente un -25/-30 % in meno rispetto allo stesso farmaco acquistato in farmacia. Per questo la grande distribuzione e le associazioni di consumatori chiedono di allargare la liberalizzazione anche ai farmaci di fascia C. Si oppongono Federfarma e farmacisti.

Online ma occhio

Un altro modo per risparmiare sui medicinale è comprare in rete. La vendita online è riservata soltanto ai farmaci da banco, ovvero quelli per cui non serve la ricetta del medico. Per esempio: gran parte degli antipiretici, antinfiammatori e antidolorifici. La vendita potrà essere effettuata soltanto da farmacie, parafarmacie e corner salute autorizzati dalle autorità competenti (Ministero della Salute). Puoi riconoscere i siti autorizzati grazie al logo: il bollino di sicurezza è infatti obbligatorio. Occhio dunque a tutti quei siti che propongono farmaci. Per i farmaci con obbligo di ricetta medica rimane illegale la vendita su Internet. E’ dunque reato, nonché molto pericoloso, acquistare medicinali con obbligo di ricetta on line poiché non vengono garantite né le necessarie condizioni termiche di conservazione, né l'effettiva presenza o concentrazione del principio attivo.

Sos truffe, l’allarme dell’Aifa

Occhio alle truffe e ai venditori non autorizzati. Secondo i dati diffusi dall'Aifa, l'Agenzia Italiana del Farmaco, il 70 % dei farmaci acquistati on line risultano essere contraffatti, mentre addirittura il 93% delle pseudo farmacie che mettono in vendita su internet prodotti come viagra, integratori ed altro sarebbero illegali. E' tuttora in corso da parte dell’Aifa un campionamento dei siti sospetti, in collaborazione con Iss e carabinieri del Nas nato da un progetto dell'Oms. Una lista nera che si annuncia lunga.

 

 

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