La Toscana da bere che spopola al Vinitaly

Il governatore del Veneto Luca Zaia e il presidente della Repubblica Sergio Mattarella brindano al Vinitaly

La nostra regione è la più rappresentata con 739 espositori. La novità dei rosè. E Mattarella esalta il vino dei carcerati della Gorgona: «Rivincita della legalità»

Seduce con le mille sfumature delle colline di Bolgheri, ha tanto da insegnare con la tradizione del Chianti e del Brunello, fa tendenza con i piccoli produttori, parsi per tutto il territorio, capaci di inventarsi mode e creazioni artistiche legate alle etichette. E dà l'esempio con l'esperienza della Gorgona dove il vino lo fanno i detenuti grazie alla professionalità dell'azienda Frescobaldi: un'eccellenza richiamata ieri anche dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

739 ESPOSITORI TOSCANI
La Toscana primeggia a Vinitaly e con i suoi 739 espositori è la più rappresentata alla fiera di Verona, vetrina internazionale del mondo del vino. È così che tra una bollicina, che fa sempre chic, un nuovo rosato, che si prende la sua rivincita, le nuove creazioni made in Tuscany, e l'export che da un lato strizza l'occhio agli Usa e dall'altra aspira a fare sua la Cina, ecco che la kermesse veronese non può che inchinarsi a sua maestà la Toscana. Ne sono un esempio le parole del presidente della Repubblica Sergio i Mattarella, ospite d'eccezione alla inaugurazione della 50esima edizione della fiera.


BOTTIGLIA DEL PRESIDENTE
Il capo dello Stato cita il vino Gorgona come esempio eccellente di produzioni fatte in carcere. «Il vino è impresa, ambiente, cultura, territorio, ed è società. Nel comparto vi sono tanti nuovi lavori, con giovani che hanno portato tecniche innovative, e vi sono autentiche rivincite della legalità che hanno il nome di vini prodotti nelle terre confiscate alla mafia. Guardiamo ad esempio Gorgona", ha detto ieri Mattarella. Un progetto che riempie di orgoglio chi da anni dedica anima e corpo in questo progetto, curato in primis dai vigneti di Nugola diretti da Federico Falossi. Lo sottolinea Niccolò D'Afflitto, enologo della Frescobaldi: «Gorgona è ormai un caso nazionale. Perché funziona? Per la sinergia di tre cose: il carcere, l'isola e Frescobaldi. Se avessimo fatto un vino alla Capraia o nel carcere di Sollicciano non avremmo avuto questo successo. Idem se ci fosse stata un'altra azienda: noi portiamo la garanzia che queste 3mila bottiglie sono fatte per il sociale. Perché anche se stiamo parlando di un vino costoso, la vendita delle bottiglie non ce la fa a bilanciare il nostro fatturato. Quando Lamberto Frescobaldi mi propose di lanciarci in questa avventura e mi disse: “Facciamo un vino sull'isola”, io risposi che non era il caso. Ma quando precisò che l'isola era la Gorgona non ho avuto dubbi. Questo progetto ha smosso i media di tutto il mondo. E la cosa più bella è la soddisfazione che ne ricavano sia gli agenti penitenziari sia soprattutto i detenuti.

Marilisa Allegrini


RENZI DA ALLEGRINI
Lunedì 11 aprile anche il premier Renzi sarà al Vinitaly. Pranzo da Marilisa Allegrini, già lady Amarone ma con aziende importanti in Toscana, Poggio al Tesoro a Bolgheri e San Polo a Montalcino.


GRANDI ROSSI SI TINGONO DI ROSA
Se Bulichella, azienda leader a Suvereto è pronta a presentare il nuovo nato dell'azienda fondata da Miyakawa Hideyuki, un rosato fatto con Sirah in purezza, ecco che la stessa cosa la fa Luigi Pocaterra, noto in tv come il notaio di "Affari tuoi", che a Vinitaly 2016 si presenta con "Balè", realizzato con Sangiovese e Merlot nella sua azienda di Carmignano, Colline San Biagio. Due esempi di una tendenza che sta prendendo sempre più terreno. «Accade spesso a tavola che un rosso sia troppo strutturato e un bianco risulti troppo leggero. Il rosato è un compromesso interessante - spiega - e per la nostra azienda è un valore aggiunto».

Luigi Pocaterra, il notaio di Affari Tuoi


SUL PODIO
Ma non finiscono qui le soddisfazioni per il notaio di Rai1 che ha anche incassato il premio speciale gran vinitaly 2016 col il suo rosso "Donna Mingarda 2012", 100% Sangiovese. «Donna Mingarda era una dama del medioevo nota per i suoi facili costumi - racconta Pocaterra -Si dedicava molto all'altro sesso ma quando decise di smettere, per avere l'anima salva chiese indulgenza al vescovo di Pistoia, che gliela concesse in cambio di alcuni terreni…». E se si parla di premi toscani a Verona, da registrare anche quello conquistato dal garfagnino Gabriele da Prato, giovane viticoltore della Valle del Serchio, titolare del Podere Concori.


I GRANDI CLASSICI
«Trecento anni fa Cosimo dei Medici fece un decreto che individuava la zona del Chianti come buona per produrre vino e da allora i toscani hanno cercato sempre di migliorarsi». Parola del presidente della Toscana, Enrico Rossi, che a Vinitaly ha sottolineato la tradizione del Chianti classico, nell'omonimo stand visitato dove ha salutato il presidente della Repubblica Sergio Mattarella per i 300 anni dell'editto del Granduca Cosimo III de' Medici. Rossi ha poi definito una piacevole sorpresa la nascita del Consorzio Avito (la neonata associazione dei vini della Toscana Dop e Igp), primo organismo unitario di rappresentanza della viticultura toscana. «Interlocutore prezioso - ha detto Rossi - per le politiche di promozione».